Mostra del Cinema di Venezia 2017: ipotesi e previsioni sui film al Lido

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Il puzzle si sta completando. Dalla sala del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia in cui dallo scorso giugno si è rinchiuso Alberto Barbera con il comitato di selezione della Mostra del Cinema, ogni giorno arrivano via comunicati stampa i vari pezzi dell’enorme quadro denominato Venezia 74.
Al momento è già noto che la presidenza della giuria giudicante il concorso è affidata ad Annette Bening; che il film d’apertura sarà Downsizing diretto da Alexander Payne; che i Leoni d’Oro alla carriera sono Robert Redford e Jane Fonda; è noto il concorso di Venezia Classici, la selezione di film storici restaurati giudicata dagli studenti di cinema quest’anno sotto la guida di Giuseppe Piccioni; infine l’ultimissima notizia riguarda l’apertura della sezione Orizzonti affidata a Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli.
Ogni giorno quindi, un piccolo tassello si aggiunge. Anche se il direttore da alcuni anni adotta la tattica di non fare troppi annunci prima della conferenza stampa di presentazione (che si terrà il prossimo 27 luglio), un po’ per suspense, un po’ perché per assemblare la Mostra ci vuole diplomazia e pazienza, l’esperienza insegna che le possibili altre novità prima della data di presentazione possono essere la definizione dei presidenti dei concorsi Orizzonti e Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” e dei relativi componenti della giuria; l’annuncio dei compagni di viaggio della Bening nell’assegnazione dei premi principali del Concorso; il film di chiusura; qualche proiezione speciale, come per intenderci l’anno scorso la visione delle prime due puntate della serie televisiva The Young Pope di Paolo Sorrentino; il film di pre-apertura in programma martedì 29 agosto; il manifesto ufficiale. Non bisogna dimenticare, infine, che proprio i giorni precedenti il 27 luglio sono riservati agli annunci dei concorsi collaterali alla Mostra quali la Settimana della Critica e le Giornate degli Autori – Venice Days, la cui proposta di anno in anno accresce il valore del buon cinema al Lido.
Ciò che vogliono sapere tutti, però, sono i film e le star in arrivo al Lido: quali pellicole saranno presentate in anteprima internazionale, quali registi, attori e divi transiteranno sul red carpet dinnanzi al Palazzo del Cinema. Tralasciando le sorprese, si possono ipotizzare alcuni possibili titoli.

