Leloo: la app che riunisce le persone nel mondo reale

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Da un’idea semplice nasce una app ancora più semplice.
Semplicità e incontro sono infatti le parole chiave di Leloo, la nuova app social(e) nata dall’idea di 5 ragazzi residenti a Milano, uniti dall’ambizione di riunire le persone nel mondo reale. Fra questi innovatori due studenti della prima edizione di CodeMaster, Jacopo Verdesca e Antonino Angileri che ci hanno raccontato tutto del progetto, dalla versione beta a Google Play Store. Ecco l’intervista.

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T: Eliminare le infinite chat di gruppo che contraddistinguono le moderne interazioni sociali e incontrarsi in un luogo fisico, non digitale. Com’è nata la app Leloo?

J: Leloo è nata una sera, mentre attraversavo Milano in sella alla mia bici. Costeggiando i navigli, mi sono detto: “Sono sicuro di conoscere qualcuno che potrei raggiungere in zona, ma non so chi. Vorrei dire ai miei amici che sono qui e potremmo vederci.” In quel momento non avevo voglia di passare in rassegna la mia rubrica, così ho continuato per la mia strada, nonostante volessi stare in giro e incontrare qualcuno, anche solo per un momento.

Qualche giorno più tardi mi ha scritto un amico che vive a Londra. Mi ha detto che doveva passare da Milano per un paio di giorni e che voleva vedermi. All’incontro eravamo solo in tre, “Com’è possibile che siamo così pochi?”, pensai. “Non c’è nessun amico disposto a raggiungerci?”

Queste domande ci hanno fatto trovare il tassello mancante: non solo è utile scoprire se c’è qualche amico in zona da raggiungere, ma lo è anche poter dire “eccoci, siamo qui” in modo che altri possano unirsi a noi.

Ho deciso di parlarne con alcuni ex-compagni di CodeMaster, corso per Web Developer dell’Innovation School di Talent Garden. In particolare mi sono confrontato con Antonino, con cui avevo condiviso il progetto di fine corso e insieme abbiamo deciso di sviluppare un’app.

T: Grazie a Leloo per incontrarsi basta un segnale, proprio come il lupo che con un solo ululato riesce a riunire il proprio branco. Ma come funziona la app nel dettaglio?

L: L’applicazione consente di lanciare segnali geolocalizzati per scoprire se ci sono amici da incontrare nelle vicinanze. Basta scegliere un raggio d’azione, da 500m a 10km, e un tipo di segnale: “Vengo io” se si desidera raggiungere i propri amici, oppure “Venite qui” se ci si vuole far raggiungere.

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La app utilizza i contatti della rubrica, con la possibilità di escludere le persone a cui non si vogliono inviare segnali. Le notifiche arrivano esclusivamente ai contatti che si trovano all’interno del raggio d’azione scelto al momento del lancio, e solamente dopo che il segnale è stato accettato da chi lo riceve, viene condivisa la posizione tra mittente e destinatario.

L’obiettivo di Leloo è aiutare le persone a incontrarsi e passare più tempo insieme, anche senza averlo programmato con anticipo.

T: In quali città state testando Leloo e qual è il vostro target di riferimento?

L: Principalmente Milano, ma abbiamo tester anche in Belgio, a Londra, Dublino, Stoccolma e Madrid, dove amici ci stanno aiutando a rendere Leloo sempre più stabile e utilizzabile.

Milano è perfetta perché è abbastanza grande (ma non troppo), con tante aree e quartieri attivi in cui uscire e incontrarsi. È anche la città in cui viviamo e in cui vivono la maggior parte dei nostri amici, quindi ci è sembrata la soluzione più sensata da dove iniziare.

