Terremoto a Parma, cosa sappiamo finora

0
39
Questo post è stato pubblicato da this site

Terremoto

Alle 13:37 di domenica 20 novembre 2017, una scossa di terremoto di magnitudo momento 4,4 ha fatto tremare il suolo nei pressi di Fornovo di Taro, a 26 chilometri dalla città di Parma. L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), naturalmente, ha subito attivato la sua rete di monitoraggio per analizzare l’entità e la natura della scossa: si è trattato, in particolare, di una sequenza di 34 eventi sismici, di cui 14 con magnitudo pari o maggiore di 2 e uno di magnitudo 3,3 avvenuto alle 13:30 che ha preceduto di sette minuti la scossa più forte. Si tratta, dicono gli esperti, di un evento avvenuto lungo l’Appennino parmense, zona in cui avvengono frequentemente terremoti che interessano la porzione più profonda della crosta terrestre, a oltre venti chilometri di profondità. Sismi ben diversi, quindi, da quelli che hanno colpito la Pianura Padana nel 2012, che sono invece eventi che avvengono più in prossimità della superficie.

“Il terremoto”, spiega all’Ansa Alessandro Amato, sismologo all’Ingv, “è avvenuto a una profondità molto elevata, circa 32 chilometri, quindi sul basamento roccioso anziché nella parte sedimentaria, come era avvenuto nel 2012”. Il fatto che la scossa sia avvenuta in profondità ne ha attenuato la percezione in superficie, come indicato anche dalle mappe elaborate dal servizio Hai sentito il terremoto? dell’Ingv, costruite sulla base dei questionari inviati alla popolazione. In particolare, i dati raccolti dagli strumenti della Rete Sismica Nazionale sembrano mostrare che il terremoto si è generato molto probabilmente su una faglia inversa (quella in cui il tetto, ossia la massa rocciosa superiore al piano della faglia stessa, sale rispetto al muro, la massa rocciosa inferiore al piano della faglia) e che il movimento è stato di tipo compressivo, con asse orientato da nord-ovest a sud-est.

Terremoto Parma
(Immagine: Ingv)

The post Terremoto a Parma, cosa sappiamo finora appeared first on Wired.