Le 5 serie storiche più trucide

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1. Vikings
2. Spartacus
3. The Bastard Executioner
4. Penny Dreadful
5. I Borgia

Ispirata alle saghe nordiche che narrano, ammantandole di leggenda, le gesta delle più importanti figure storiche della storia scandinava, Vikings è tornata con la seconda parte della quinta stagione il 29 novembre su TimVision. La cronaca delle conquiste del vichingo Ragnar e dei suoi discendenti è una delle serie più trucide degli ultimi anni, imperdibile se si apprezza un realismo duro e cruento.

I period drama, ovvero le serie televisive ambientate in epoche passate, corrispondono nell’immaginario collettivo alle sontuose e patinate trasposizioni del classici letterari. Questo almeno finché quelli che in Italia sono chiamati sceneggiati hanno furoreggiato sui canali nazionali, ma di serie storiche più crude e più o meno fedeli ai fatti il piccolo schermo abbonda, specialmente in tempi recenti e sulla scia dell’immane successo di (notn una serie storica, bensì un fantasy dalle atmosfere medievali) che non lesina su rappresentazioni forti e violente degli eventi narrati. Ecco le migliori.

1. Vikings

La sete di potere e le ambizioni di grandezza insopprimibili del conquistatore Ragnar (Ragnarr Loðbrók, figura leggendaria della prima metà del IX secolo) e dei suoi familiari – i figli, il fratello Rollo e la prima moglie Lagherta – sono al centro di questa serie che indugia con evidente piacere sulla ricostruzione dei violenti stili di vita dei vichinghi. Lontano dall’essere i barbari cornuti dell’iconografia più conosciuta, erano principalmente guerrieri, poeti e… avvocati. Ragnar e la sua dinastia, in particolare, erano scaltri, temerari e senza scrupoli, e la serie prodotta da Michael Hirst, già showrunner di I Tudors, dà il suo meglio nella messa in scena di battaglie selvagge. L’aspetto più crudo e realistico resta, tuttavia, quello minuziosamente riportato dei sacrifici (umani) agli dei e delle punizioni esemplari: crudeli, barbare e tendenzialmente sadiche, sono l’affascinante e agghiacciante ricordo di un’epoca storica dove la grandiosità delle conquiste andava di pari passo con le morti più orribili. Ma per gloria, questo e altro.

2. Spartacus

La serie, per alcuni un vero e proprio cult che ha permesso al canale via cavo StarZ (in Italia su Sky e Netflix) di imporsi come la casa delle serie trucide per eccellenza (basti pensare a Black Sails e Ash vs Evil Dead), è lo show più efferato di sempre. Fin dal soggetto, quello dei gladiatori costretti a massacrarsi nelle arene dell’Antica Roma per il deviato divertimento delle masse. Protagonista il barbaro trace che nel I secolo avanti Cristo che condusse una sanguinosa rivolta ai danni della Repubblica. Interpretato dal meraviglioso Andy Whitfield (e poi dal mediocre Liam McIntyre), il ribelle è uno dei pochissimi esemplari umani dall’animo nobile tra una selva di personaggi avidi, meschini e perversi. Schiavi dall’anelito alla sopravvivenza, dall’ambizione di potere, dalle perversioni più peccaminose, i protagonisti di Spartacus contribuiscono alla vivida ricostruzione storica di un inferno di barbarie tra torture, stupri, orge e vessazioni. In particolare, sono epici gli scontri immersi in fiumi di sangue dei gladiatori nell’arena tra ossa, membra e liquidi corporei che schizzano al rallentatore in quantità industriali.

3. The Bastard Executioner

Questo show (reperibile su Netflix) prodotto da Kurt Sutter, il papà dell’amatissima Sons of Anarchy, era un gioiello tra le serie storiche di ambientazione medievale più realistiche. Protagonista un cavaliere gallese del XIV secolo che dopo aver deposto le armi e aver deciso di condurre una vita pacifica all’insegna della redenzione, getta alle ortiche i buoni propositi e decide di scovare e massacrare chiunque sia stato coinvolto in un raid nel suo villaggio che ne ha sterminato la popolazione. Per portare avanti la sua vendetta (e le sue indagini) Wilkin Brattle si spaccia per boia, diventando il pretesto per scene di disturbante crudezza che non sono limitate solamente alle rappresentazioni di nefande esecuzioni ma bensì si avventura tra segrete, prigioni e stanze di tortura (protagonista di alcune di queste… Ed Sheeran, come si evince dal video qui sopra). Sutter, con il suo peculiare talento nell’unire scarno realismo e grandeur tragico, non risparmia alla spettatore neanche i particolari meno digeribili e più violenti delle incursioni nei villaggi (roba da far impallidire i cugini cinematografici Braveheart e Rob Roy) e, come Vikings, ci rammenta quanto la religione – tra visioni mistiche, sogni rivelatori, voti inscindibili e paura del contrappasso – fosse fondamentale nel giustificare le stragi più sanguinose.

4. Penny Dreadful

Serie (in Italia su Netflix) che ricalca magistralmente le atmosfere dei classici letterari dell’orrore inglese di fine Ottocento, vede protagonisti le figure più significative di questi capolavori, da Dorian Gray a Dottor Jekyll, passando per Frankenstein, il suo mostro e Dracula. Di nuovo c’è la ricostruzione storica che ama indugiare sugli aspetti più turpi della società londinese del tempo (in questo lo show è debitore a From Hell, film ispirato alla graphic novel di Alan Moore). Così Penny Dreadful alterna l’orrore soprannaturale – le possessioni demoniache da brivido della protagonista Vanessa Ives, il vampirismo, gli sperimenti scientifici folli, le mutazioni fisiche e così via – a uno più realistico e ben più spaventoso. I frangenti più trucidi, violenti e agghiaccianti sono quelli a sfondo sociale, delle prostitute tisiche adescate e violentate, degli indigenti devastati da malattie e povertà, dei nobili che soddisfano le proprie perversioni abusando dei disperati. Ciò che ci viene mostrato attraverso i vissuti della meretrice Brona e della Creatura di Frankenstein sono struggenti e al contempo quasi troppo truci da sopportare.

5. I Borgia

Le due serie (una europea e una canadese, in Italia su La7 e Sky) prodotte in contemporanea e incentrate sulla dinastia di Papa Alessandro VI (padre del Duca Valentino (Cesare) e di Lucrezia Borgia) sono sceneggiati che si rifanno alla tradizione delle megaproduzioni ad alto budget. Sono, quindi, costosissime ricostruzioni dell’epoca dalle monumentali narrazioni che ricostruiscono momenti della Storia cruciali attraverso le relazioni, i segreti e gli intrighi del propri protagonisti. Entrambe, tuttavia, vantano un’impronta più moderna che non soprassiede sui particolari più impressionanti e anzi lasciano trapelare il gusto per il disturbante, il trucido e l’osceno, specialmente nella versione canadese con l’attore britannico Sean Harris nei panni del sicario omosessuale e masochista Micheletto, protagonista delle scene più truci e intimamente dolorose. Tra deflorazioni non consenzienti, sodomizzazioni, esecuzioni sommarie, torture inaudite, relazioni proibite dei prelati, delitti perpetrati negli angoli scuri di ogni vicolo e anfratto di palazzo, ci viene rammentato senza sosta che anche la splendida epoca rinascimentale celava scenari turpi.

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