10 ragioni per (ri)leggere Contratto con Dio di Will Eisner

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L’espressione “graphic novel”, oggi, va molto di moda. Il primo fumetto in assoluto a meritarsi tale appellativo è stato questo capolavoro di Will Eisner: tempo di riscoprirlo approfittando dell’estate

Sono passati quasi 40 anni da quando Will Eisner pubblicò quello che da molti è ritenuto il suo capolavoro, e che certamente è uno dei più importanti fumetti in assoluto del Novecento: Contratto con Dio (Fandango Libri, ultima edizione nel 2010), un’antologia di racconti in bilico tra l’amaro e il comico, incentrati intorno alla vita in un condominio popolare newyorkese. La New York di oggi è molto diversa da quella tratteggiata sapientemente a china da Eisner nel 1978, eppure lo spirito della città resta ancora oggi inalterato, e similmente le vignette umane tratteggiate nel libro presentano uno spirito universale che le rende sempre attuali.

Eisner, venuto a mancare nel 2005, era un ebreo di Brooklyn, nato nel 1917 da una famiglia povera, sempre pronto a fare a botte con i bulli di strada e con una passione per i racconti pulp. Tutti questi aspetti della sua storia personale si ritrovano nelle sue opere; che si tratti delle avventure del vigilante mascherato noto come The Spirit o delle vicende narrate in Contratto con Dio e nei suoi seguiti ideali, La forza della vita Dropsie Avenue.

Il modo migliore per scoprire questo autore sarebbe divorarne l’opera omnia, per ripercorrere la sua evoluzione come artista e pensatore. Ma per chi ha solo le ferie estive a disposizione, la lettura (o rilettura) di Contratto con Dio, la prima vera graphic novel nella storia del fumetto, è quasi d’obbligo. Vi state ancora chiedendo perché? Nella gallery trovate almeno 10 risposte diverse a questa domanda.

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