I migliori personaggi delle serie tv nel 2018

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Miriam “Midge” Maisel – The Marvelous Mrs. Maisel (Amazon Prime Video)
Retsuko – Aggretsuko (Netflix)
Lila Cerullo – L’amica geniale (Rai, Hbo, Tim Vision)
Todd Chavez – Bojack Horseman (Netflix)
Rebecca Bunch – Crazy Ex-girlfriend (Cw)
Martino Rametta – Skam Italia (Tim Vision)
Ambrose Spellman – Le terrificanti avventure di Sabrina (Netflix)
Earnest “Earn” Marks – Atlanta (Fx)
Debbie Eagan – Glow (Netflix)
Villanelle – Killing Eve (Bbc)

Se le serie tv hanno un merito, è quello di riuscire a raccontare personaggi approfonditi, sfaccettati, controversi, inaspettati… in una parola, complessi. Anche quest’anno la serialità ci ha regalato moltissimi personaggi magnifici, ma alcuni tra questi ci hanno particolarmente sorpreso per la loro originalità, la loro intensità o, semplicemente, il loro carisma. Ecco i più rappresentativi del 2018 secondo noi. Secondo voi, invece?

1. Miriam Midge Maisel – The Marvelous Mrs. Maisel (Amazon Prime Video)

Dopo aver dominato il favore della critica e del pubblico nel 2017, la fantastica signora Maisel entra in scivolata sul finire del 2018 e si riconferma uno dei personaggi più esplosivi del piccolo schermo. Brillante e ambiziosa, ma anche vulnerabile e egoista, Midge è uno di quei personaggi destinati a diventare iconici e rappresentativi di qualcosa; non delle lotte femministe, forse (di fatto, Midge è figlia del privilegio più sfrenato), ma sicuramente della nozione – ancora radicale per alcuni – che anche le donne sono divertenti.

2. Retsuko – Aggretsuko (Sanrio, Netflix)

Chi lo avrebbe mai detto che una mascotte Sanrio (compagnia incubatrice di Hello Kitty, Cinnamon Roll, Rilakkuma e tanti altri) sarebbe stata eletta a simbolo di una generazione? Invece ecco Retsuko, la piccola panda rossa che sfoga la rabbia accumulata in ufficio cantando death metal al karaoke. Questo breve anime, composto perlopiù di sketch, è riuscito meglio di qualsiasi altro prodotto a dipingere lo stato di costante frustrazione in cui vivono i Millenials sul lavoro, tra sessismo, straordinari obbligatori, arretratezza e incompetenza dei capi che non mollano la poltrona. Retsuko, una di noi!

3. Raffaella Lila Cerullo, L’amica geniale (Rai, Hbo, Tim Vision)

Portare sullo schermo la co-protagonista, nonché il nucleo pulsante della celebre saga L’Amica geniale di Elena Ferrante, non era facile. Quello di Lila è un personaggio indimenticabile, vivo come ce ne sono pochi nella letteratura, con quel suo orgoglio incrollabile e lo spirito di chi combatte contro tutto e tutti, anche al limite dell’autolesionismo. La Lila televisiva, interpretata da Ludovica Nasti, riesce a trasmettere tutto questo con il suo sguardo che bucherebbe la pietra, figuriamoci lo schermo.

4. Todd Chavez, Bojack Horseman (Netflix)

In un mondo che ancora fatica a riconoscere l’esistenza della bisessualità, Bojack Horseman è talmente avanti da portare in tv un personaggio apertamente asessuale, che ogni anno cresce e si evolve. Protagonista di avventure strampalate e surreali, Todd si è emancipato in fretta dal suo ruolo di alleggerimento comico apparente, per trasformarsi in un giovane uomo che cerca la sua strada e si sforza – con tanta buona volontà – di venire a capo delle difficoltà legate al proprio orientamento… e alla vita, in generale.  Questa serie ha moltissimi personaggi memorabili – Princess Carolyne e lo stesso Bojack, per citarne solo due – ma Todd è di una tenerezza speciale.

