5 personaggi delle serie tv che dimostrano la fluidità del genere

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1. Taylor – Billions
2. Susie – Le terrificati avventure di Sabrina
3. Lommie – Nightflyers
4. La Fontaine – Carmilla
5. Sadie – Good Girls

Accolto da reazioni contrastanti, è stato diffuso recentemente il trailer che annuncia una nuova serie di I Cavalieri dello Zodiaco per Netflix. La piattaforma digitale, che ha sempre dimostrato interesse nell’investire nell’animazione giapponese, ha prodotto adattamenti di cult nipponici come la splendida miniserie Devilman Crybaby e lo scoraggiante live action di Death Note.

Prematuro formulare un giudizio sulla bontà di questa versione aggiornata di Pegasus e dei personaggi creati da Masami Kurumada nel manga di Saint Seiya, ma anche impossibile non notare dal trailer che il guerriero Andromeda ha subìto un cambio di genere diventando una ragazza. Figura iconica in Giappone (e in Italia) fin dagli anni Ottanta, senza questa riassegnazione avrebbe potuto essere il paladino della fluidità del genere (qui una guida per capirci di più), come già altre affascinanti figure delle serie occidentali e orientali. Ecco quali.

1. Taylor – Billions

Attori e attrici di film e serie cisgender (ovvero che si identificano col genere assegnato alla nascita) sono spesso stati criticati recentemente per aver accettato ruoli di personaggi transessuali o gender fluid, basti citare il caso di Jeffrey Tambor nei panni di Maura in Transparent o Scarlett Johannson, costretta a rinunciare al ruolo di trans in Rub & Tug. Con l’ingaggio di Asia Kate Dillon nei panni di Taylor nella serie di Showtime Billions (in Italia su Sky Atlantic) si è raggiunto un importante traguardo, perché sia interprete che personaggio sono di gender fluid. Nel corso dello show impariamo a conoscere Taylor, giovane dipendente di un imprenditore spietato e scaltro con cui condivide ambizione, riservatezza, sfiducia nel prossimo e una buona dose di arrivismo. Taylor adotta un look – testa rasata, niente trucco e abbigliamento neutro – che destabilizza il prossimo di primo acchito. Sfuggente e di indole schiva, è in un momento della propria vita successiva alla fase della scoperta e definizione del proprio genere ed è, a oggi, il personaggio di genere fluido più interessante del piccolo schermo.

2. Susie – Le terrificati avventure di Sabrina

Tra gli amici dell’indomita Sabrina, teenager divisa tra il desiderio di continuare la propria esistenza come un essere umano o proseguire come strega adoratrice del Diavolo, c’è Susie. Bullizzata dai maschi alfa della scuola per il suo aspetto gender neutral, è oggetto delle strenue difese dell’amica che ricorre alla magia per vendicarla. Originariamente avrebbe dovuto essere un transessuale che si identifica come maschio ma l’interprete di Susie, Lachlan Watson, ha influenzato con la propria esperienza personale il suo personaggio, persuadendo gli sceneggiatori a focalizzarsi su una teenager che non si ritrova nei canoni dell’assegnazione standard del genere. La parabola di Susie, che per ora si riferisce a sé al femminile, ricalca quella di Lachlan, 17enne in via di definizione che sottolinea come per alcuni comprendere il proprio genere sia un processo bisognoso di tempo. Insicura, curiosa e tormentata, è un personaggio gender fluid che non vediamo l’ora venga esplorato ulteriormente.

3. Lommie – Nightflyers

La serie horror fantascientifica in arrivo su Netflix ispirata a un racconto lungo di George RR Martin è incentrata sull’equipaggio di un’astronave nell’anno 2093. Tra i membri, l’esperta di sistemi informatici Lommie, cyborg gender fluid così come puntualizzato dalla scheda personale ufficiale diffusa dal canale Syfy. Lommie ha circa vent’anni, un impianto nel braccio per connettere il proprio cervello direttamente con l’interfaccia della nave e un passato di abusi nella setta di ispirazione Amish dove è cresciuta. Dall’aspetto androgino, pallida, esile, dai capelli crespissimi e dal look neutro, rende la propria apparenza quasi ultraterrena. Lommie ha una personalità chiusa, una volontà e uno spirito di sopravvivenza d’acciaio e una sessualità timida, che sfoga con il primo ufficiale della Nightflyer, Melantha. Nello show è l’àncora di salvezza di tutti e lo status del suo genere non è argomento di discussione.

4. La Fontaine – Carmilla

La webserie di YouTube dal seguito accanitissimo annovera tra i suoi personaggi La Fontaine, personaggio accattivante e dal carattere severo. La serie ispirata al racconto horror Carmilla di Sheridan LeFanu incentrata sulla donna vampiro più famosa delle letteratura gotica è ambientata ai giorni nostri in un’università dove le vergini vengono rapite per essere sacrificate. Nel gruppo di studenti che formano il cast principale c’è S. La Fontaine, amante della biologia che non si identifica strettamente né con il genere femminile né con quello maschile. LaFontaine ha una mente tanto aperta che nessuna delle stranezze soprannaturali legate ai vampiri la stupisce, si urta facilmente e non ama le manifestazioni di affetto svenevoli, rigetta qualsiasi riferimento alla sua persona con pronomi e aggettivi maschili e femminili, prediligendo il “they” (“voi”) rivolto a sé stessa.

5. Sadie – Good Girls

Incredibile ma vero, anche un canale free come la generalista americana Nbc (da noi è su Netflix) ha inserito nel suo cast un personaggio che abbraccia la fluidità di genere. La serie Good Girls non è un granché ma vanta il merito di trattare l’argomento per prima tra le tv nazionali statunitensi. Mentre in effetti esistono show come Glee che hanno affrontato il tema della transessualità, con Sadie si è scelto di dare voce a un non binario in erba, un’alunna delle elementari, che non si identifica (ancora?) con un genere o l’altro. Sadie è geneticamente femmina, si veste con indumenti maschili e i suoi cari si rivolgono a lei al femminile. Nel corso degli episodi si affronta il punto di vista dei familiari che temono per l’incolumità di Sadie, potenziale oggetto di bullismo, ma non vogliono forzarla a scegliere un’assegnazione o l’altra. Dal canto suo, Sadie è una figura in evoluzione rara nel rappresentare l’infanzia dei bambini che ogni giorno fanno i conti con le imposizioni non solo della società ma anche della scienza (serie come Masters of Sex e Dr House hanno trattato il tema del ricorso alla chirurgia forzato per individui fluidi).

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