Samsung Galaxy Note 9, ecco tutte le novità dello smartphone con pennino

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(Foto: Lorenzo Longhitano)
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Dopo settimane di impietose fughe di informazioni che ne hanno rivelato praticamente ogni aspetto, finalmente è il giorno di Galaxy Note 9. Il successore dell’apprezzato smartphone con pennino dell’anno scorso è stato svelato ufficialmente in questi minuti nel corso di un evento newyorkese che la società aveva annunciato ormai settimane fa. Nonostante del gadget si sapesse già molto l’evento era particolarmente atteso dall’entusiasta cerchia dei fan del dispositivo — tra i pochi rimasti veramente iconici in un mondo di gadget che ormai si somigliano tutti — e la presentazione ha rivelato esattamente il gadget che i meglio informati si aspettavano.

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Più che una rivoluzione, Galaxy Note 9 è un aggiornamento del dispositivo dell’anno scorso. Il design è stato impreziosito da bordi opachi intagliati al diamante, ma alla base restano le linee ancora moderne del telefono di metà 2017 e l’eccellente infinity display super amoled in 18:9, cresciuto fino a 6,4 pollici di diagonale ma sempre a 2960 x 1440 pixel di risoluzione; le novità sulle quali si sono concentrati gli ingegneri Samsung rispetto a quanto fatto su Galaxy Note 8 però non sono di poco conto, e riguardano principalmente quattro comparti.

(Foto: Lorenzo Longhitano)
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Il primo è il pennino, che stando ai sondaggi di Samsung è il motivo principale d’acquisto del telefono. Da sempre la S Pen dei Galaxy Note non è considerata un semplice accessorio ma una parte integrante dei telefoni della serie, e su Note 9 la simbiosi si è fatta è ancora più stretta.

Il pennino è stato infatti dotato di un micro modulo bluetooth abbinato al telefono e alimentato da un supercondensatore. Grazie all’antenna al suo interno il pennino può inviare comandi al dispositivo fino a 10 metri di distanza, premendo, facendo doppio clic o tenendo premuto il tasto d’azione sulla scocca; il telefono reagisce a seconda dell’app aperta facendo scorrere avanti e indietro le immagini di una presentazione, avviando e fermando la riprodizione di musica e video o compiendo altre azioni che in futuro verranno implementate dagli sviluppatori di app che desidereranno farlo.

Il supercondensatore che alimenta questa funzione della S Pen si ricarica semplicemente tenendo inserito lo stilo nel suo alloggiamento; per mezz’ora di utilizzo sono sufficienti 40 secondi di carica, ma anche quando il condensatore è scarico il pennino continua a funzionare normalmente per prendere appunti e interagire con il display.

(Foto: Lorenzo Longhitano)
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Segue la batteria, che qui è una decisamente capiente unità da 4.000 mAh. Galaxy Note 8 ospitava una batteria dalle dimensioni più contenute della media, che da una parte scacciò negli acquirenti il timore che il dispositivo potesse essere soggetto a fenomeni di surriscaldamento come il predecessore, ma dall’altra non garantiva al gadget un’autonomia ottimale; sul dispositivo di quest’anno invece la casa coreana sembra tornata a puntare forte su questo aspetto — una novità sicuramente positiva per chi nel corso della giornata utilizza lo smartphone in modo intensivo, come professionisti e videogiocatori.

(Foto: Lorenzo Longhitano)
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Lato fotocamera, il gadget rimane dotato di una doppia unità posteriore con doppia stabilizzazione ottica come il predecessore, ma eredita i sensori da 12 Mpixel e gli obbiettivi di Galaxy S9 Plus. Nello specifico, mentre il teleobbiettivo rimane in grado di catturare immagini zoom 2x, l’obbiettivo principale guadagna una doppia apertura variabile (f/1.5 e f/2.4) che lo rende in grado di adattarsi alle condizioni di luminosità ambientale. In più rispetto anche agli ultimi Galaxy S usciti quest’anno, il sistema a bordo di Note 9 è potenziato da algoritmi di intelligenza artificiale che riconoscendo i soggetti inquadrati apporta automaticamente le dovute ottimizzazioni all’immagine.