5. Rebecca Bunch, Crazy Ex-Girlfriend (Cw)

Questa serie musical ci sorprende dalla prima stagione con la sua capacità di riflettere profondamente sui comportamenti umani, le azioni e le reazioni, le scelte e le loro conseguenze. Conseguenze è anche la parola chiave dell’evoluzione del personaggio di Rebecca, che da ossessiva maniacale pronta a nascondersi dietro a qualunque scusa sta diventando una donna capace di affrontare la realtà, per quanto dura, compresa quella del suo disturbo borderline della personalità a lungo trascurato. Tra i personaggi che in questi anni hanno contribuito a combattere lo stigma legato alla malattia mentale, Becky è tra i più brillanti e realistici, nonché la più divertente.

6. Martino Rametta, Skam Italia (Tim Vision)

Skam Italia è passato quasi inosservato dal radar della critica, eppure si tratta di un prodotto di qualità e innovativo, che ha saputo convertire con successo il particolarissimo format norvegese (una clip al giorno) e coinvolgere migliaia di adolescenti, ma non solo. La seconda stagione in particolare brilla per la scrittura del personaggio di Martino, adolescente che prima nasconde la propria omosessualità, poi fa coming out con gli amici, s’innamora del complicato Niccolò e, per stargli accanto, è costretto a capire cos’è pronto ad affrontare per amore. E quindi, a crescere.

7. Ambrose Spellman, Le terrificanti avventure di Sabrina (Netflix)

Le terrificanti avventure di Sabrina è una delle serie di cui si è più parlato quest’anno, e bisogna dirlo: zia Zelda, interpretata da Miranda Otto, meritava quanto Ambrose una menzione tra i personaggi più riusciti. Tuttavia, il cugino stregone pansessuale e sardonico della protagonista ci ha conquistati per la sua vividezza, il suo stile e il suo spirito (necessario, in una serie in cui accadono cose deliziosamente al limite del trash). D’altra parte, le caratteristiche che nella vecchia sit-com appartenevano al gatto parlante Salem sono sempre state sue, almeno nei fumetti, quindi come non amarlo?

8. Earnest Earn Marks, Atlanta (Fx)

Atlanta è una creatura strana, perfetta, difficile da definire e, forse proprio per questo, ostica per una parte del pubblico italiano. Tuttavia, si tratta di una delle migliori serie tv in assoluto, e dovendo scegliere tra i vari riuscitissimi personaggi si farebbe un torto a non nominare il protagonista, interpretato dal creatore Donald Glover (che poi è anche il rapper Childish Gambino). Per il ruolo di Earn, un ragazzo che ha studiato a Princeton eppure si trova a dover tornare nella realtà sgangherata e in costante tumulto della sua città e della sua famiglia, Glover è stato il primo afroamericano a strappare l’Emmy come miglior attore protagonista.

9. Debbie Eagan, Glow (Netflix)

Nella seconda stagione della serie sul wrestling femminile, Debbie si conferma come uno di quei personaggi scritti in modo veramente coraggioso, perché non si preoccupa di consolare, compiacere, ammansire. Madre complicata ed ex-moglie che cerca di riprendere la vita da dove l’ha interrotta, Debbie continua a essere spigolosa, a tratti antipatica, eppure assolutamente comprensibile nel suo rancore e nel suo desiderio di rivalsa professionale. È proprio grazie ai suoi difetti, compensati da attimi di cedimento e debolezza, che riesce impossibile non tifare per lei.

10. Villanelle, Killing Eve (Bbc)

Quando sullo schermo c’è un’assassina donna, le probabilità di trovarsi di fronte all’ennesima revisione di una Bond Girl sono altissime… salvo Quentin Tarantino all’orizzonte, s’intende. Poi arriva Villanelle, la brutale assassina russa disfuzionale fino alla psicopatia, che intesse con la protagonista, Eve Polastri, un rapporto complesso e morboso. Killing Eve ha tracciato una nuova e definitiva linea di demarcazione tra il prima e il dopo, per i personaggi femminili in tv. Ora che siamo arrivati fin qui, per favore, possiamo non tornare indietro nel 2019?

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