Quasi certi. I primi film certi sono dunque i già annunciati Downsizing di Alexander PayneOur Souls at Night, diretto da Ritesh Batra, con la coppia d’oro Redford-Fonda (produzione e distribuzione Netflix) che sarà presentato Fuori Concorso. Il primo, invece, è destinato al Concorso e la sua scelta conferma la predilezione di Barbera ad affidare l’apertura a un cinema a stelle e strisce autoriale e allo stesso tempo vicino a un pubblico trasversale.
Insieme a Payne, in Concorso pare molto probabile l’arrivo di un altro grande regista USA, Paul Thomas Anderson che in riva all’Adriatico ha visto il suo cinema premiato e acclamato, soprattutto con The Master. Il suo nuovo film Phantom Thread è in uscita negli Stati Uniti a febbraio 2018 e una premier oltreoceano potrebbe essere un buon trampolino, se si considera anche che sarà l’ultima apparizione sul grande schermo di Daniel Day-Lewis. La storia ruota attorno a un sarto che negli anni Cinquanta si trova a dover disegnare gli abiti per la famiglia reale e alcuni membri dell’alta società. Altro ritorno da ‘figlio prodigo’ al Lido potrebbe essere quello di Darren Aronofsky, che tanto amore e stima ha sempre ricevuto in laguna. A distanza di tre anni abbondanti da Noah, torna alla regia con Mother!, storia di una relazione di coppia la cui quiete in casa appare turbata dall’arrivo di ospiti, con Jennifer Lawrence, Javier Bardem, Ed Harris e Michelle Pfeiffer. Un altro Leone d’oro potrebbe finire in concorso: Samuel Maoz, vincitore nel 2009 con Lebanon. La sua nuova pellicola si intitola Foxtrot e sembrerebbe aver avuto una distribuzione limitata in Israele all’inizio di luglio. Altra presenza fattibile potrebbe essere anche Molly’s Game, debutto alla regia di Aaron Sorkin (sceneggiatore di The Social Network e Steve Jobs) con Jessica Chastain, Kevin Costner e Idris Elba: storia di una giovane sciatrice divenuta poi imprenditrice. Il film sembra essere la scommessa su cui punterebbe Barbera per Venezia 74. Potrebbe/dovrebbe approdare al Lido anche The Snowman di Tomas Alfredson, regista già apprezzato alla Mostra con La Talpa nel 2011. Questa nuova pellicola prende spunto dal noir omonimo di Jo Nesbo e ha come protagonista il detective Harry Hole alle prese con la scomparsa di una donna e un pupazzo con neve cinto da una sciarpa rossa. Cast importante: Michael Fassbender, Charlotte Gainsbourg e Toby Jones. C’è possibilità, inoltre, di vedere alla Mostra un altro suo figlioccio, Richard Linklater con Last Flag interpretato da Bryan Cranston, Steve Carell e Laurence Fishburne. Sul film non si sa davvero molto, solo che è in uscita il 17 novembre.
Come ogni anno, la Francia potrebbe approdare al Lido con diversi nomi. Il primo è quello di Xavier Legrand, alle prese con la sua opera prima dal titolo Jusqu’à la garde, interpretata tra gli altri da Denis Ménochet. Anche Isabelle Huppert potrebbe trascorre alcuni giorni a settembre al Lido con Eva di Benoit Jacquot, incontro tra un drammaturgo e una donna misteriosa che si rifugiano in uno chalet durante una tempesta di neve. Il film è dato in uscita in Francia entro fine anno.
Dalla Norvegia potrebbe/dovrebbe arrivare Joachim Trier, autore de I segreti di famiglia in Concorso al Festival di Cannes del 2015: il regista ha terminato da poco Thelma, storia di una donna che quando scopre l’amore, si rende conto di avere anche degli strani poteri.
Capitolo Italia. I film in concorso che rappresenteranno l’Italia dovrebbero essere quattro. Sembra quasi fatta per Ella & John – The Leisure Seeker, debutto in lingua inglese per Paolo Virzì, che vinse a Venezia nel 1997 il Gran Premio della Giuria con Ovosodo. Il nuovo film, interpretato da Helen Mirren e Donald Sutherland, racconta in puro stile Virzì di un uomo e una donna in viaggio a bordo di un vecchio camper.  Altri due italiani sono quasi certi a Venezia 74, anzi tre! Il primo è Silvio Soldini con Il colore nascosto delle cose, interpretato da un’attrice molto amata dalla Mostra, Valeria Golino, qui insieme a Adriano Giannini. L’altro o per meglio dire gli altri due sono i Manetti Bros (si vocifera di un sicuro inserimento nel concorso), Marco e Antonio, con un film ambientato a Napoli. Il quarto titolo italiano in concorso è ancora incerto.
Dal resto del mondo sembrano certi il passaggio in terra lagunare di Takeshi Kitano con Outrage Coda, il capitolo finale che riguarda le nuove battaglie del gangster Ootomo, e Lee Chang-dong, vecchia conoscenza della Mostra che nel 2002 si fece notare con Oasis, pronto a mostrare al Lido Burning. Infine Lorenzo Vigas, il quale dovrebbe portare alla Mostra la sua opera seconda, dopo il Leone d’Oro del 2015 con Ti guardo. Il titolo è The Box.

