Johnny English colpisce ancora ed è tutto merito di Rowan Atkinson

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Rowan Atkinson è un genio, anche se molto spesso i film cui prende parte non gli rendono giustizia. Almeno non quanto ha fatto la sua carriera televisiva. Johnny English colpisce ancora lo dimostra più di ogni altro film a cui abbia partecipato. Tanto dovrebbe essere pessimo vista la sceneggiatura senza voglia e la regia assente, tanto è privo di idee e ricicla le solite situazioni, quanto più è reso stranamente divertente dalla sola performance di quest’attore comico pazzesco.

Il Regno Unito subisce attacchi informatici a ripetizione, è un colabrodo nelle mani dei pirati informatici che compiono azioni iperboliche tipo bloccare tutti i semafori sul rosso. Il primo ministro, cinico e nervosissimo (Emma Thompson, ha mai sbagliato un ruolo questa donna?), pretende l’intervento dei servizi segreti, l’MI7, ma uno dei primi attacchi è servito proprio ad evitarlo, perché ha svelato le identità di ogni agente in servizio. Rimangono solo quelli non più in servizio a poter agire. Johnny English, ritiratosi a fare l’insegnante in provincia (è docente di geografia ma in realtà di nascosto insegna tecniche da agente segreto), sbaraglia la concorrenza. Letteralmente.

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Questo spunto è la cosa più originale di tutto il film, da qui in poi diventa una sequenza di tentativi di Johnny English di risolvere il caso. Di scena in scena, di location in location e di confronto in confronto con i cattivi assistiamo alla più convenzionale tra le possibili sceneggiature messa in scena con un tempo comico talmente buono che è in grado di rendere divertente qualsiasi azione.

Per combattere i criminali informatici Johnny English butta lo smartphone e lavora solo con attrezzatura analogica vecchio stampo, solo con il fax e le vecchie auto. È lo specchio perfetto di un film che rinuncia ad ogni possibile conquista del linguaggio cinematografico moderno, rinuncia ai passi in avanti fatti dal genere parodia o anche solo dall’umorismo per tornare indietro di decenni, alle fondamenta del cinema comico, all’umorismo fracassone e agli incidenti plateali.

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Tuttavia Johnny English colpisce ancora è proprio in questo suo tornare indietro che trova un senso. In un mondo del cinema che sperimenta molto con le parodie, che sta cambiando i meccanismi della commedia e che cerca strade nuove da decenni (basti pensare a quanto inventava Austin Powers 20 anni fa), Johnny English è la controriforma, un film che con qualunque altro attore sarebbe stato noiosissimo e che invece con Rowan Atkinson finisce per gira sempre per il verso giusto.

E non a caso proprio tutto il film è pensato intorno a lui e alla sua prestazione. Non c’è in tutto Johnny English colpisce ancora nemmeno una gag che non dipenda da Rowan Atkinson, non c’è uno stacco di montaggio usato a fini comici o un accompagnamento musicale che faccia ridere, non c’è una spalla che abbia una vera battuta (eccezione per una pronunciata da Emma Thompson). Il film è così pigro e ha così poca personalità da affidarsi in tutto e per tutto a quel che dice e fa il suo protagonista. Esattamente come farebbe uno sketch televisivo il film si limita ad inquadrarlo in modo che sia chiaramente visibile. E questo, invece che essere un punto a sfavore, clamorosamente è la sua forza.

Perché se alla fine Johnny English colpisce ancora non sarà un film memorabile, né verrà ricordato, ma di certo per le sue due ore funziona.

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