Bloccata la fiction Rai su Riace, è censura?

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Beppe FiorelloSono bastate poche parole di Beppe Fiorello per puntare il dito contro una Rai che già da qualche mese non naviga certo in buone acque.
L’attore siciliano, infatti, ha fatto sapere, attraverso Twitter, che la messa in onda di Tutto il mondo è paese, fiction dedicata al modello di accoglienza dei migranti di Riace, è stata sospesa. La fiction, diretta da Giulio Manfredonia per Picomedia, Ibla Film e Rai Fiction, racconta la virtuosa vicenda di un piccolo e povero paese della Calabria che, attuando un’attenta politica di gestione dell’accoglienza, è rinato grazie ai migranti.

Non si tratta di una storia di fantasia, ma di una storia vera che vede protagonista il sindaco di Riace, Domenico Lucano, il cui lavoro è stato così apprezzato anche (e soprattutto) all’estero, a tal punto che Fortune lo ha inserito tra le 40 persone più influenti al mondo.
Non è la prima volta che Riace si trova al centro delle polemiche: da circa due anni il Viminale ha bloccato i fondi destinati ai progetti di accoglienza, rischiando così di mettere in crisi il virtuoso modello messo in piedi negli ultimi anni.

Inoltre al sindaco Lucano è stato recapitato un avviso di garanzia da parte della procura di Locri per alcuni presunti reati collegati proprio alla gestione del sistema di accoglienza. Ed è proprio questa la motivazione che ha addotto la Rai per spiegare la scelta di rimandare la messa in onda “Non esiste alcun blocco della messa in onda.[…]Non appena la magistratura comunicherà le sue decisioni finali in merito all’indagine, il Servizio Pubblico adotterà i provvedimenti conseguenti”.

Ma esiste un effettivo collegamento tra la messa in onda di Tutto il mondo è paese e le vicende giudiziarie di Domenico Lucano? In realtà nessuna fiction ha il potere di condizionare un processo e certamente la magistratura non basa le sue decisione sui dati Auditel. La motivazione addotta dai vertici Rai, appare, quindi, quasi come una scusa per giustificare, invece, quello che sembra un vero e proprio caso di censura.

Se una fiction non ha il potere di condizionare un processo, ha invece la capacità di far conoscere ad un vasto pubblico una realtà che a molti è ignota. Quanto pesa il giudizio ideologico sulla messa in onda di questa fiction? Già un anno fa l’ex ministro Maurizio Gasparri, in riferimento alla fiction, sosteneva che “questa politica filo immigrazione demagogica, che anche il servizio pubblico rischia di alimentare, può portare a gravi errori”.

La sospensione di Tutto il mondo è paese appare, quindi, come una decisione dettata principalmente dalla politica. Considerando che la Commissione di Vigilanza Rai è ancora in una situazione di stallo (da mesi non ha un Presidente) viene da domandarsi chi, e soprattutto con quali poteri, abbia deciso di non mandare in onda la fiction. Domande a cui ancora non c’è risposta.

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