iPad 2018, la recensione

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Presentato a Chicago alla fine dello scorso mese, il nuovo iPad 2018 (o di sesta generazione) è, in pratica, il modello 2017 con un processore più veloce e il supporto per il pennino digitale Apple Pencil. Ah, in Italia costa anche 50 euro in meno (si parte da 359 €). Detta così, non sembra la notizia tecnologica più emozionante dell’anno, ma, come vedremo nel corso di questa recensione dopo circa una settimana di utilizzo, gli spunti d’interesse ci sono.

Analizziamo per prima cosa le tre novità. Il processore A10 Fusion non sarà potente come quello dell’iPad Pro (A10X), ma è difficile notare differenze di velocità e prestazioni nell’uso quotidiano. Le app, comprese quelle di realtà aumentata – tra cui le divertenti ed educative Froggipedia e Boulevard AR – si avviano e funzionano tutte con fluidità, il multitasking e lo split screen non hanno rallentamenti. Anche i test di benchmark sembrano confermare queste sensazioni, e, in generale, vista anche la compatibilità con il pennino, l’impressione è che il nuovo iPad rappresenti una valida alternativa all’acquisto dell’iPad Pro da 10,5 pollici, che costa più del doppio.

Il prezzo è dunque uno dei fattori d’interesse maggiori di questo modello. Questo è l’iPad più economico mai lanciato, escluso il “vecchio” mini. E se non si può ancora dire che sia low cost, visto che ai 359 euro di listino (per la versione wi-fi da 32 GB) vanno sommati i 99 dell’Apple Pencil, ora l’iPad può dire la sua anche nella fascia bassa del mercato dei tablet. Infatti, anche se non mancano i rivali, il distacco tra gli iPad e i gadget Android è notevole. Mentre per gli smartphone la scelta tra i due sistemi operativi si fa dura, nel mondo delle tavolette iOS è di gran lunga preferibile, con centinaia di migliaia di app sviluppate apposta per il grande schermo (e non semplicemente la versione “allargata” di quelle per il telefono, come spesso accade in casa Google) e tante funzioni (la barra a scomparsa, un multitasking migliore, la divisione dello schermo, ecc. – tutte aggiunte nell’ultima versione iOS 11) che hanno ridato un senso al tablet come strumento di lavoro o di studio.

Qui la terza novità, cioè la compatibilità con il pennino Pencil, è quella che di più ha cambiato le carte in tavola, rendendo iPad più facile da usare e più aperto alla creatività. Nei progetti di Apple deve diventare lo strumento ideale nelle scuole (la presentazione di Chicago si è svolta infatti in un istituto scolastico e ha insistito molto sulle funzioni “educational”), andando a fare concorrenza ai computer Chromebook.

Vista la situazione delle classi italiane, purtroppo, qui l’adozione di massa è da escludere, ma oltre 200mila app per uso didattico e le nuove versioni di Pages, Numbers, Keynote e delle loro controparti Microsoft (il pacchetto Office è gratuito per i display sotto i 10 pollici) sono ricche di funzioni adatte al pennino, così come tante altre app per disegnare, scrivere a mano libera, aggiungere note e disegni a foto e documenti ecc. Lo stilo di Apple funziona bene, è sensibile alla pressione dello schermo e si può inclinare a piacimento come una matita vera. L’unico problema è che non c’è alcun modo di attaccarlo all’iPad: a meno di non comprare una custodia da 149 euro, dovrai infilarlo dietro l’orecchio per non smarrirlo.

In conclusione, l’iPad 2018 fa tutto quello che fa l’iPad Pro alla metà del prezzo (ok, non ha il touch ID di seconda generazione e ha due altoparlanti invece che quattro) e questo lo rende il miglior tablet da acquistare oggi. Almeno fino alla nuova versione del Pro, che dovrebbe arrivare a giugno con il riconoscimento facciale e altre novità.

Wired: il rapporto qualità/prezzo; la compatibilità con il pennino (con centinaia di applicazioni ottimizzate).

Tired: il design comincia a sentire il peso degli anni, con quei bordi un po’ troppo spessi; il peso sfiora il mezzo chilo.

Voto: 8

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