Festa del Cinema di Roma 2017: la nostra guida ai film

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Selezione ufficiale

Hostiles, di Scott Cooper (Stati Uniti)


Film scelto per aprire la dodicesima edizione della Festa del Cinema di Roma (ex Festival), Hostiles di Scott Cooper delimita da subito quelli che sono i contorni della rassegna diretta da Antonio Monda: il lavoro del regista americano de Il fuoco della vendetta – Out of the Furnace è un western atipico travestito da epopea e ricco di una epicità ben poco sostanziale ma dai sicuri connotati che avviluppano il pubblico. Attraverso il racconto del viaggio intrapreso dal capitano Joe, eroe delle sanguinose guerre contro le tribù indiane ed ora ridimensionato nel ruolo di cacciatore di indiani recalcitranti a rimanere nelle riserve, dal New Mexico al Montana come scorta per un vecchio capo indiano moribondo che fu uno dei suoi più veri avversari, riportato a casa per morire nella sua terra, Scott ci offre la sua versione più cruda degli ultimi anni del XIX secolo. Accettato l’incarico con grande tormento personale, il lungo viaggio diventa un rapido e repentino processo di catarsi e redenzione all’insegna dell’integrazione tra nativi e bianchi. Raccontato in maniera piuttosto cruenta ponendo almeno all’inizio al centro del racconto la figura del capitano ormai sul viale del tramonto e dei suoi commilitoni ex eroi di una sporchissima guerra, con l’aggregarsi al gruppo di viaggiatori di una giovane donna scampata al massacro della sua famiglia da parte degli indiani, ben presto Hostiles cede il passo al racconto che con una certa fretta e con ben poca convinzione trasforma i protagonisti di una guerra feroce in antesignani della tolleranza e della convivenza. Western crepuscolare quindi che, tranne in rarissime occasioni, evita con cura i capisaldi del genere classico per diventare, ahimè, la consueta ricerca della catarsi di una civiltà (quella americana) di fronte ad una delle sue pagine storiche più oscure. Ben fotografato, con momenti senza dubbio affascinanti anche grazie alla prova degli attori protagonisti (Christian Bale e Rosamund Pike) Hostiles è lavoro che piacerà al grande pubblico: a noi francamente è sembrato più uno degli innumerevoli tentativi di affrontare un passato collettivo che pesa sulla storia degli States, un film che tralascia un po’ troppo colpevolmente lo sviluppo più puramente cinematografico e narrativo della storia. (Massimo Volpe)

Detroit, di Kathryn Bigelow (Stati Uniti)


Detroit, estate del 1967. La città è sconvolta da una sanguinosa rivolta della comunità afroamericana che decide di mettere a ferro e fuoco le strade per ribellarsi allo stato di emarginazione a cui le istituzioni sembrano averla condannata e ai continui soprusi subiti dalle forze dell’ordine. Saccheggi, edifici in fiamme, sparatorie, uccisioni sono all’ordine del giorno in una città sprofondata nel caos. È in questo clima da guerra civile che un gruppo di adolescenti afroamericani in compagnia di due ragazze bianche si troverà a vivere sulla proprie pelle la tragedia di quella sanguinosa estate. Kathryn Bigelow riporta indietro le lancette dell’orologio raccontando il massacro dell’Algiers Motel, nella notte tra il 25 e il 26 luglio, quando la polizia di Detroit abusò del proprio potere per estorcere informazioni sulla possibile presenza di un sovversivo all’interno della struttura, compiendo violenze fisiche e psicologiche, finendo per uccidere a bruciapelo tre ragazzi di colore che si trovavano lì solo per passare una bella serata. Lo sguardo della regista inquadra il passato ma è rivolto all’oggi (all’escalation degli ultimi anni di neri uccisi dalle forze dell’ordine), ma senza la tentazione di trasformare il film in un mero manifesto politico: mescolando materiale d’archivio e finzione cinematografica, Detroit funziona non solo per la sua denuncia ma anche e soprattutto come film di grande presa emotiva. Quasi due ore e mezza senza tregua, immersive, angoscianti in cui la Bigelow dosa sapientemente la tensione ritagliandosi uno spazio per assestare un duro colpo alla coscienza smarrita dell’America (nessuno dei poliziotti pagherà mai per i crimini commessi). Tutto terribilmente vero, tanto che a volte verrebbe voglia di distogliere lo sguardo dallo schermo. (Francesco Siciliano)