Trump è ancora convinto di costruire il muro al confine col Messico

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muro messico
Molto lavoro per i fact-checker e nessuna soluzione per mettere fine alla parziale chiusura del governo federale, lo shutdown che tiene in scacco agenzie federali e uffici pubblici da qualche settimana. Il discorso alla nazione del presidente Donald Trump in diretta dallo studio Ovale l’8 gennaio, il più classico dei mezzi mediatici a disposizione dei leader nazionali, si risolve nel ribadire che una “crescente crisi umanitaria e di sicurezza” sussiste alla frontiera meridionale del paese, quella col Messico. Uno scenario a tinte fosche (tra delitti, decessi per eroina, crimini sessuali e uccisioni brutali) che spinge Trump a ribadire il bisogno di soluzioni e l’urgenza di una barriera per la sicurezza della frontiera.

Cosa ha detto Trump sul muro
Artificio retorico o meno, il focus sul muro – la barriera fisica che Trump aveva promesso già in campagna elettorale per scoraggiare l’immigrazione dal Messico – nel discorso è venuto solo dopo aver citato altri mezzi con cui combattere illegalità e crimini, e viene definita come “parte di un approccio più generale alla sicurezza” richiesto “dai professionisti delle forze dell’ordine”. Una barriera dal costo di 5,7 miliardi di dollari, costo che secondo Trump “sarebbe pagato, indirettamente, dal nuovo grande accordo commerciale che abbiamo stipulato con il Messico”. Poi l’accusa ai democratici, colpevoli di obbligare il paese allo shutdown pur di non finanziare il muro.

Ma il muro si farà o no? Di partenza, c’è da ribadire che attualmente esiste già un confine composto di una barriera mista lunga 654 miglia: il confine tra Stati Uniti e Messico è lungo invece 1.954 miglia. Come spiegato da più fonti, tra cui l’American Immigration Council, le attuale barriere fisiche sono atte a prevenire sia l’attraversamento illegale delle frontiere a piedi, sia il transito dei veicoli (e non mancano poi strati secondari e terziari atti a prevenire gli attraversamenti illegali).

Secondo Trump, la nuova barriera potrebbe essere in acciaio e non in cemento. Non risulta che i democratici siano favorevoli al muro per come richiesto da Trump: l’8 gennaio, la speaker della Camera Nancy Pelosi bollava la soluzione del muro come “dispendiosa e inefficace” pur ribadendo il bisogno di soluzioni sicure e intelligenti per la sicurezza del confine. Dopo il discorso, la leader dem ha ribadito che quella di Trump è una ossessione che costringerà i contribuenti americani a sprecare miliardi di dollari su un muro inefficiente. Nel frattempo passa tempo e moltissimi impiegati non lavorano e non ricevono lo stipendio a causa dello shutdown.

L’idea di una crisi permamente e di ingressi incontrollati, evocati da Trump, non sembra supportata dai numeri. Come sottolineava recentemente una ricerca del Pew Research Center, basata su dati governativi che risalgono a due anni fa, il numero di migranti non autorizzati a entrare nel paese è al livello più basso da un decennio a questa parte, un declino “dovuto quasi interamente alla dura contrazione nel numero di messicani che entrano nel paese senza autorizzazione”. Tuttavia, che il confine con il Messico rappresenti un sentiero di entrata è innegabile, in particolare per gli immigrati dal Centro America.

L’idea che invece il muro possa essere pagato dal Messico, indirettamente attraverso l’accordo Nafta rinegoziato, sembra illusorio, sebbene il presidente lo abbia evocato con una certa facilità anche durante il suo ultimo discorso. L’accordo tra l’altro non è stato ancora approvato dal Congresso e non è quindi effettivo.

Trump comunque crede ancora che la situazione si possa risolvere, testualmente, “in un incontro da 45 minuti” e incontrerà nuovamente i leader del Congresso alla Casa Bianca, sperando che la sicurezza nazionale superi la politica partigiana. Inoltre, continua a chiedersi con una logica traballante, se la barriera è immorale perché allora i “ricchi politici costruiscono muri, barriere e cancelli intoro alle loro case?”.

 

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