Mozilla e Yahoo in tribunale per una clausola del 2014

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Browser e motori di ricerca stringono accordi da capogiro. A Mozilla, per esempio, gli accordi sono fruttati 300 milioni di dollari l’anno, cifra che rappresenta il 90% del suo profitto. La posta in gioco è quindi molto alta e gli equilibri sempre più precari, vista la querelle in atto tra l’azienda che ha creato Firefox e il gigante Yahoo. Mozilla chiude la collaborazione a causa dei mancati pagamenti; nessuna delle due parti è soddisfatta della situazione e si stanno facendo causa a vicenda.

L’accordo stretto nel 2014 chiariva che Yahoo sarebbe stato il motore di ricerca predefinito su Firefox, fino al 2019. Adesso, due anni prima della fine del contratto, Firefox ha rinegoziato l’accordo, optando invece per il classico Google. Per questo che la società proprietaria di Yahoo, la Oath – che è stata creata quando il proprietario Verizon ha fuso Yahoo e Aol – ha presentato un reclamo, sostenendo che l’accordo è stato chiuso in modo non congruo.

Tuttavia, Mozilla sostiene che le sue azioni sono in linea con il contratto che è stato sottoscritto tre anni fa, il quale include una clausola che costringerebbe Yahoo a continuare a pagare Mozilla fino alla data di scadenza del contratto, anche se Yahoo non è più il motore di ricerca predefinito sul browser. Questa postilla era stata aggiunta dall’ex amministratrice delegata Marissa Mayer che, nel tentativo di tenere Mozilla lontano da Google, aveva offerto all’azienda un vantaggio senza precedenti, dandogli il pieno diritto di sciogliere la partnership. Yahoo ha chiarito che i precedenti termini dell’accordo firmati dalla Mayer non rappresentano la visione attuale dell’azienda e che intende proseguire con un’azione legale.

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