Ces 2019, ci siamo fatti scansionare il cervello per eliminare lo stress

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Las Vegas – Annullare lo stress senza medicine si può. Niente yoga e ascetismo tibetano, la soluzione è tutta hi-tech ed è stata brevettata dall’azienda americana TouchPoint. Per capire di cosa si tratta ho accettato di sottopormi a un’elettroencefalografia mettendomi nelle mani della dottoressa Any Serin co-fondatrice insieme a Vicki Mayo della società. L’idea di farmi mettere degli elettrodi in testa in mezzo a una sala gremita di gente mi ha richiesto un certo sforzo, ma ho pensato che il sacrificio potesse essere giustificato in onore della scienza e del giornalismo sul campo.

L’obiettivo è stato quello di misurare la mia condizione di partenza e quella finale dopo il trattamento. In effetti la macchina ha chiaramente registrato una condizione di stress e ansia iniziale con una attività beta piuttosto elevata del mio lobo parietale. Dopo una decina di minuti per settare la macchina e fissare il parametro di riferimento, ho iniziato il trattamento stingendo nei pugni della mano i due sensori sviluppati da TouchPoint. In pratica sono due dispositivi che emettono una leggera vibrazione alternata. Fanno solo quello, nulla di apparentemente sofisticato.

brainscan_prima e dopo

Dopo averli tenuti in mano per un paio di minuti, il test è terminato. Pur nel frastuono della fiera e nonostante l’evidente condizione poco ideale, il mio livello di stress si è quasi del tutto azzerato. A dire il vero non ho avuto la percezione di un brusco cambio di direzione, di sicuro mi sono sentito un po’ più tranquillo e sereno. Tecnicamente però il mio cervello è passato da una fase di stress a una di relax, almeno questo è quello che ha rilevato l’ECG.

brainscan_prima e dopo

Un miracolo? Non proprio. La questione sembra infatti cosa conosciuta ai neuroscienziati, nota come stimolazione bilaterale alternata (BLAST), ma nessuno prima di TouchPoint aveva messo a sistema questa informazione. “Bastano almeno 30 secondi di trattamento e lo stress si spegne, proprio come se nel nostro cervello facessimo scattare un interruttore” ci dice la dottoressa Serin. “Le vibrazioni prodotte dal nostro dispositivo, tarate secondo una specifica frequenza ed intensità, mandano un impulso diretto al cervello capace di modificare l’attività celebrale favorendo una condizione di relax e benessere”, continua la neuroscienziata.

L’efficacia è stata verificata e certificata da alcuni studi clinici, tra cui uno effettuato con bambini affetti da ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività), che hanno evidenziato un aumento medio dell’attenzione del 50% per i pazienti trattati con il TouchPoint. Tuttavia questo dispositivo wearable non è pensato solo per chi è affetto da condizioni cliniche, al contrario è indicato per chiunque voglia evitare le conseguenze patologiche legate allo stress. Secondo le statistiche l’80%delle malattie è dovuto o correlato a condizioni di stress eccessivo. Ma anche senza fare riferimento a specifiche patologie, lo stress produce molti danni: limita la capacità di rimanere concentrati, riduce le prestazioni fisiche, compromette il pensiero razionale, crea difficoltà nel dormire.

Con TouchPoint il problema sembra possa risolversi in modo facile, veloce, non invasivo e a buon mercato. Il prodotto entry level costa infatti solo 160 dollari (250 per la versione premium). Il dispositivo si attiva quando serve e si può tranquillamente indossare tutto il giorno mettendolo ai polsi, alle caviglie ma funziona anche tenendolo in tasca. Bastano 30 secondi per ridurre lo stress del 70 per cento. O almeno questo è ciò che promette TouchPoint. Nel mio caso ha funzionato.

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