La pallavolo sta per diventare il nuovo sport nazionale?

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Mondiali pallavolo

In Italia il binomio sport nazionale è sempre stato riservato a una e una sola disciplina: il calcio. Tuttavia è appena finita la prima fase dei mondiali di un altro sport che può aspirare a diventarlo, la pallavolo.

I segnali ci sono e i numeri parlano chiaro. Innanzitutto continuano a essere tutti esauriti i palazzetti in cui si sono disputati i match dell’Italvolley. E non parliamo di strutture da un migliaio di posti. La partita inaugurale si è svolta in uno dei templi del tennis internazionale, il Foro Italico di Roma alla presenza peraltro del presidente della Repubblica. Risultato? 11mila spettatori e un incasso di quasi 270mila euro.

La nazionale si è poi trasferita al Nelson Mandela Forum di Firenze e anche qui gli scontri hanno registrato il sold out – 7.500 i posti disponibili – in tutti e cinque gli incontri. E anche se non si sa ancora se l’Italia sarà presente alle fasi finali della rassegna, da giorni non è più possibile trovare un solo biglietto per le semifinali e le finali che si svolgeranno al Pala Alpitour di Torino. Qualcosina è rimasto – circa 400 posti per la finale – ma si potrà acquistare solo presso la sede della Federvolley piemontese e poi al botteghino dell’impianto sportivo.  Un dato sorprendente, se si pensa che per la manifestazione questo impianto può accogliere oltre 12mila spettatori.

Ma il seguito della pallavolo non aumenta solo nei palazzetti, bensì anche in tv. Rai2 ha trasmesso in prima serata la diretta di tutte le partite con gli azzurri e gli ascolti l’hanno premiata. Dopo gli 1,7 milioni di telespettatori (9,6% di share) per lo scontro inaugurale, le altre partite sono andate tutte oltre i 2 milioni. È contro l’Argentina che la nazionale ha invece raggiunto lo share maggiore finora, 11,4%. Rai2 sta di fatto vincendo una scommessa non scontata e continua a puntare sulla pallavolo; dal 15 settembre infatti ogni sabato nel programma B Come Sabato dà spazio anche agli sport cosiddetti minori, pallavolo inclusa.

La squadra di Zaytves & co piace e fa ascolti, riuscendo così ad attrarre anche sponsor di rilievo. Sulle magliette dell’Italvolley si leggono Dhl e Crai, senza dimenticare Kinder che da anni sostiene questa disciplina, concentrandosi ora soprattutto sui progetti legati ai più giovani.

A cosa si deve attribuire questo acceso interesse per la pallavolo? I motivi possono essere diversi, ma partiamo da quello più ovvio. Finora si può parlare di un successo sportivo per la nostra nazionale: cinque match vinti su cinque e la possibilità di passare alla seconda fase in testa alla classifica. Vedere la propria nazionale che sbaraglia gli avversari fa sempre piacere, indipendentemente dalla disciplina. Ora gli azzurri si trasferiscono al Mediolanum Forum di Assago, dove per la seconda fase li attendono Olanda, Russia e Finlandia. Le prime due sono avversari temibili che però partono con un deficit di punti rispetto agli azzurri. Già, perché i punteggi accumulati nella prima fase vengono conservati nella seconda e quindi l’Italvolley inizia questa parte del mondiale con 4 punti di vantaggio sull’Olanda, e 5 sulla Russia.

L’entusiasmo per il volley è influenzato dal fatto non trascurabile che il campionato mondiale si svolge anche in Italia. E diciamo anche perché le prime due fasi sono in parte giocate in Bulgaria; la terza e quella finale, invece, si terranno dal 26 settembre a Torino, città del tecnico azzurro Gianlorenzo Blengini.

Ma aldilà della contingenza dei mondiali, la pallavolo piace anche (e forse soprattutto) per il suo spirito: gioioso, pulito e amichevole. Può così attrarre molte famiglie, che difatti riempiono i palazzetti. E i giocatori stessi sono lontani dal divismo dei calciatori professionisti. Al termine delle partite, per esempio, si concedono generosamente ai fan con sorrisi, autografi e selfie a profusione.

Non è forse trascurabile infine l’azione di una federazione, la Federvolley, che lavora sia per portare la pallavolo nelle scuole sia per esaltare il lato buono, pulito e sicuro della disciplina. “Abbiamo un progetto con l’Ansf e Polfer che educa i giovanissimi alla sicurezza ferroviaria. E promuoviamo il sitting volley che si pratica per l’appunto da seduti ed è accessibile anche ad atleti con qualche disabilità fisico-motoria. Tanto per dire, la nostra nazionale femminile è arrivata quarta ai campionati del mondo” racconta Pietro Bruno Cattaneo, presidente della Federvolley.

La pallavolo è quindi forte di una rinnovata popolarità che per il momento non si traduce ancora in aumento di tesseramenti. La crisi economica ha picchiato duro anche in ambito sportivo, ma la pallavolo sta parando il colpo. “Gli impianti scarseggiano, così come le risorse e ci sono difficoltà di ogni genere, anche legislative. È un miracolo che la pallavolo sia riuscita bene o male a tenere in termini numerici. Inoltre i dati più recenti ci fanno ben sperare in termini di tesseramenti” dice Cattaneo. La Federazione Italiana Pallavolo soltanto a giugno 2019 potrà constatare se i mondiali (compreso quello femminile in partenza in Giappone il 29 settembre) avranno avuto un effetto benefico anche sui tesseramenti.

E se si chiede a Cattaneo se la pallavolo sia uno sport minore o un nuovo sport nazionale, la reazione è immediata. “Aldilà del mio ruolo di parte, credo che i fatti stiano dimostrando che la pallavolo sia assolutamente da considerare uno sport nazionale. Respingo del tutto l’etichetta di sport minore“.

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