The FabLab acquisisce tre nuovi soci e diventa più grande

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Martedì 15 maggio, nella sede di Talent Garden in via Calabiana 6 a Milano, The FabLab, laboratorio di prototipazione rapida e digital fabrication nato nel 2013, ha annunciato l’affiancamento di tre nuovi soci: Gianfausto Ferrari, imprenditore, co-fondatore di Talent Garden e presidente di Superpartes Spa; Francesco Beraldi, imprenditore IT e fondatore di varie imprese chiave nel settore digitale come Orangee, TSC Consulting e O2e; Giuseppe Aiello che ha lavorato per importanti multinazionali come Apple e Microsoft.
Grazie a queste nuove acquisizioni, The FabLab, che ha maturato una lunga sperimentazione imprenditoriale, soprattutto nell’ambito della digitalizzazione nella manifattura, punta ora a industrializzare il proprio modello di business.

Da sinistra: Giuseppe Aiello, Bernardo Gamucci, Francesco Colorni, Massimo Temporelli, Francesco Beraldi e Gianfausto Ferrari
Da sinistra: Giuseppe Aiello, Bernardo Gamucci, Francesco Colorni, Massimo Temporelli, Francesco Beraldi e Gianfausto Ferrari

“Realtà come The FabLab sono fondamentali perché aiutano  colmare un grosso gap generazionale nel nostro paese” spiega Francesco Beraldi. “Abbiamo un forte tessuto imprenditoriale che però non ha compreso l’importanza della rete. Dall’altra parte le nuove generazioni comprendono internet ma sono a digiuno di imprenditoria. Il lavoro di  Massimo Temporelli, Francesco Colorni e Bernardo Gamucci (i tre fondatori di The FabLab, ndr) aiuta a unire questi due mondi”.

Sempre secondo Beraldi, il segreto di un’imprenditoria contemporanea è quello di affidarsi al software senza rinunciare al piacere “di far muovere le mani”, ovvero evitando di cadere nell’errore di poter delegare tutto alla rete e ai software. In questo senso, il caso Umarell, l’omino iconico prodotto con stampa 3D che ha portato al lancio del brand Superstuff, è sintomatico di un gruppo di lavoro che ha saputo cogliere una tendenza nata in rete per renderla oggetto, gadget simbolico. “Il caso degli Umarell, che ad oggi si attesta intorno agli 8mila pezzi venduti, ha generato un buon fatturato ed è stata un’occasione di visibilità, ma The FabLab non è un’azienda di gadget” tiene a precisare Massimo Temporelli.

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L’idea rimane quella di essere un laboratorio che affianca grandi aziende facilitandone la produzione. In ciò sarà d’aiuto la presenza dei nuovi soci e l’avviamento del laboratorio a Torino, al Talent Garden Fondazione Agnelli, già aperto nel 2018. E per chi voglia di conoscere The FabLab dal vivo, il suo team sarà presente al Wired Next Fest di Milano il 26 e il 27 maggio, con due laboratori a numero chiuso, in cui si svolgeranno combattimenti tra robot e le macchine di Leonardo.
Qui maggiori informazioni per prenotarsi.

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