Recensione Huawei Mate 20 Pro, la nostra pagella

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Huawei Mate 20 Pro
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Huawei Mate 20 Pro

Il lancio di Huawei Mate 20 Pro nel mese di ottobre è stato un parziale colpo di scena. Grazie alle indiscrezioni ne conoscevamo molte delle caratteristiche in anticipo, ma non era scontato che il gruppo cinese volesse portare sul mercato un nuovo best seller in aggiunta al già apprezzato P20 Pro di inizio anno. Nonostante questo, il gadget che ha preso forma nel corso dell’evento di presentazione si è rivelato in grado di attirare l’attenzione non solo dei professionisti — come di consueto per la serie Mate — ma di una fetta di pubblico molto più ampia. Da allora ci abbiamo passato ormai qualche settimana per capire come si comporta nella vita di tutti i giorni.

1. Il design. Voto 9

Huawei Mate 20 Pro 7

Huawei stravolge il look della sua serie Mate scegliendo un approccio che ricorda un mix tra quello scelto da Apple per iPhone X e i Galaxy S di Samsung. Il lato frontale ospita infatti un display edge to edge visibilmente incurvato sui lati, privo di bordi ma provvisto di un notch decisamente ingombrante che fa posto a un sistema di riconoscimento facciale in 3D; il risultato è decisamente raffinato e nonostante il debito con le due aziende rivali risulta unico nel suo genere. Il lato posteriore, protetto da una scocca in vetro, è completamente scevro di elementi, fatta eccezione per la tripla fotocamera posteriore che è in posizione centrale e non sporge neanche troppo dalla scocca. Il lettore per le impronte digitali è infatti spostato sotto allo strato del display

2. Lo schermo. Voto 8

Huawei Mate 20 Pro 1

Huawei Mate 20 Pro sfoggia un pannello amoled da 6,39 pollici di diagonale e 1440 x 3120 pixel di risoluzione, impeccabile sotto tutti i punti di vista: la tonalità dei colori si adatta all’ambiente, il trattamento oleofobico è ottimo, le notifiche always on sono supportate, e i video compatibili vengono visualizzati in modalità hdr, mentre il rapporto dello schermo in 19:9 fa in modo di poter reggere il telefono nonostante la diagonale generosa. Unico, mezzo neo, è rappresentato proprio dalla doppia curvatura del display: da una parte rende il telefono più elegante e aiuta a mantenere la presa sempre salda; dall’altra può non andare a genio a chi usa il gadget per la produttività e desidera un’area touch uniforme e priva di riflessi anche alle estremità dello schermo.

3. La potenza. Voto 9

Huawei Mate 20 Pro 14

Alla base del telefono c’è il processore Kirin 980 — il primo realizzato con processo produttivo a 7 nanometri — accompagnato da 6 gb di ram. Tecnicismi a parte, Mate 20 Pro va che è una scheggia, in ogni circostanza. Il doppio processore neurale a bordo del chip inoltre dà al gadget la possibilità di compiere calcoli di machine learning in modo ancora più veloce; nella fattispecie, il riconoscimento del volto in 3D non dà quasi il tempo di premere il tasto per lo sblocco (lo sblocco con impronte digitali sottoschermo in compenso è più laborioso), mentre nella ripresa di video è possibile applicare interessanti effetti grafici in tempo reale. A questo si unisce una dotazione hardware decisamente che include altoparlanti stereo nascosti nella porta usb-c e nella capsula frontale, gps a doppia frquenza, led di notifica e 128 gb di memoria interna, ma che purtroppo lascia fuori lo slot per jack audio da 3,5 millimetri.

4. La fotocamera posteriore. Voto 9

Huawei Mate 20 Pro 5

La stessa, sorprendente tripla fotocamera di Huawei P20 Pro abbandona il sensore in bianco e nero per sostituirlo con una unità da 20 Mpixel con obbiettivo grandangolare; rimangono invece al loro posto l’unità principale da 40 Mpixel e quella dedicata agli zoom 3x da 8 Mpixel e stabilizzata otticamente. Il risultato è che il gadget può ora scattare foto panoramiche con un singolo clic pur mantenendo le capacità che hanno reso giustamente famoso il predecessore, in particolare in notturna. Poco da dire per il resto: Mate 20 Pro tira fuori risultati sorprendenti in tutte le condizioni di luce, i ritratti sono ben scontornati, le macro a distanza ravvicinata (2,5 centimetri) sono convincenti e la versatilità della modalità manuale è preziosa per chiunque voglia scattare foto alle proprie condizioni. L’unica pecca è rappresentata dall’interfaccia grafica, leggermente confusionaria soprattutto nella modalità manuale.

