5 ragioni per (ri)leggere Astro City

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Con il numero 52 della terza serie, dopo 28 anni di pubblicazioni e quattro diversi editori Usa (Image Comics, Homage Comics, Wildstorm e Vertigo), giunge infine al termine l’amatissima Astro City, opera magna dello sceneggiatore Kurt Busiek e del disegnatore Brent Anderson, con il design dell’eccelso Alex Ross.

Il finale non mancherà di strappare qualche lacrima ai tanti fan del fumetto, dedicato a un universo alternativo popolato da supereroi e supercattivi originali, che si ispirano però ai grandi archetipi del genere: Batman, Superman, Wonder Woman, Spiderman, i Fantastici Quattro e tanti altri ancora.

Astro City finisce, lunga vita ad Astro City. Le avventure della città dei supereroi e dei suoi abitanti torneranno ancora, sotto forma però di graphic novel autoconclusive e, forse, di una serie tv prodotta da Fremantle Media North America (quelli che hanno già portato sul piccolo schermo American Gods di Neil Gaiman, per intenderci). Se non vi siete mai avventurati nei vicoli bui e nelle luminose avenue della città degli astri, ecco 5 ragioni per visitare Astro City, nell’edizione italiana di Rw Lion.

5. Per le cover di Alex Ross

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Alex Ross è uno dei più celebri e apprezzati illustratori di comics Usa. Il suo stile pittorico è in grado di elevare i ritratti e le cover degli albi spillati dei supereroi in vere e proprie opere d’arte, dipinti a olio dinamici e iperrealisti. Suo è il merito (o la responsabilità) di aver iconizzato Superman, Batman e gli altri eroi Dc ritraendoli come veri e propri semi-dei; e al tempo stesso, sempre Ross ha saputo ritrarre mirabilmente il punto di vista delle persone comuni alle prese con i supereroi in Marvels (sempre di Kurt Busiek). In Astro City, l’artista dà il meglio di sé, regalandoci (si fa per dire) cover incredibili e un design dei personaggi citazionista ma originale.

4. Perché è molto più che un’imitazione dei classici Marvel e Dc

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Parlando di citazionismo, gli eroi che popolano le strade, i vicoli, i tetti e i cieli di Astro City sono le controparti di Batman e Robin, Superman, i Vendicatori e i Fantastici Quattro. Busiek non è certo il primo sceneggiatore a voler ricreare un universo supereroistico ispirandosi ai classici; gli stessi Watchmen di Alan Moore nascono come versioni distorte della Justice League. Per non parlare delle innumerevoli terre alternative e universi paralleli messi in campo dalle stesse Marvel e Dc. Viene dunque da chiedersi: c’era bisogno di un’altra versione dei soliti supereroi? La risposta è evidente a chiunque abbia letto Astro City, ed è un netto, entusiasta “sì”. Sì, perché nella sua serie Busiek omaggia gli anni d’oro dei supereroi, riuscendo a coglierne gli aspetti migliori e intessendo storie originali e sempre avvincenti. Un fumetto che funziona sia come intrattenimento, sia come meta-riflessione su ciò che ha reso, e rende, grandi i supereroi.

3. Per i disegni di Brent Anderson

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Che un unico disegnatore curi una serie periodica dall’inizio alla fine è ben raro; che persista per 28 anni è diabolico. Come diabolicamente bravo è Brent Anderson, che riesce, con tratto sempre chiaro e leggibile, con attenzione ai dettagli e alle espressioni, a illustrare ogni genere di scena, dai combattimenti più concitati ai momenti più intimi, rendendo giustizia agli studi preparatori di Alex Ross e agli intrecci ideati da Busiek.

2. Per le storie di Kurt Busiek

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Naturalmente Astro City è prima di tutto una creatura di Kurt Busiek, il suo canto d’amore al genere supereroistico. In 28 anni ha scritto ogni genere di storie: autoconclusive, di azione e di riflessione; ma mai storie banali. I personaggi crescono e invecchiano in tempo reale. Riferimenti al passato si intrecciano con visioni del futuro. Comparse all’apparenza secondarie ricompaiono anni dopo, con ruoli importanti che gettano nuova luce su quanto era successo all’epoca. E poi ci sono storie come The Nearness of You, che da sole valgono l’intera serie, e altre ancora che sono valse ad Astro City premi come gli Eisner e gli Harvey Award o il Comics Buyer’s Guide Fan Award. Leggere per credere.

1. Perché i protagonisti sono anche persone comuni

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I protagonisti di Astro City non sono solo supereroi o criminali efferati. Sono anche cittadini comuni, che ammirano da lontano le meraviglie in costume o soffrono le conseguenze del loro operato. Così Busiek espande ed evolve quanto già visto in Marvels, mostrandoci due facce della stessa medaglia (il punto di vista degli eroi e quello dei cittadini) e facendoci meravigliare e rabbrividire e penare insieme agli abitanti di Astro City.

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