Probabili. The Death and Life of John F. Donovan di Xavier Dolan, primo film in lingua inglese del regista canadese, sembra pronto, anche se non è stata confermata la data di uscita. Il cast è importante, Jessica Chastain, Natalie Portman, Kit Harington. Il giovane Dolan è sicuramente più legato a Cannes anche se a Venezia è già stato in Concorso con Tom à la ferme, però c’è da dire che è sempre alla ricerca di vetrine e applausi del pubblico festivaliero. Un bel ‘forse’ accompagna anche la eventuale presenza al Lido di Annihilation di Alex Garland, regista di Ex Machina, interpretato da Natalie Portman, Oscar Isaac e Jennifer Jason Leigh. Il film dovrebbe essere già pronto, ma un po’ di mistero aleggia attorno al suo lancio nelle sale. Per la stessa mancanza di informazioni è da valutare anche la partecipazione di Walking in Paris di Peter Greeanway, storia del trasferimento dello scultore Brancusi dalla Romania a Parigi all’inizio del Novecento, uno di quei titoli sicuramente appetibili per il comitato di selezione. In dubbio anche Radegund di Terrence Malick, attualmente in post-produzione, storia di Franz Jägerstätter, un austriaco, obiettore di coscienza, che si rifiutò di combattere per i nazisti nella Seconda Guerra Mondiale. Dalla Francia, a cui Barbera guarda sempre con un certo occhio di riguardo, ci sono possibilità che arrivino La Douleur di Emmanuel Finkiel, regista già vincitore di un premio a Cannes con Voyages nel 1999, e Robert Guédiguian, un habitué dei festival seppur non sia mai stato a Venezia, con La Villa. Un capitolo a parte merita Mektoub Is Mektoub di Abdellatif Kechiche, già tre volte a Venezia con Venere Nera, Cous Cous che conquistò il Grand Premio della Giuria, e Tutta colpa di Voltaire. Sembra che la Palma d’oro con La vita di Adele abbia avuto dei seri problemi di produzione in quanto Mektoub Is Mektoub doveva nascere come un’opera unica e invece il regista l’ha trasformato in un dittico. Les dés sont jetés è la prima parte che Barbera & Co, si dice, abbiano già visto. Resta da vedere cosa deciderà la produzione. Il film, in ogni caso, racconta di Amin, un giovane sceneggiatore che si reca nella sua casa sul Mediterraneo per una vacanza estiva e qui incontra Jasmine di cui si innamora e un produttore che accetta di finanziare il suo primo film. Quando, però, la moglie del produttore mostra un particolare interesse per Amin, l’uomo deve decidere tra lei e Jasmine, tra l’amore e la carriera. Abbastanza incerta la presenza di un regista molto amato da Barbera, Luca Guadagnino, alle prese questa volta con il rifacimento di Suspiria di Dario Argento. Interpreti Chloë Grace Moretz, Dakota Johnson e Tilda Swinton. Dopo la burrascosa accoglienza di A Bigger Flash due anni fa, il regista palermitano potrebbe declinare l’invito di tornare a Venezia.

Più no che sì. Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve. È un kolossal fantascientifico a tutti gli effetti e Barbera ha abituato il pubblico della Mostra alla qualità e alla scoperta, più che alle grandi produzioni hollywoodiane. C’è da dire che a Venezia 73 Arrival, sempre di Villeneuve, ha incantato e strappato applausi, ma si trattava di un altro tipo di produzione. Un altro ‘no’ è quasi certo per The Shape of Water, diretto da Guillermo Del Toro, storia di esperimenti segreti negli Stati Uniti degli anni Sessanta, con Michele Shannon, Michael Stuhlbarg e Octavia Spencer. Storia forse troppo americana, più adatta a una vetrina come il Festival di Toronto. Anche se non è passato a Cannes, ci sono poche chance per Image et Parole di Jean-Luc Godard, per un semplice motivo: Godard e le sue scelte, sempre imprevedibili. Pochissime speranze anche che arrivi al Lido Alexandros Avranas con Love Me Not, con cui il regista greco torna a lavorare con Eleni Roussinou, in quanto il film è ancora in fase di lavorazione, lo stesso vale per il nuovo lavoro del Leone d’oro 2016 Lav Diaz When the Waves Are Gone, di cui non è chiaro a che punto siano le fasi di lavorazione.

Per conferme e smentite, si attende il 27 luglio.