3 motivi per cui Westworld non ha vinto niente agli Emmy 2017

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Agli Emmy 2017 la serie tv Westworld si presentava come una delle grandi favorite: 22 nomination, acclamazioni da pubblico e critica, ottimi indici di ascolto, un cast stellare e tematiche moderne e interessanti. Quando i riflettori sulla manifestazione si sono spenti, le statuette più importanti sono però andate a The Handmaid’s Tale, This is Us, The Crown e alla serie Hbo erano rimaste solo 5 statuette tecniche.

Nonostante l’assoluta qualità dei vincitori, la totale esclusione di Westworld dall’elenco dei premiati è stato il classico elefante nella stanza, molto più della sconfitta di Stranger Things, che comunque si poneva su un piano differente.

Non possiamo ovviamente conoscere le motivazioni della giuria, ma abbiamo ipotizzato tre motivi che potrebbero in qualche modo aver influito sul suo flop.

1. Il tempismola-ca-st-fall-preview-westworld-20160827-snap

Westworld ha debuttato il 2 ottobre 2016, siamo a settembre 2017 e nel frattempo molte altre serie di qualità hanno avuto modo di fare la propria passerella sui nostri schermi e lasciare un ricordo più vivo nelle menti dei giurati.

Tanto per fare un esempio la prima puntata di The Handmaid’s Tale e di aprile di quest’anno. L’offerta di serie di qualità ormai è continua, il dibattito su internet divora tutto e difficilmente qualcosa resta quando smette di essere discusso in rete. L’eco di Westworld forse si è spento troppo presto per mantenere intatta fino a oggi la sua forza.

2. Il messaggio politicoWestworld-6

Nel bene e nel male, ormai quasi tutte le premiazioni vogliono mandare un messaggio all’amministrazione Trump e al suo modo di vedere la donna e le minoranze. Questo non è assolutamente un modo per sminuire il grandissimo valore artistico dei vincitori, ma è stata una presenza fortissima durante tutta la cerimonia, diretta da Stephen Colbert ed è un po’ merito suo se il Saturday Night Live ha portato a casa dei premi.  In questo contesto senza dubbio il messaggio politico e sociale di The Handmaid’s Tale era molto più forte di quello di Westworld, che pur vantando due forti protagoniste femminili vedeva comunque al comando un uomo bianco che le usava come fossero una cosa sua. Quest’anno i valori necessari per vincere un Emmy non erano quelli di Westworld, così come non bastava lo spiegamento di mezzi di Game of Thrones. Ci spiace Hbo, pessimo tempismo.

3. La complessità in campowestworld-screenshot-slap-1

Al di là del suo indiscusso valore dal punto di vista recitativo e scenografico, Westworld forse era semplicemente una serie inferiore a quelle che hanno vinto. Più ingarbugliata, più lenta, più azione e meno drama. The Handmaid’s Tale è stato visto come qualcosa di una spanna sopra, anche nell’interpretazione di Elisabeth Moss, con buona pace di Thandie Newton e Evan Rachel Wood. Lo stesso discorso si potrebbe fare per Anthony Hopkins, che pur con tutta la sua bravura non è riuscito a sconfiggere Sterling K. Brown e This is Us, il quale ha scavalcato anche Kevin Spacey: non era il vostro anno, andava premiata un’America diversa e la vostra qualità non era tale da scavalcare altri valori. Volendo fare un’analisi di questi Emmy, ciò che emerge non è tanto il valore dei vincitori, quanto quello degli scontenti, segno che probabilmente abbiamo appena vissuto un’ottima annata per quanto riguarda la narrativa seriale.

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