Android Pie, le 5 novità più attese

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Android Pie

L’ultimo aggiornamento del sistema operativo Android è stato annunciato in queste ore da Google, si chiama Android Pie e per il momento è disponibile solo sugli smartphone costruiti direttamente dalla casa di Mountain View; un vero peccato, dal momento che le novità che porta in dote sono numerose e quasi tutte interessanti. Prima che Android Pie possa arrivare sui telefoni più diffusi in effetti potrebbe passare diverso tempo: salvo un quantitativo limitato dei gadget più blasonati e recenti, gli altri inizieranno ad averlo disponibile a partire da questo autunno. Nell’attesa, ecco le caratteristiche più interessanti che porteranno una ventata di aria fresca tra gli utenti che riceveranno il nuovo software.

1. Il benessere digitale
Prime per ordine di importanza sono le novità legate al digital wellbeing, sia perché Google ci ha speso molte energie sia per l’impatto che potrebbero avere sulla quotidianità degli utenti. Una serie di strumenti integrati nel sistema operativo permetteranno di controllare per quanto tempo ogni giorno utilizziamo ogni singola app o in generale il telefono, nonché di impostare timer e notifiche per consigliarci di riporlo sulla scrivania e dedicarci ad altro.

2. La batteria adattiva
Le funzioni di batteria adattiva faranno invece la felicità degli ansiosi cronici. Grazie ad algoritmi di intelligenza artificiale, Android capirà quali sono le app più utilizzate e in quali momenti della giornata, garantendo loro un accesso più libero alle risorse del sistema che normalmente scaricano la batteria; le richieste da parte di tutte le altre app saranno invece vagliate molto più attentamente, permettendo così un risparmio energetico significativo.

3. Il nuovo design
Android Pie vanterà anche un design completamente rifinito. Non mancheranno le modifiche estetiche come quella relativa alla modalità scura — che privilegia l’utilizzo di neri e di toni meno accesi rispetto all’usuale bianco — ma anche novità più strutturali, come un sistema di notifiche e una panoramica delle app in esecuzione parzialmente ridisegnati.

4. La navigazione a gesti
Finalmente infine farà il suo ingresso ufficiale nel sistema operativo un metodo di navigazione a gesture, che permette di scorrere tra le schermate con movimenti rapidi del pollice come avviene su iPhone X. L’implementazione adottata da Google in realtà non è intuitiva come quella già sperimentata da avversari come OnePlus, ma il fatto che la casa di Mountain View stia lavorando per eliminare gli ormai anacronistici tasti di navigazione sullo schermo è sicuramente positivo.

5. Le scorciatoie intelligenti
In ultima posizione, più che altro perché è difficile valutare l’impatto che avranno sull’uso del telefono, sono le novità inerenti alle scorciatoie interne alle app e generate dall’intelligenza artificiale. Google le chiama azioni delle app e porzioni, e a loro modo sono molto simili. Le prime sono attività specifiche che vengono suggerite nella griglia delle app insieme ai software più utilizzati: cambiano nel corso della giornata e a seconda del luogo in cui siamo per fornire suggerimenti sempre precisi su ciò che potremmo voler fare con il telefono. Le seconde sono informazioni aggiuntive e veri e propri pezzetti di app che appaiono sotto alla casella del motore di ricerca nel momento in cui cerchiamo l’app in questione.

A queste si aggiungono una modalità relax, una lente di ingrandimento che renderà più semplice la selezione del testo sullo schermo, un’impostazione che tenendo premuto il pulsante di avvio permette di bloccare il dispositivo per riattivarlo esclusivamente tramite pin (anziché con il volto o l’impronta), nuovi strumenti per modificare le schermate appena catturate, un pulsante per bloccare l’orientamento dello schermo che appare ogni volta che le immagini sul display ruotano e tanti altri piccoli accorgimenti.

Android Pie insomma non stravolgerà il modo in cui usiamo lo smartphone, ma aiuterà a utilizzarlo in modo più consapevole e piacevole sotto molti punti di vista. La speranza è che, a differenza di quanto sempre avvenuto con gli aggiornamenti precedenti, questa volta il processo di passaggio alla nuova versione sia rapido e coinvolga un numero significativo di telefoni, recenti e non.

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