Tempo di Libri, rinasce la fiera di Milano ma rimane lo sdoppiamento

0
112
Questo post è stato pubblicato da this site

DYKUaDzWAAA5sVp

Vuoi più bene alla mamma o al papà?“: lo scenario che si apre per gli addetti ai lavori nel mondo dell’editoria, ma in generale per gli appassionati di libri tutti, sarà sempre più questo. Perché Tempo di Libri, la fiera internazionale del libro nata a Milano l’anno scorso dallo scisma dei grandi editori dal Salone di Torino, si è risollevata dal flop clamoroso del 2017 e guarda con rinnovato entusiasmo all’edizione del 2019: 97.240 mila biglietti staccati, un aumento del 60%. Dunque la fiera milanese è qui per restare ed editori, espositori, giornalisti e lettori forti dovranno dividersi fra qua e là.

Prima dell’8 marzo, data di partenza di questa seconda edizione (ma che per molti versi è stata una prima edizione vera e propria dopo il numero zero dell’anno scorso), il nervosismo era palpabile: se fosse andata male anche quest’anno sarebbe stato un disastro. Invece sono stati molti gli sforzi per rendere il tutto più appetibile: nuove date (anche se a strettissima distanza, quasi cannibalizzatrice, di un altro importante evento milanese, il Book Pride della piccola e media industria), nuova location in centro città rispetto alla scomoda Rho del passato, nuovi orari per permettere un’affluenza serale, partecipazione organizzatissima di giovani e scuole (quasi 16mila presenze) e nuovo programma.

In effetti la distribuzione di un tema per ogni giornata (giovedì le donne, domenica Milano, lunedì il digitale ecc.) ha aiutato a orientarsi in un programma davvero mastodontico, affidato quest’anno alla cura di Andrea Kerbaker: 425 espositori, 850 appuntamenti, 1200 ospiti. “Volevamo che fosse una festa del libro“, dice ora entusiasta Ricardo Franco Levi, presidente dell’Associazione Italiana Editori, ente che ha fortemente voluto questa fiera. E l’aspetto festoso è stato notevole anche se si pensa che i grandi nomi veramente letterari sono stati pochi: John Grisham, Joe Lansdale, Luis Sepulveda, Dacia Maraini, Gianrico Carofiglio, … Molte invece le stelle prestate da altri ambiti: da Javier Zanetti (l’evento sui 110 anni dell’Inter è stato fra i più affollati) a Roberto Bolle, da Bebe Vio a Francesco Gabbani. E in effetti l’unico scoop emerso in questi 5 giorni è che in autunno torneranno i Telegatti.

Grazie alla potenza dell’Aie, però, e dei suoi dati statistici sono emerse diverse osservazioni interessanti soprattutto per quanto riguarda lo stato dell’editoria italiana. In particolare durante la giornata inaugurale dell’8 marzo si è riflettuto parecchio sul ruolo della donna in questo settore: in Italia gli uomini leggono un po’ meno delle donne (59% contro 71%), le quali comprano anche più libri, invece ci sono molti più scrittori che scrittrici (62% contro 38%) per non parlare della disparità nelle case editrici (77% uomini vs 23% donne). Ecco, forse il valore aggiunto di un momento come Tempo di Libri è proprio il poter fotografare il mercato librario dati alla mano (e in concomitanza si è svolta anche l’importante Fiera dei diritti editoriali).

Rimane il nodo della profittabilità per le case editrici, che alle fiere partecipano sostanzialmente per vendere. Secondo i dati raccolti dall’Ansa in media gli editori hanno venduto il 25% in più dell’anno scorso. Elisabetta Sgarbi de La Nave di Teseo dice che “bisogna ancora lavorare perché il risultato delle vendite deve essere superiore alle spese“, mentre Carlo Gallucci dell’omonima casa editrice afferma di aver venduto “oltre il 50% in più rispetto al 2017, ma l’anno scorso il dato di vendita era inesistente“. E aggiunge: “Dal punto di vista commerciale Tempo di Libri non regge il confronto né con Torino, né con Più libri più liberi a Roma“, che si svolge in autunno. Altri, come Tito Faraci, fanno notare che in cinque giorni Tempo di Libri ha fatto le stesse presenze di Cartoomics in tre giorni, svoltosi praticamente in contemporanea sempre a Milano (un evento, tuttavia, che per organizzazione e pubblico è quasi del tutto differente).

Possiamo dunque concludere, onestamente e oggettivamente, che Tempo di Libri ha dimostrato di potersi reggere sulle proprie gambe. Eppure rimane il problema innanzitutto dello sdoppiamento con il Salone del Libro di Torino (che partirà il prossimo 10 maggio): dati i risultati più convincenti di quest’anno della fiera milanese, è sfumata l’ipotesi che ci si potesseto alternare un anno per uno. Nel frattempo il calendario degli eventi editoriali rimane affollatissimo: il 15 marzo a Roma c’è Libri Come e il weekend successivo, come detto, a Milano Book Pride, per non parlare dei vari festival e in autunno Più Libri Più Liberi e Book City. Rimane il paradosso di un paese che legge pochissimo ma in cui gli eventi editoriali (così come le pubblicazioni) si moltiplicano all’inverosimile, nel frattempo finché ci sono godiamoceli.

The post Tempo di Libri, rinasce la fiera di Milano ma rimane lo sdoppiamento appeared first on Wired.