Video lgbt+ discriminati e pubblicità omofobe: Youtube chiede scusa

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YouTube si scusa con la comunità lgbt+ in seguito alle denunce sul sistema di filtraggio automatico dei video che bloccavano contenuti transgender e sulla presenza di pubblicità omofobe.

Dopo un “a volte i sistemi sbagliano”, nel weekend è arrivata una serie di tweet con la quale l’azienda si esprime apertamente sulla situazione. Lo fa, come recita il primo post, in occasione dell’ultimo giorno del mese del Pride, riconoscendo l’importanza, specie per le generazioni più giovani, della pluralità di voci presenti sulla piattaforma:

Abbiamo preso provvedimenti in merito agli annunci che violano le nostre norme e stiamo rafforzando la nostra applicazione. Prendiamo sul serio ogni dubbio che emerga sulle nostre politiche di monetizzazione, apportando miglioramenti, se necessario”. 

Per molti quel “necessario” va scritto senza “se“. I i commenti recitano: “le scuse non sono abbastanza, non doveva succedere“.

I primi giorni di giugno infatti a un anno di distanza dagli allarmi lanciati da Rowan Ellis, Tyler Oakley, Stevie Boebi e NeonFiona lo youtuber trans Chase Ross ha denunciato di aver avuto a che fare quotidianamente con restrizioni dei suoi video legate all’età. Alcune delle sue clip più vecchie erano state recentemente demonetizzate o private degli annunci che generano entrate, mentre altre sono stati addirittura rimosse. La demonetizzazione riguardava, ha spiegato, tutti i video che recavano le parole “trans” o “transgender” nel titolo.

 

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