5 bufale sul Natale per prepararsi alle feste di fine 2017

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(Foto: Gratisography)

Con l’avvicinarsi nella fine dell’anno ritornano – come sempre – anche le bufale a tema natalizio, ormai immancabile appuntamento social per i mesi di novembre e dicembre. Bufale vecchie e fake news nuove, finte polemiche e dichiarazioni inventate, video mal interpretati e leggende metropolitane: ce n’è davvero per tutti i gusti. Anche se manca ancora una ventina di giorni all’inizio delle feste natalizie, sono già numerose le storie (nuove e riciclate) diventate virali in rete.

Quasi sempre si tratta di bufale che riguardano il rapporto tra la religione cristiana e musulmana, in cui i mercatini di Natale diventano i protagonisti e creano (nell’intenzione di chi diffonde e condivide queste storie) indignazione e xenofobia. Ne abbiamo raccolte qui 5 tra le più chiacchierate, sapendo che probabilmente non saranno affatto le ultime.

1. Kyenge NON si è scagliata contro i mercatini di NataleCecile_Kyenge_bufala_Natale

(Foto: NurPhoto/Getty Images)

Secondo un articolo frutto di invenzione rilanciato online dal sito DayByDay lo scorso 26 novembre, l’ex ministro per l’integrazione del governo Letta Cecile Kyenge avrebbe dichiarato che “i mercatini di Natale andrebbero vietati perché “sono offensivi nei confronti delle altre religioni” e “non rendono felici tutti i cittadini”. Il sito in questione è una raccolta di bufale, articoli concepiti per il clickbaiting e falsità scientifiche, dunque non stupisce che abbia rilanciato l’ennesima falsità.

In questo caso l’obiettivo è presumibilmente generare rabbia nei confronti di un’esponente politica facendo leva sul colore della sua pelle, attribuendole frasi mai pronunciate e fomentando la rabbia dei lettori. Come fa notare Bufale.net, si tratta di una bufala che circola online ormai da un anno, con minime modifiche, e che probabilmente è stata creata sulla scia dell’onda emotiva generato dall’attentato del 19 dicembre 2016 nei pressi del mercatino di Natale di Berlino. Un evento che, come già allora avevamo raccontato, era stato fin da subito associato a un lungo elenco di bufale.

2. Gli immigrati NON hanno distrutto alberi di Natale in Europa

Un video che circola online da tempo mostra, apparentemente, un gruppo di musulmani che, all’interno di un centro commerciale, assaltano un albero di Natale. La prima comparsa online del filmato è stata attribuita – secondo quanto appurato da David Puente sul suo blog – alla pagina Facebook Avanguardia Nera, anche se le condivisioni sono state numerosissime e per quest’anno sembra che il picco virale abbia avuto origine dalla pagina Adesso Basta. Al momento comunque entrambe le condivisioni del video risultano rimosse da Facebook, ma il filmato resta disponibile su YouTube, sempre sotto forma di bufala.

Chi ha diffuso la bufala ha raccontato – inventandolo – che il filmato era stato ripreso in Europa, affermando che le immagini erano state raccolte in Francia (secondo alcuni) o in Svezia (secondo altri). Ma non è vero. Anzitutto, il video mostra un episodio accaduto nel centro commerciale Mail of Arabia al Cairo, in Egitto. E soprattutto il gesto non voleva affatto essere aggressivo o violento contro le tradizioni cristiane, ma è un rito locale noto come Julgrandsplunding (traducibile come Saccheggio dell’albero di Natale) che avviene al termine delle feste nei Paesi del Medio Oriente, così come nell’Europa settentrionale. In sintesi, dagli alberi di Natale vengono tolte le decorazioni con l’obiettivo di donarle ai bambini.

Storia completamente diversa, ma rilanciata online con un titolo simile, è quella del video che mostra effettivamente l’abbattimento e la distruzione di un albero di Natale. Il filmato viene correttamente attribuito a un episodio accaduto in Italia (ripetuto tra l’altro in più anni successivi), ma con due importanti inesattezze: già dallo scorso anno circola la notizia che si tratti di Milano quando invece le immagini sono state raccolte a Napoli nella galleria Umeberto I, e soprattutto non si tratta di migranti che aggrediscono un simbolo del Natale ma dei membri di una baby gang. Non è noto se l’intento dei piccoli delinquenti fosse il semplice vandalismo oppure se invece avessero intenzione di rubare gli ornamenti o magari l’intero albero, ma di certo non si tratta di un atto anti-cristiano.