5. La fotocamera anteriore. Voto 7,5

Huawei Mate 20 Pro 3

Sul lato frontale del telefono campeggia una fotocamera da 24 Mpixel che però non si distingue dalla concorrenza come riesce a fare il trio di sensori posteriori. Gli scatti in realtà sono più che buoni e gli effetti bellezza (per chi apprezza il genere) sono divertenti, ma per quel che riguarda gli effetti di realtà aumentata resi possibili dal sistema di rilevamento del volto, i Qmoji di Huawei semplicemente non sono all’altezza di quanto fatto da Apple con gli Animoji prima e con i Memoji poi.

6. La resistenza. Voto 6,5

Huawei Mate 20 Pro 6

Qui Mate 20 Pro non fa bene come altrove. Come tutti i telefoni basati su scocca in vetro, soffre di un fragilità intrinseca; questo, unito alla conformazione del vetro anteriore e al fatto che il telefono sulle superfici sintetiche e in tessuto risulta decisamente scivoloso, rende il gadget particolarmente incline al disastro. Meglio dunque mettere in conto di acquistare una cover protettiva. Bene invece la protezione contro l’ingresso di acqua e polvere.

7. La batteria. Voto 9

Huawei Mate 20 Pro 4

Questo è uno degli aspetti sui quali Huawei ha lavorato di più, e si vede. Mate 20 Pro è un dispositivo votato alla produttività e per questo si è beccato una batteria da ben 4200 mAh al proprio interno. L’autonomia è più che soddisfacente: in una giornata media di lavoro il gadget non arriva mai a spegnersi, rimanendo anzi abbastanza carico per affrontare tranquillamente anche eventuali serate di svago senza preoccuparsi di ricaricarlo. Nel caso di giornate veramente stressanti, fatte di spostamenti continui, navigatore gps acceso per ore e video in streaming, basta sapere che il gadget supporta la ricarica rapida, sia via cavo (da 40W), sia wireless, con l’alimentatore adeguato, e può arrivare a caricarsi dallo 0 al 70% in appena mezz’ora.

8. La connettività. Voto 9

Lato connettività cellulare, la casa cinese offre il meglio attualmente in circolazione in attesa dei primi telefoni 5G: su Mate 20 Pro si trova infatti un modem lte capace di offrire — sulle reti che le supportano — velocità di download di ben 1,4 gigabit per secondo. A questo si uniscono un secondo slot sim e una fitta dotazione di antenne e porte per le comunicazioni con l’esterno: dal chip bluetooth 5.0 alla porta a infrarossi, passando per la consueta porta usb di tipo c che però offre trasferimenti veloci secondo lo standard 3.1 e una uscita video per collegare il telefono a un monitor esterno.

9. La confezione. Voto 7

Huawei Mate 20 Pro non arriva all’interno di una confezione particolarmente lussuosa, ma la dotazione è comunque abbastanza completa. Oltre al consueto cavo usb di collegamento e ricarica, all’interno si trovano infatti un buon paio di auricolari usb di tipo c con comando sul filo e soprattutto l’alimentatore da 40W che serve a tirare fuori il meglio dal sistema di ricarica del telefono, mentre manca purtroppo una cover protettiva.

10. Il prezzo. Voto 6

Huawei Mate 20 Pro 10

In pochi potranno permettersi immediatamente l’ultimo arrivato in casa Huawei. È un peccato, perché Huawei Mate 20 Pro ha molto da dire, ma 1099 euro sono decisamente tanti per un telefono — di qualunque marca esso sia. La speranza dei più sarà dunque che il gadget si renda disponibile tra qualche mese a prezzi più abbordabili, qualcosa che però è sempre più difficile succeda.

Giudizio finale

Quello sfornato da Huawei è decisamente uno dei telefoni migliori sul mercato — un’evoluzione non solo sul predecessore diretto ma anche sul P20 Pro uscito relativamente pochi mesi fa. Del resto, come ci aveva spiegato in occasione del lancio il Deputy General Manager di Huawei CBG, Pier Giorgio Furcas, “l’evoluzione tecnologica sviluppata da Huawei non lascia al gruppo il tempo di sviluppare una separazione netta tra la linea Mate e la linea P”, e su Mate 20 Pro questo è evidente. Certo, alcuni aspetti vanno ancora migliorati (come l’interfaccia grafica Emui, non ancora pulita né piacevole da usare come quella della versione pura di Android o di iOS); altri, come l’espansione di memoria tramite schede nano memory prodotte da huawei, potrebbero non andare giù ad alcuni.

Il gadget però straborda di personalità e soprattutto potenzialità: dal riconoscimento facciale in 3D al collegamento wireless con il display che lo trasforma in un monitor da desktop e visualizza un’interfaccia in stile pc, per finire con una modalità di ricarica wireless inversa che che carica un altro dispositivo usando la batteria di Mate 20 Pro. Si tratta in sostanza di uno smartphone progettato per essere non solo uno strumento utile ai professionisti, ma un vero e proprio oggetto del desiderio, che conferma ulteriormente come il gruppo cinese in questo settore abbia ormai smesso di inseguire gli avversari e iniziato a dettare il passo dell’evoluzione tecnologica.

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