4 startup che scommettono su salute e wellness

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1485961625_startupIn questi giorni la Food and Drug Administration statunitense ha svelato la nascita della sua prima app (MyStudies) pensata per raccogliere e organizzare i dati sullo stato di salute dei pazienti americani. Un passo che segna la direzione del futuro, all’insegna delle mHealth app, ovvero le applicazioni mobile dedicate a salute, benessere fitness. Uno dei settori più vivaci, che secondo le statistiche raggiungeranno un giro d’affari di oltre 135 miliardi di dollari entro il 2024, secondo un report Energia Market.

Nel corso della terza edizione del Wired Next Fest 2018 di Firenze si è tenuto un incontro di startup specializzate in ambito sanitario nell’hub dedicato all’innovazione targato Reale Mutua.
SHAPEME
ShapeMe
ShapeMe nasce dall’idea di Matteo Bonicelli (laureato in economia e marketing con un master in business administration) e l’informatico Mirco Chiesa. Dal lato b2c si propongono come l’unico servizio in Italia che oggi offra la possibilità di prenotare massaggi professionali a domicilio con sole 4 ore di preavviso. Mentre dal lato b2b l’unicità è legata all’erogazione di servizi di corporate wellness su scala nazionale. Su questo fronte tra i clienti al momento contano Zucchetti, eBay, Chiesi Farmaceutici e Man Truck & Bus International (gruppo Volkswagen).

I nostri programmi di corporate wellness non comprendono solo massaggi su sedia ma anche checkup, training di gruppo (funzionale, yoga o pilates) e anche attività educational. Tra queste le novità sono percorsi formativi su sleep management: dobbiamo considerare che un terzo delle persone in età lavorativa soffre di problemi legati al sonno con conseguenze molto negative su salute, rapporti personali e lavorativi, ma anche sulle performance”, spiegano i fondatori. Per quanto riguarda il b2c, dopo aver concluso con successo una campagna di equity crowdfunding (raccolti 100 mila euro), dal 2019 amplieranno l’offerta con servizi di osteopatia e fisioterapia a domicilio.

La app Inner.Me
La app Inner.Me

Inner.Me
La bolognese Daniela Dubla ha inventato e fondato Inner.Me, la prima human-centered app che accompagna i suoi utenti in un viaggio per conoscere meglio se stessi e i propri talenti. Del team fanno parte anche Matteo Zocca, formatore aziendale, e Vanessa Rubini, esperta di crescita personale. Un’idea nata da una esperienza personale, dal percorso di crescita della fondatrice, con solide basi scientifiche:

È attiva una collaborazione con docenti del dipartimento di psicologia delle organizzazioni dell’università di Bologna, grazie alla quale abbiamo potuto disegnare il percorso dell’utente dentro l’app, ispirandoci ad alcuni studi provenienti dalla ricerca scientifica internazionale”, racconta Dubla. Lo spunto iniziale si è così trasformato in un progetto di business destinato alle aziende che vogliano migliorare il workplace engagement attraverso lo sviluppo del proprio capitale umano, e trova la sua prima applicazione in ambito risorse umane.

Studi dimostrano che investire nello sviluppo umano delle risorse porta benefici non solo nella vita delle singole persone, ma anche nell’economia delle aziende, sotto forma di un maggiore engagement e involvement dei propri lavoratori, fattori che contribuiscono a migliorare la produttività complessiva dell’impresa e la sua crescita”. La startup è nella fase di ingresso sul mercato b2b e ha all’attivo percorsi di accelerazione e partnership aziendali e universitarie. L’app è già disponibile e ad accesso tramite invito.

Domenico Cassitta di Radoff Srl
Domenico Cassitta di Radoff Srl

Radoff
Ha una storia davvero particolare, Radoff: Nasce grazie ad un’altra startup innovativa, Cassitta Lab, fondata da Domenico Cassitta, che con un gruppo eterogeneo di lavoro (un ingegnere civile, un dottore di ricerca in geologia, un dottore di ricerca in ingegneria informatica, un ingegnere meccanico, un ingegnere ambientale e un ingegnere nucleare) ha iniziato a lavorare a questo progetto 6 anni fa, occupandosi della presenza di gas radon negli edifici esistenti, presenza estremamente rischiosa per la salute, e tuttavia milioni edifici sono da monitorare e bonificare in Italia.

Il team di Radoff ha quindi creato ed ingegnerizzato quattro device: Radoff (bonifica del gas radon), Radoff Search (monitoraggio), Rs25 (un loro sensore) e Radoff City (device specifico per le smart city). Tra i risultati recenti, poi, anche una camera a radon innovativa per i test dei device Radoff (Radoff Star), due brevetti, varie patnership fondamentali con università ed enti di ricerca. “Ora con Radoff e l’ingresso di un investitore stiamo industrializzando tutti i nostri prodotti e a dicembre 2018 entreremo con tutti i nostri device sul mercato. Inoltre abbiamo importanti accordi strategici internazionali”, precisa Cassitta.

Siena Imaging
Ha origine in ambito universitario il lavoro di Marco Battaglini (laureato in fisica con indirizzo teorico, con phd in neuroscienze), del professor Nicola De Stefano (neurologo e opinion leader a livello internazionale nell’interpretazione del danno strutturale cerebrale nei pazienti di sclerosi multipla) e Giacomo Demurtas, perito elettronico, che nel giugno 2017 avviano Siena Imaging. La quale “si propone di fornire indici di danno strutturale ai neurologi, aiutandoli nel migliorare la diagnosi/monitoraggio del paziente e si propone come partner delle case farmaceutiche nel testare i farmaci con l’utilizzo della Mri” spiega Battaglini.

E prosegue: “L’idea è nata dalla constatazione che i nostri software venivano utilizzati con soddisfacimento dalla comunità internazionale e dal fatto che, per questo motivo, il laboratorio universitario presso il quale lavoravamo operava già per conto terzi come laboratorio centralizzato di analisi di immagine”. Una storia di successo che oggi vanta tre accordi in essere con due case farmaceutiche e una casa di produzione audiovisiva statunitense, e altri due in arrivo.

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