3. Papa Francesco NON ha detto di tenere nascosti i simboli cristianipapa_francesco_bufala_natale

Si tratta semplicemente di una falsa dichiarazione. Alcune pagine Facebook – a partire da Dimissioni e tutti a casa – hanno rilanciato a metà novembre una notizia infondata secondo cui Papa Francesco avrebbe dichiarato che “a Natale non bisogna ostentare i simboli cristiani, offendendo i nostri fratelli mussulmani”. Non esiste (ovviamente) alcuna fonte attendibile che abbia confermato o registrato una simile dichiarazione. L’ipotesi al momento ritenuta più probabile è che la bufala sia nata in seguito alla condivisione su un profilo Facebook di una presunta dichiarazione del pontefice. La frase infatti è comparsa online poche ore prima della bufala vera e propria, e con quest’ultima condivide anche l’utilizzo della doppia s nella parola musulmano (che è corretto, ma raramente usato).

4. La pagina Facebook Musulmani contro il Natale è un trollmussulmani_natale

Oltre un anno fa un utente di Facebook che non ha mai voluto rendere pubblica la propria identità si è inventato una pagina Facebook per ironizzare su un caso mediatico nazionale – poi rivelatosi una bufala xenofoba – che aveva riguardato Rovereto. La pagina Musulmani contro il Natale, creata allora, è rimasta silente per quasi un anno, poi qualche settimana fa la pubblicazione di un post apparentemente islamofilo ha immediatamente suscitato le ire di numerosi utenti.

La pagina mostra dei simboli del Natale rovinati in maniera infantile, con una croce rossa grossolanamente sovrapposta all’albero e una mezzaluna sulla cometa. Per il resto, si tratta di scritte in arabo (che quasi nessuno ha fatto lo sforzo di tradurre) capaci di suscitare la rabbia di alcuni esponenti politici e di far chiedere e ottenere la sospensione della pagina. Tuttavia era solo una provocazione: i testi che accompagnavano i post pubblicati erano frasi estratte dai testi delle canzoni delle Spice Girls, dalla sigla di Willy, il Principe di Bel Air e da quella di Duck Tales. L’ultimo messaggio, tradotto con Google, recitava una cosa del tipo “Prima classe, ma è uno sballo, spremute d’arancia in bicchieri di cristallo”: di nuovo un estratto da Willy, il Principe di Bel Air.

5. Il mercatino degli Champs-Élysées NON è stato cancellato per l’IslamChamps_natale

(Foto: Patrick Kovarik/Getty Images)

A Parigi quest’anno non si terrà (almeno nella forma degli ultimi anni) uno dei più celebri mercatini natalizi, e secondo alcuni giornali come Libero Quotidiano si tratterebbe di una vittoria dell’Islam. Tuttavia l’interpretazione politico-religiosa di questo fatto (reale) non sembra essere la più corretta. Come racconta Butac, il comune di Parigi già dalla scorsa estate ha negato il rinnovo della licenza all’imprenditore che ha gestito il mercatino degli Champs-Élyséesche dal 2008 al 2016. Il motivo ufficiale è che la fiera era ritenuta non all’altezza di rappresentare il Natale in una delle località più rinomate della Francia, e perciò il Comune ha deciso di riprendere il controllo diretto della manifestazione e ha dichiarato di volerla uniformare allo stile di altri eventi analoghi che si svolgono in altri punti della città.

Secondo gli ulteriori dettagli raccontati dal giornale francese The Local, uno degli elementi decisivi per il mancato rinnovo della licenza è l’eccessiva presenza di prodotti di origine cinese venduti nelle ultime edizioni, a discapito dei prodotti Made in France. Una decisione, insomma, più dalla parte del protezionismo che dell’apertura, molto lontana dall’essere considerabile pro-Islam.

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