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Il nostro target? Stiamo puntando sugli studenti, sempre in giro e pieni di energie. Sembrano essere i più interessati e ricettivi, infatti la fascia d’età dei nostri utenti registrati si concentra tra i 18 e i 34 anni. Partire da un target non esclude la possibilità di entrare in contatto con chiunque creda che basti un solo segnale per radunare il proprio branco. Leloo vuol dire lupo nella lingua degli indiani Chinook. I lupi, anche dello stesso branco, possono essere molto diversi tra loro, per questo motivo il logo di Leloo ha quattro colori, giallo, bianco, rosso e turchese, colori che nelle principali culture native americane richiamano 4 montagne sacre. Ci siamo lasciati ispirare dalla cultura indiana perché è lì che è nata la prima (o se non la prima, una delle più affascinanti!) forma di comunicazione a distanza: i segnali di fumo. Nella cultura indiana, ogni colore ha una sua simbologia e in Leloo ognuno rappresenta un approccio differente all’applicazione. Il giallo è il sole, l’ottimismo e la determinazione, il lupo giallo è chi risponde a ogni segnale con entusiasmo. Il bianco significa purezza e condivisione, è un lupo riflessivo e si muove solo dopo aver ponderato accuratamente ogni alternativa. Il rosso è il colore dell’energia e della passione, di chi si diverte e ha voglia di coinvolgere quante più persone possibili per divertirsi sempre di più. Il turchese significa saggezza e intuizione, è l’amico dai gusti raffinati, che consiglia mostre e concerti ricercati. Partendo dagli studenti delle Università milanesi vogliamo che tutti possano formare il proprio “branco” (credendo che questa parola possa acquisire sempre più l’accezione positiva che si merita) e radunarlo con un solo segnale, con Leloo.

T: Per lanciare e promuovere il vostro progetto avete scelto il Fuori Salone, l’evento più atteso della vista sociale milanese. Com’è riuscito l’esperimento?

L: Leloo risponde al bisogno di chi ha voglia di incontrare i propri amici e vuole farlo in maniera semplice e immediata, senza dover organizzare eventi complessi e perdersi in chat infinite.

Non a caso, la fase di lancio e promozione di Leloo è avvenuta durante i giorni del Fuorisalone, evento clou della vita sociale di Milano. In questa occasione abbiamo indossato delle maschere da lupo e girato nelle zone più “calde” (ad esempio Zona Tortona e Brera Design District) raccontando la nostra idea e invitando a scaricare l’app.
Le maschere sono state (e sono ancora) uno strumento perfetto per attirare l’attenzione. Le persone interagiscono con noi spontaneamente e non siamo noi che dobbiamo andarle a cercare.
Ci siamo divertiti parecchio, ululando e scherzando tra di noi, con gli amici e le persone coinvolte.
È bello confermare che incontrarsi davvero, di persona, nella vita reale, è un istinto così forte. Alla maggior parte delle persone che abbiamo conosciuto, Leloo piace perché è semplice, diretta e risponde al bisogno primario di scoprire che c’è un amico vicino, nel luogo e nel momento giusto.

T: Quali saranno i prossimi step?

J&A: Proprio in questi giorni stiamo uscendo dalla versione beta e lanciando una nuova versione sul Google Play Store. L’obiettivo è di lanciare la app anche su iOS entro fine mese (luglio 2018) – al momento è necessario lasciare la mail collegata al proprio ID apple sul nostro sito leloo.it per essere attivati come tester.

Lavoriamo per avere una app sempre più completa e stabile, abbiamo tanti miglioramenti da fare all’applicazione e grazie ai feedback raccolti in questi primi mesi abbiamo un’idea molto più chiara di come sfruttare il poco tempo a disposizione.

Abbiamo un impiego full time e da più di un anno stiamo investendo il nostro tempo libero in questo progetto. A noi due (Jacopo, ideatore e tuttofare, e Antonino, sviluppatore front-end) si sono aggiunti prima Giulio Bertolotti, UX Designer, poi Emanuele Di Molfetta, grafico e UI Designer, e Mauro Cunsolo, sviluppatore back-end.

Vogliamo crescere. Avviare collaborazioni con associazioni, aziende e sviluppatori indipendenti. Abbiamo tante idee per la testa e vogliamo far sentire sempre di più la nostra voce.

La forza del lupo è nel branco e la forza del branco è nel lupo.

R. Kipling

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