(Foto: Lorenzo Longhitano)
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Ultimo ma assolutamente non per importanza è il discorso relativo alle prestazioni. A muovere le componenti di Galaxy Note 9 in effetti non ci sono solamente i i moderni processori Exynos 9810 accompagnati da 6 o 8 gb di ram, ma anche un sistema di raffreddamento a camera di vapore che dovrebbe tenere la scocca al fresco anche nel corso delle operazioni più stressanti, come sessioni di video editing ma anche di gioco. Per sottolineare questo aspetto, il gruppo ha stretto con lo sviluppatore Epic Games un accordo per portare l’attesa versione di Fortnite per Android in anteprima sui dispositivi Galaxy, disponibile già da oggi anche sui prodotti già sul mercato. Il sistema però permette anche di utilizzare il telefono come fosse un pc, collegandolo a uno schermo nella modalità che Samsung ha inaugurato l’anno scorso battezzandola Samsung Dex; la novità è che a bordo di Galaxy Note 9 non sarà necessario acquistare una dock aggiuntiva, ma basterà un adattatore standard che dalla presa usb di tipo c porti il segnale a qualunque monitor o tv hdmi.

A fare da contorno c’è la consueta valanga di extra della quale Samsung ama dotare i suoi dispositivi più importanti e che sostanzialmente è ripresa da Galaxy Note 8: dalla ricarica rapida a quella wireless; dall’impermeabilità ad acqua e polvere alla possibilità di espandere la memoria tramite schede microsd (sempre più una rarità di questi tempi); dal jack per cuffie da 3,5 millimetri al sensore per il battito cardiaco; dall’autenticazione tramite impronte digitali al riconoscimento facciale e dell’iride, passando in generale per una fotocamera frontale da 8 Mpixel con supporto alle emoji in realtà aumentata nate su Galaxy S9. Rispetto al Note dell’anno scorso raddoppia la memoria di base, che parte da 128 gb per la versione con 6 gb di ram e arriva a ben 512 per quella con 8 gb di ram.

I preordini per Galaxy Note 9 sono aperti già a partire da oggi, mentre l’arrivo sugli scaffali è previsto per il 24 agosto. Purtroppo per assicurarselo occorrerà spendere come non mai: disponibile nelle colorazioni Ocean Blue con pennino giallo, Midnight Black con pennino nero e Lavender Purple con pennino viola, il gadget costerà 1.029 euro nella versione con 6 gb di ram e 128 dedicati allo stoccaggio e 1.279 euro nella versione con 8 e 512 gb a disposizione. Due le formule per ammortizzare il costo: la prima è la consegna di un vecchio smartphone in fase di acquisto, che Samsung può valutare fino a 600 euro; la seconda è l’adozione della formula Samsung Smart Rent, che prevede di acquistare il telefono con un anticipo di 99 euro e 24 rate da 44,90 euro (per la versione da 512 gb) e 35,90 euro (per la versione da 128 gb) con copertura contro danni e furto inclusa.

(Foto: Lorenzo Longhitano)
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Per tentare di capire se Galaxy Note 9 sia un degno successore del dispositivo dell’anno scorso ci abbiamo già messo le mani, anche se per pochi momenti. Le prime impressioni sono positive: Galaxy Note 9 si annuncia come una gradita riconferma sotto tutti i punti di vista, con un pennino che è come sempre una goduria da utilizzare, ma reso più interessante da un utilizzo a distanza che promette di tornare utile in poche ma importanti occasioni. Più difficile invece valutare autonomia, prestazioni e fotocamera, motivo per cui l’appuntamento con un test più approfondito è fissato su queste pagine tra pochi giorni.

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