Crema Pan di stelle e Nutella, la sfida

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Pan di Stelle contro Nutella

Lo scontro era inevitabile. Da quando Barilla ha annunciato l’imminente approdo sul mercato della sua Crema Pan di stelle tutti quanti hanno immaginato, atteso e pregustato un unico testa a testa, o meglio, un unico, epico cucchiaino a cucchiaino: quello tra la novità di casa Mulino bianco e la regina assoluta delle creme spalmabili, sua maestà la Nutella. E così, ora che il barattolo stellato ha fatto ufficialmente il suo approdo sugli scaffali dei primi supermercati, eccoci alla resa dei conti.

Certo, la campionessa in carica parte con un vantaggio rarissimo, pressoché unico, nel mondo dolciario: quello di essere lei stessa a definire lo standard globale. Già, perché quando si tratta di creme spalmabili, l’aggettivo buono tende a diventare sinonimo di simile a Nutella. Insomma, tralasciando il parere dei consumatori che negli anni si sono convertiti alle alternative artigianali (o quasi) di categoria premium, più un prodotto si avvicina al gusto della regina di casa Ferrero, più di fatto tende a essere apprezzato.

Eppure, tra tutti i possibili rivali pronti a lanciare la propria offensiva, probabilmente Pan di stelle è tra i pochi in grado di poter almeno parzialmente impensierire i vertici di Nutella. Il biscotto al cacao con stelline annesse, d’altronde, non solo ha dimostrato di poter brillantemente superare la prova del tempo, ma è stato in grado anche di trasformarsi praticamente in un marchio a sé stante, svincolandosi dal resto della compagine di Mulino bianco e iniziando a lanciare una serie di prodotti spinoff più che fortunati. Dalle torte alle mooncake, per intenderci, tutti ben presenti nel cuore dei consumatori, specialmente quelli più giovani.

Quale sarà, dunque, il destino commerciale di questa nuova crema Pan di stelle? Riuscirà a ritagliarsi un proprio spazio nell’immaginario – e nel carrello – collettivo, o resterà l’ennesimo tentativo di copiare un mito? Difficile a dirsi, ma intanto abbiamo deciso di stappare il barattolo. E di procedere, passo dopo passo, con quella che già si candida al titolo di sfida dell’anno.

Pan Nut m

L’etichetta
Al di là del packaging, che per quanto riguarda Pan di stelle risulta assolutamente ben studiato, andiamo a scorrere l’etichetta alla ricerca di ingredienti e valori nutrizionali. Si scopre così che innanzitutto ci troviamo di fronte a una crema dove l’olio di girasole prende il posto del duramente (e spesso ingiustamente) criticato olio di palma della Nutella. Per il resto, oltre all’annunciata presenza di granella di biscotto sbriciolato, la percentuale di nocciole si attesta al 13,7% (contro il 13% del prodotto Ferrero) e il cacao magro al 9,8% (contro un più modesto 7,4%). Questo, come vedremo dopo, avrà un grande impatto sul fronte gustativo. Per quanto riguarda l’aspetto nutrizionale, Nutella fa segnalare valori lievemente più alti di zuccheri e calorie, e al contempo leggermente più bassi per le proteine, ma nel complesso le differenze risultano minime.

Vista
Una volta aperti i barattoli, ciò che balza immediatamente all’occhio è il colore diverso dei due prodotti. La proposta Pan di stelle risulta essere vagamente più lucida, ma soprattutto più scura, senz’altro anche grazie alla più alta percentuale di cacao contenuta al suo interno. Per il resto, la granella di biscotto sembra intravedersi leggermente tra le onde della crema, ma senza alterarne in modo significativo l’aspetto.

Olfatto
L’aroma delle due proposte risulta simile in quanto a intensità, ma con significative differenze sul fronte dei sentori. Se per Nutella è la nocciola a primeggiare in assoluto, per Pan di stelle è il cacao a fare la parte del leone. Con sfumature decise che richiamano immediatamente alla mente il profumo del popolare biscotto stellato.

Tatto
È qui la prima grande differenza. In bocca, le sensazioni tattili all’assaggio da cucchiaio risultano totalmente differenti: la granella di biscotto con cui Pan di stelle ha deciso di arricchire la propria crema stravolgono l’approccio a lingua e pelato, e vanno a dare un importante elemento di croccantezza che ovviamente è del tutto assente nella Nutella. Attenzione, però, perché il tutto viene pesantemente ridimensionato, se non azzerato, quando si passa all’assaggio su fetta di pane. In questo caso la presenza della granella diventa del tutto marginale.

Gusto
Veniamo al dunque. L’assaggio conferma quanto era possibile intuire già a prima vista: nella crema Pan di stelle, anche al palato il protagonista assoluto resta il cacao. Una caratteristica che risalta ancora di più alternando il prodotto con Nutella, dove i sentori di nocciola – e più in generale di zucchero – restano invece predominanti. Forse ancora più fondamentale, però, è la differenza nel finale di bocca, che mette in risalto una tra le caratteristiche che hanno fatto la fama e la fortuna di Nutella nel corso dei decenni. Mentre il retrogusto della crema Barilla torna a richiamare il biscotto – lasciando una sensazione piacevole, ma rotonda, completa – la regina di Ferrero tende a lasciare la bocca più pulita, concludendo su una nota più fresca che invita a proseguire con un secondo assaggio. E un terzo, e così via.

Morale: il confronto diretto con Nutella mette in risalto tutta l’intelligente strategia adottata da Pan di stelle per lanciare la sua crema. Che sì, va in qualche modo a insidiare il territorio presidiato pressoché da sempre da Ferrero, ma che evita l’impossibile tentativo di emulazione puntando tutto sulle differenze, invece che sui punti di contatto. Due, in particolare, le caratteristiche da rimarcare: la predominanza del cacao sulla nocciola, certo, ma soprattutto quell’aggiunta di granella di biscotto che rende impossibile il confronto diretto sul piano tattile. Una scelta arguta, che potrebbe stuzzicare palato e fantasia di una buona fetta di consumatori.

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