Una startup italiana ha reinventato la “forma” del gelato

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Gelato GelosoIl business del gelato in Italia vale 1,5 miliardi di euro. Tra produzione e vendita sono oltre 19mila le gelaterie della penisola. E danno lavoro a 73mila addetti. Emerge dai dati diffusi dalla Camera di commercio di Milano, Monza e Lodi. Al primo posto c’è Roma con 1.423 attività e 4.336 addetti. Seguono Napoli per imprese (901) e Milano per addetti (2.918).

L’osservatorio di Sigep (la fiera della pasticceria) stima che gli italiani consumeranno tra maggio e settembre quasi due miliardi di coni e coppette di gelato, soprattutto artigianali. In questo mercato si muove Geloso. Una startup che ha basato il suo modello di business su un gelato su stecco creato da uno chef. La ricetta è quella di gelato cremoso naturale, come uno spatolato tradizionale, che però mantiene una consistenza tale da rimanere sul bastoncino senza sciogliersi. Senza utilizzare conservanti, addensanti e additivi.

Quando la startup ha mosso i suoi primi passi, ha assoldato Manuele Presenti, chef 3 coni del Gambero Rosso. Dopo diverse prove in laboratorio è riuscito a creare un prodotto naturale con cremosità e consistenza nuove per un gelato su stecco. Oggi, due anni dopo, nello stabilimento di Formello (in provincia di Roma) si producono 10mila gelati al giorno. Lesya Vorona, una dei tre fondatori e attuale amministratore delegato di Geloso spiega che “dal punto di vista produttivo seguiamo quindi la stagionalità della materia prima. Dal punto di vista commerciale puntiamo invece a destagionalizzare il prodotto grazie ai tempi di conservazione particolarmente lunghi”. Per ora Geloso ha in portfolio oltre 30 gusti.

Racconta Vorona che “una volta individuata la ricetta giusta, ci siamo rivolti a Francesco Trapani per proporgli il nostro progetto sul quale l’imprenditore ha deciso di investire”. A giugno Trapani – imprenditore del lusso che attualmente detiene il 5% di Tiffany ed ex ad di Bulgari –, ha rilevato il 51% di Geloso attraverso un aumento di capitale che punta ad accelerare il percorso di crescita della società. Tra i fondatori che hanno creduto fin da subito nell’iniziativa c’è anche Allegra Antinori, della dinastia dei vini. Segno che gli investimenti in prodotti iconici del made in Italy destano l’attenzione di diversi attori del settore e non solo.

Tra laboratorio e uffici, la startup impiega dieci persone. Ora l’obiettivo è creare un brand del gelato che si possa distinguere anche sul fronte distribuzione. Oltre che in bar e ristoranti, Geloso ha puntato a hotel di lusso, campi da golf e palestre.La gdo non rappresenta una priorità, la valuteremo in un secondo momento. Sfruttiamo la distribuzione diretta, con flagship store e pop-up store, e quella indiretta in ristoranti e bar. Si aggiungerà poi la distribuzione sui sui principali canali di delivery e presso eventi privati”, aggiunge l’ad.

Vorona spiega che “insieme alla pizza, il gelato è il prodotto iconico del food italiano per eccellenza riconosciuto in tutto il mondo. È quindi naturale nel medio-lungo periodo pensare a una crescita oltreconfine. Oggi però è prematuro parlarne. Dobbiamo concentrarci sulla crescita del business in Italia”.

Il mercato mondiale del gelato artigianale secondo Sigep vale 15 miliardi di euro. E ha avuto una crescita media del 4% l’anno tra 2015 e 2018. In Europa nel 2016 se ne contavano oltre 60mila. La Cina è uno dei mercati a maggiore potenziale. Nel 2014 ha superato gli Stati Uniti nei consumi grazie a mille gelaterie artigianali su tutto il territorio.

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