Presentate le nuove edizioni della Biennale College sezione Cinema e Virtual Reality

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Il 10 settembre scorso Guillermo del Toro ha alzato il Leone d’Oro per The Shape of Water concludendo così la 74esima edizione della Mostra del Cinema. La 75esima è iniziata formalmente il 16 ottobre 2017, anzi più precisamente il 7 ottobre, quando ha preso avvio il primo workshop della 6a edizione della Biennale College – Cinema (2017-2018).
Anche quest’anno, come sempre, l’obiettivo è promuovere nuovi talenti per il cinema, siano essi registi e/o produttori, offrendo loro la possibilità innanzitutto di sviluppare e ampliare la loro idea cinematografica confrontandosi con addetti al settore e poi con un micro-budget realizzare i propri lungometraggi da presentare alla Mostra del Cinema. Questo meccanismo nel corso degli anni ha portato sul red carpet del Lido film che hanno conquistato la critica e il pubblico, anche internazionale, oltre a numerosi premi. Yuri Esposito di Alessio Fava ha abbagliato il pubblico della kermesse del Lido nel 2013, per poi consolidare il suo valore grazie al successo della distribuzione in sala. Allo stesso destino è andato incontro un altro film italiano, Orecchie di Alessandro Aronadio che dopo la 73esima Mostra ha fatto incetta di premi tra il 2016 e il 2017. Dalla Biennale College partiva anche il giovane giapponese Kohki Hasei che con Blanka ha affascinato il pubblico e in particolare noi di LinkinMovies.it che alla Mostra 2015 decidemmo di intervistare regista e produttore del film. La Biennale College Cinema, quindi, non ha più bisogno di molte altre parole, se non quelle dei registi e produttori partecipanti al bando.

La sesta edizione nel dettaglio. Anche per questa 6° edizione tutto prende avvio dalla presentazione tenutasi lo scorso 16 ottobre presso la Sala Colonne di Ca’ Giustinian, sede della Biennale, a Venezia, alla presenza del Presidente Paolo Baratta e del Direttore della Mostra Alberto Barbera. Questa esposizione di idee e contenuti è la parte finale di un processo di selezione avviato lo scorso 7 marzo, quando è stata lanciata la domanda di partecipazione per le produzione italiane denominata Biennale College Cinema – Italia, mentre quella internazionale ha visto la luce il 2 maggio con il nome Biennale College – Cinema International. Sono giunte sulla scrivania del direttore Barbera 204 richieste di partecipazione, per poi esserne selezionate 12 provenienti da Canada, Cina,  Colombia, Italia, Polonia, Messico, Spagna, Turchia, Ungheria e USA. Regista e produttori, quindi, dal 7 al 16 ottobre si sono riuniti a San Servolo, sotto l’occhio del direttore Barbera e di Savina Neirotti, capo della struttura, per dialogare, confrontarsi, interagire con personaggi di spicco del panorama cinematografico indipendente internazionale e italiano. Le coppie di registi e produttori sono stati raggruppati i tre divisioni, avendo così ognuno modo di confrontarsi tra loro e con i rispettivi referenti Michele Turnure Salleo, Titus Kreyenberg, Scott Macaulay. I tre gruppi hanno potuto esaminare gli aspetti produttivi insieme ad Amra Baksic Camo, Agustina Chiarino, Samm Haillay. La fase della sceneggiatura è stata analizzata insieme a Eilon Ratzkovsky, Ossi Nishri e Francoise Von Roy. Paul Tyler e Alec Von Bargen si sono, invece, occupati di rintracciare il tema visivo centrale della pellicola.
La palla è passata, dunque, alle coppie di registi e produttori nella loro presentazione nella sala Colonne. Ognuno di loro ha proposto alcune immagini del film, la sinossi e come hanno deciso, dopo il confronto, di sviluppare il tema al centro del loro lavoro.

Besos Negros di Alejandro Naranjo (regista), Omar Razzak (produttore) racconta di tre storie d’amore attraversate da manifestazioni diaboliche e divine;

Deva Mall di Petra Szocs (regista), Peter Fulop (produttore) è un film che si racchiude nella frase “ora veniamo a prenderti gentilmente, lanciandoti nel fuoco”;

Dos Estaciones di Juan Pablo Gonzalez (regista), Jamie Goncalves (produttore) è una storia all’ombra delle piantagioni di tequila in Messico che coinvolge un proprietario terriero in crisi e l’amore di una make-up artist per un proprietario di un ranch;

The Expat di Daniel Laabs (regista), Jeff Walker (produttore) si domanda: come può sopravvivere un giovane gay in un’isola dei Caraibi tra squali e americani espatriati?

Gepetto di Z Behl (regista), Carlos Zozaya (produttore) narra della trasformazione di una donna in un’artista folle;

The Ice Rift di Margherita Ferri (regista), Chiara Galloni (produttore) è la storia dell’amore tra la ragazzina Vanessa, bellissima e stufa, e il solitario Maia, giocatore di hockey;

Stellanera di Valentina Bertuzzi (regista), Alessandra Grilli (produttore) racconta della gravidanza di una donna e del fantasma di sua madre;

Swamp Queen di Xander Robin (regista), Tatiana Bears (produttore) parla di una ricerca negli abissi di una reginetta di bellezza;

A Time of Gods di Piotr Stasik (regista), Patel Kosun (produttore) si chiede che cosa aspettarsi alla fine della civiltà umana.

To Live to Sing di Johnny Ma (regista), Jing Wang (produttore) si concentra sulla ricerca di una nuova ‘casa’ da parte di una direttrice di una compagnia teatrale prima della disgregazione del suo teatro;

Wild Youth di Lorenzo Lodovichi (regista), Ines Vasiljevic (produttore) narra di un futuro prossimo in cui i vecchi diventano giovani e avranno paura dei veri giovani;

Yuva di Emre Yeksan (regista), Anna Maria Aslanogli (produttore) presenta Veysel, uomo che vive come un animale tra i boschi fino a quando la terra in cui si muove non viene venduta.

Questi i film. Di questi solo tre (uno italiano e due internazionali) arriveranno a due ulteriori workshop, uno a dicembre, l’altro a gennaio, per poi passare alla fase produttiva con il supporto di 150 mila euro, e infine giungere sulle coste del Lido ad agosto 2018.

Biennale College – Virtual Reality.
Fino al 20 ottobre è stato aperto il bando per la seconda edizione della Biennale College – Cinema Virtual Reality. Lo scopo di questa ricerca è approfondire la tecnologia della realtà virtuale offrendo a professionisti internazionali sia provenienti dal mondo del cinema che da quello delle arti le competenze necessarie per approfondire il formato a 360°. Il percorso studiato per loro dalla Biennale College è acquisire competenze sulla immersive storytelling, cercando così di ridefinire la relazione tra pubblico e storia. Saranno selezionati tre coppie di registi/produttori che creeranno un progetto di realtà virtuale di circa 30 minuti, proseguendo nello stesso iter di sviluppo concettuale già presentato per i lungometraggi e un contributo di 60.000 euro donato dalla Sony. Il fine è anche in questo caso l’approdo alla Mostra 2018.