5 ragioni per cui Manifest potrebbe essere la nuova Lost

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L’aereo
Il cast corale
Oscuri segreti
I riferimenti simbolici
Le differenze

Questa settimana ha debuttato negli Stati Uniti una nuova serie tv che ha fatto parlare molto di sé ancora prima della messa in onda: si tratta di Manifest, nuovo titolo di Nbc che con la sua première ha attratto 10 milioni di spettatori (seconda, nella serata, solo a The Big Bang Theory). Prodotta fra gli altri da Robert Zemeckis, si tratta di una serie mystery che ha spinto molti a paragonarla a Lost. La produzione cult di JJ Abrams è ancora un paradigma importante per la televisione americana, vediamo quali sono queste analogie (ma anche alcune differenze).

1. L’aereo

In Lost tutto parte quando il volo 815 della Oceanic Airlines subisce un’avaria e si abbatte su una misteriosa isola tropicale abitata da orsi polari e da strane energie magnetiche. Anche in Manifest c’è di mezzo un aereo, ma la svolta iniziale è apparentemente meno drammatica. Il volo 828 della Montego Air diretto dalla Giamaica a New York attraversa delle forti turbolenze ma riesce comunque ad arrivare a destinazione… cinque anni e mezzo dopo.

Mentre per i passeggeri sono passate solo poche ore, infatti, mentre per chi li attendeva a terra il tempo è trascorso in modo molto più dilatato, tanto che per anni si è andati alla ricerca del velivolo e dei sui potenziali sopravvissuti. Ora tutti i personaggi dovranno fare i conti con i propri familiari e conoscenti, che nel frattempo avevano dovuto far pace con l’idea che fossero morti o scomparsi. E mentre Lost alludeva a temi più universali (la fede, il bene e il male ecc.) qui il focus è apparentemente più sulle vicende sentimentali (matrimoni da ricucire, lavori da riprendere ecc.).

2. Il cast corale

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Ovviamente i passeggeri di una aereo sono molti e anche qui, dunque, ci si concentra su una pluralità di personaggi. Ci si concentra in particolare sui fratelli Stone, la poliziotta Michaela e l’agente dell’intelligence Josh, ma anche sui loro partner, la moglie di lui Grace e l’ex di lei Jared. Ci sono poi una giovane ricercatrice di origini indiane, Saanvi Bahl, e c’è pure un bimbo in pericolo – come Walt nelle prime stagioni di Lost – ovvero Cal, che ha una malattia terminale ma che forse, cinque anni dopo, può essere curata.

I vari personaggi dovranno fare tutti i conti con la stessa assurda situazione e quindi legheranno ancora di più fra di loro. Alla fine del primo episodio, tutti i passeggeri si ritroveranno attorno all’aereo che li aveva trasportati prima che un tragico evento impedisca loro di cercare indizi. Ma c’è di più: tutti sembrano aver sviluppato strane facoltà psichiche, come quella di prevedere eventi tragici.

3. Oscuri segreti

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Sull’isola di Lost tutti i protagonisti avevano la possibilità di cominciare una vita da capo, ma lo spettatore pian piano scopriva, grazie a sapienti flashback, che ognuno di loro aveva un passato tragico o criminale i cui demoni ancora scontava. Anche in questa nuova serie i personaggi principali hanno qualcosa da nascondere: Michaela è stata ad esempio sospesa dal suo posto nella polizia, oppure Saanvi vive col senso di colpa di non riuscire a salvare abbastanza bambini grazie alle proprie ricerche.

Ma mentre i naufraghi di Lost non capivano quale fosse il loro destino sull’isola, i protagonisti di Manifest sembrano avere più chiara l’opportunità che si trovano di fronte: essere finalmente sbarcati dall’aereo è come una seconda possibilità, possono finalmente rimediare ai torti subiti, al male che hanno fatto o impegnarsi maggiormente nei loro obiettivi. E per un bimbo malato come Cal, come detto, anche una possibilità di guarire.

4. I riferimenti simbolici

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I fan di Lost sapranno bene come ogni episodio fosse intessuto di simboli, metafore, riferimenti letterari e soprattutto biblici. In Manifest la Bibbia, per esempio, gioca un ruolo fondamentale, ed è la stessa Michaela a individuare un versetto (dai Romani 8:28, dato che siamo sul volo 828): “Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno“. Le citazioni di questo tipo in Lost erano decisamente più sottili, ma l’intento può essere volutamente esplicito.

Che gli sceneggiatori vogliano suggerire allo spettatore (magari per depistarlo) che c’è una precisa volontà divina dietro ai misteriosi fatti del volo scomparso e poi ritrovato? In effetti, ritornati alla loro vita, i personaggi avranno appunto la facoltà di sventare eventi tragici grazie alle loro premonizioni. E il numero 828 tornerà spesso in vari modi, ad esempio quando accorrono per mettere in salvo delle ragazzine che avevano visto in una delle visioni.

5. Le differenze

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Ma Manifest non è chiaramente in tutto e per tutto Lost, banalmente perché siamo in un’epoca televisiva molto diversa. È infatti improbabile che ci metteremo sei stagione per tentare di capire quale arcano mistero regoli le esistenze di questi personaggi. Nell’epoca dello streaming, lo spettatore deve essere soddisfatto in modo molto più veloce, prima che passi al prossimo binge watching. Poi, come detto, la formula di questa serie sembra più virata al sentimentale-divino che non al filosofico-esistenziale, cosa che potrebbe scremare ulteriormente il pubblico.

Questa nuova produzione, poi, risente anche di altri prodotti televisivi che abbiamo visto in questi anni, anche loro in qualche modo collocati sulla scia di Lost. La scomparsa improvvisa dei propri cari era alla base di una serie fenomenale come The Leftovers. Fenomeni inspiegabili che mettevano in crisi comunità intere erano al centro di serie, meno fortunate a dire il vero, come The 4400 e The Crossing. È ancora presto per capire dove voglia andare a parare Manifest, anche se il finale del primo episodio allude a un legame molto forte fra i personaggi che saranno impegnati a sventare molteplici tragedie. Mantenendo sempre alta la curiosità, si spera.

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