Venezia 74: la nostra guida con i giudizi ai film

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Venezia 74 – In concorso

Downsizing, di Alexander Payne (Stati Uniti – Canada) 


Alexander Payne apre la 74esima Mostra del Cinema di Venezia con una satira sociale sul futuro dell’umanità che ha lasciato un po’ freddi i giornalisti accreditati (timidi gli applausi in sala a fine proiezione). Il regista, coadiuvato dal fido sceneggiatore Jim Taylor, immagina un mondo in cui il problema del sovrappopolamento della Terra e il conseguente eccessivo sfruttamento delle sue risorse viene risolto dalla scienza attraverso la scoperta di un trattamento per rimpicciolire le persone a un’altezza di una decina di centimetri. Umani che diventano più piccoli ma più felici, perché la vita da ‘rimpiccioliti’ comporta numerosi vantaggi economici. Nascono le prime comunità in miniatura, dove tutto (case, alimenti, autovetture) è più piccolo e costa meno rispetto al mondo a dimensione naturale. Una coppia di coniughi stressati dall’impossibilità di acquistare una casa si fa allettare dall’idea di sottoporsi al trattamento di rimpicciolimento che dovrebbe regalargli una vita più agiata, ma le cose non vanno come avevamo previsto… Downsizing vive sullo schermo di felici intuizioni futuristiche (a cominciare da come prendono vita le comunità in miniatura), di ottimi dialoghi che scatenano più di una risata, di una buona alchimia (come ormai ci ha abituato il cinema di Payne) tra le componenti drammatiche e quelle più ridanciane della storia, ma la sua critica ironica e sottile alla società dei consumi si esaurisce nella prima parte, smarrendo poi il bandolo della matassa tra scorciatoie emotive e troppi temi appena abbozzati. Da Payne ci aspettavamo qualcosa in più. (Francesco Siciliano)

First Reformed, di Paul Schrader (USA)


Paul Schrader al suo meglio. Ritiratosi in una piccola chiesa con un antico passato frequentata ormai più da turisti che da fedeli Toller, un pastore ex cappellano militare, trascorre le giornate cercando di affrontare dissidi spirituali e demoni familiari legati alla morte del figlio, di cui si sente responsabile, e al successivo abbandono della moglie. L’incontro con un giovane attivista, un ambientalista radicale che vorrebbe far abortire la moglie nella convinzione che non ci sia un futuro per l’uomo sulla Terra, scatena in Toller una crisi ancora maggiore che lo spinge a compiere un gesto estremo come ribellione all’indifferenza della chiesa di fronte ai mali del mondo. First Reformed ripropone alcuni elementi ricorrenti del cinema di Schrader (in primis i personaggi alla ricerca di una redenzione in un mondo condannato all’autodistruzione e una visione pessimistica dell’umanità) ma con un impatto emotivo e visivo che non avevano gli ultimi lavori del regista americano. Il gusto geometrico delle inquadrature di Schrader è la cosa più bella del film: disegna splendidamente un perimetro opprimente invisibile che rappresenta la condizione in cui vive il protagonista e di riflesso la Chiesa, incapace di confrontarsi con le grandi sfide del mondo moderno (inquinamento, incomunicabilità dei giovani, crisi della Fede). Intenso e disturbante, con un finale al cardiopalmo. (F.S.)

Fuori Concorso

The Devil and Father AmorthThe Devil and Father Amorth, di William Friedkin (USA)


Non vogliamo peccare di lesa maestà nei confronti di uno dei mostri sacri del cinema se diciamo che il suo ultimo lavoro più che un documentario sembra un contenuto extra di una prossima riedizione de L’esorcista. Sì, perché The Devil and Father Amorth, che riprende il tema degli esorcismi di uno dei cult della storia del cinema facendoci ritornare anche sui luoghi in cui il film era stato girato, pecca un po’ di inconsistenza nonostante le intenzioni del regista siano quelle di farne una indagine sulla natura delle cosiddette possessioni. Al di là della testimonianza diretta di un esorcismo praticato a Roma da Padre Amorth (considerato il decano degli esorcismi, morto lo scorso anno), il documentario offre poco altro per chi non è un nostalgico del film del 1973, ma qualche brivido lungo la schiena è assicurato. (F.S.)