3 startup italiane che in cerca di fondi per diventare grandi

0
79
Questo post è stato pubblicato da this site

startupSono 130 le scaleup che si contano in Italia nell’ultimo anno. Si tratta di startup che hanno fatto un salto in avanti, a livello di numeri, strategia, chiarezza di business. Sono ancora poche ma devono essere monitorate, perché hanno grande potenzialità. Per questo attirano l’attenzione dei fondi, italiani e internazionali, interessati a investire per farle crescere.

Una scaleup è una starup che ha definito con chiarezza il proprio product market fit. Ovvero quale sia il prodotto che offre, chi è il cliente cui si rivolge e come arrivi a servirlo”. A spiegarlo è Lorenzo Franchini, fondatore di Scale It, evento che favorisce l’incontro scaleup italiane e del sud est Europa con investitori internazionali. L’ultima edizione si è svolta a Milano il 17 e 18 ottobre. “Possono sembrare variabili abbastanza ovvie, ma non lo sono”.

Noi di Scale It – prosegue Franchini – abbiamo alzato la soglia”. Cercando startup con “almeno un milione di fatturato negli ultimi 12 mesi, o almeno un milione di utenti nel caso si operi nel b2c. Con una media di crescita almeno 100% anno su anno o 10% mese su mese”.

Seguendo queste variabili, Scale It ha creato un databese di circa di mille startup, 800 in italia e 200 nel sud Europa. Franchini osserva che “l’Italia fa parte dei mercati in Europa meno sviluppati sul fronte scaleup. Stranamente perché è tra le prime economie al mondo. Ma siamo molto in ritardo. Siamo penalizzati dalla scarsezza di investimenti in questa asset class. Per mancanza di politiche da parte delle istituzioni e arretratezza e scetticismo da parte di investitori privati”.

Qualcosa, però si muove. Nel primo semestre del 2018 sono stati effettuati round di investimento in giovani imprese innovative italiane per 233 milioni di euro, di cui 176 milioni da operazioni che hanno visto la partecipazione di almeno un investitore straniero. La quarta edizione di Scale It, con Euronext main partner, ha visto le 15 scaleup selezionate (11 italiane e 4 estere) interloquire con una platea di circa 40 investitori internazionali. Tutte hanno obiettivi di raccolta tra i 3 e i 30 milioni di euro.

Insoore
Insoore

Insoore
Si tratta di una startup che mette in contatto le compagnie assicurative con migliaia di rilevatori per realizzare documentazioni fotografiche di veicoli assicurati. Spiega Gerardo Gorga, responsabile della comunicazione di Insoore, che finora hanno raccolto 2,1 milioni di euro in diversi round, l’ultimo lo scorso dicembre da 1,3 milioni.

Il nostro obiettivo a Scale It è incantierare un rapporto con i fondi presenti, alcuni dei quali lavorano già con l’insurtech. Vorremmo raccogliere dai 3 milioni in su di round”. Che serviranno “ad allargare ulteriormente a livello di funzionalità la nostra piattaforma tecnologica e il nostro servizio e base operativa in Europa. Per ora siamo solo in Italia ma abbiamo programmato di partire entro fine anno in Spagna, a Madrid e Barcellona. Poi puntiamo a Gran Bretagna e Germania. Quando apriamo in una nuova nazione, replichiamo il nostro modello con uffici, country manager e operatori sul territorio”.

Xceed
Xceed

Xceed
È una piattaforma di gestione per i locali notturni e di acquisto biglietti per il pubblico. “Nel 2015 abbiamo ottenuto un primo round di 550mila euro, poi ogni anno a seguire un altro mezzo milione“, spiega Mattia Franco, co-fondatore e amministratore delegato. “Il vero round lo stiamo facendo adesso. L’idea è di chiuderlo per l’inizio del 2019 con 4-5 milioni di euro”. Che sperano di coprire destando l’interesse di fondi presenti all’evento.

Speriamo di trovare uno o due leading investor. Siamo quasi in pareggio ma c’è la possibilità di aprire in nuovi Paesi”. Per farlo servono più sviluppatori – dai 6 attuali – e investimenti in r&d e innovazione. E poi le vendite. “Abbiamo solo tre venditori, e l’idea è di andare a tappeto su clienti europei. Vorremmo avere almeno un paio di persone in giro per l’Europa”, prosegue Franco. Xceed è nata in Italia ma la Spagna è il primo mercato con il 60% di fatturato. Mentre il Belpaese è il secondo con il 16-20%. Il resto lo fanno Portogallo, Francia, Belgio e Germania. Puntano a potenziare questi quattro Paesi.

Direttoo
Direttoo

Direttoo
È una piattaforma per la compravendita di prodotti per la ristorazione, online dal 2017. “A marzo del 2017 abbiamo raccolto 300mila euro – precisa Diego Pelle, ad di Direttoo – chiudendo l’anno con 1,2 milioni di fatturato. Puntiamo a concludere il 2018 con 2/2,5 milioni”. Da sei mesi la startup cerca nuovi finanziamenti. “Scale It è la vetrina giusta. Puntiamo a 3-5 milioni. Stiamo già trattando con alcuni fondi e grazie a Scale It potremmo chiudere il cerchio”.

L’obiettivo è quello di espandersi in Italia e all’estero. “Siamo a Berlino da agosto ma vorremmo rafforzare la Germania e poi puntare su Londra. Quando approdiamo in un nuovo Paese, apriamo un ufficio. Poi raccogliamo il materiale dai fornitori, lato offerta. E andiamo sul mercato per venderlo. Quindi ci serve nuovo personale per farlo”. L’idea è quella di “chiudere il round entro giugno e poi mettere a terra tutto”, conclude Pelle.

The post 3 startup italiane che in cerca di fondi per diventare grandi appeared first on Wired.