Nasa – A Human Adventure: arriva a Milano la grande mostra sullo spazio

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Fino al 4 marzo resteranno in esposizione 300 manufatti originali provenienti dai programmi spaziali Nasa, tra cui un modulo del Programma Apollo e il Rover utilizzato dagli astronauti per spostarsi sulla Luna

“Che cosa ha fatto il programma Apollo per la storia dell’uomo? Semplice, ha trasformato in realtà tutto quello che si credeva possibile solo nei racconti di fantascienza”. L’astronauta Maurizio Cheli e l’esperto di missioni spaziali Luigi Pizzimenti introducono così lo sbarco in terra italiana della mostra Nasa – A Human Adventure: un’esposizione che dal 27 settembre fino al 4 marzo condurrà i visitatori dello Spazio Ventura XV di Milano alla scoperta della storia, della tecnologia e delle grandi scoperte scientifiche che hanno portato l’uomo alla conquista della Luna e dello spazio.

Prodotta da John Nurminen Events in collaborazione con Avatar, e con catalogo fotografico a cura di Skira, la mostra si estende su un’area di 1500 metri quadrati, all’interno della quale è possibile addentrarsi tra razzi, tute spaziali, Space Shuttle, Lunar Rover e decine di filmati, pagine di giornali e fotografie che hanno raccontato le più emozionanti avventure dell’uomo nello spazio. Il tutto, in un percorso che va dal primo lancio ai giorni nostri, costellato da circa 300 manufatti originali provenienti dai programmi spaziali Nasa, la maggior parte di essi in prestito dal Cosmosphere International Science Education Center e dallo Space Museum e dal U.S. Space & Rocket Center.

Ecco allora un enorme modello in scala del razzo lunare Saturn V, accanto alla sezione di uno Space Shuttle e alla replica fedele della navicella Mercury con la quale venivano condotte le prime missioni spaziali; e ancora un modulo dell’Apollo, insieme con il Rover Lunare che servì agli astronauti per esplorare la superficie del satellite terrestre.

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I visitatori avranno anche l’occasione di provare in prima persona il simulatore G-Force – Astronaut Trainer, per provare le emozioni di un lancio spaziale.

“Questa mostra nasce ovviamente da una grande passione, ma serve anche a ricordare l’importanza a livello scientifico e tecnologico delle missioni e della ricerca spaziale -, sottolinea Cheli. – Ciò che viene realizzato per lo spazio trova il più delle volte un’applicazione diretta anche sulla terra. Basta pensare, per esempio, ai sistemi di ricircolo dei liquidi, studiati per le stazioni spaziali, ma applicabili benissimo anche nelle zone più aride del nostro pianeta. Insomma, quello della ricerca spaziale è un settore assolutamente vivo, e – vogliamo ricordarlo – può offrire ottime occasioni di lavoro per i giovani d’oggi”.

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