Ces 2019, il parco di divertimenti di Google

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Las Vegas – Come si fa a fare dimenticare le polemiche per il proprio assistente vocale che secondo alcuni spierebbe in casa nostra registrando tutte le conversazioni? Ci si presenta alla più grande fiera tecnologica al mondo e anziché porre l’attenzione sulla tecnologia, si costruisce un grande parco di divertimenti. Il premio per lo stand più originale e spassoso del Ces di quest’anno va sicuramente a Google, che ha architettato con alcune aziende di comunicazione una vera e propria esperienza che valica i confini del prodotto.

Dopo una lunga fila degna di Disneyland, si entra in un’attrazione dove viene raccontata la storia di un papà che lasciato solo a casa dalla moglie riesce a superare indenne la giornata con i figli grazie all’utilizzo dell’assistente vocale. Dopo il prologo si sale a bordo di un carrellino che porta in un mondo coloratissimo dove il protagonista a furia di dire “Hey Google” riesce a trovare la strada giusta in auto, a tradurre una frase dall’inglese al francese, fino al gran finale in cui la famiglia è riunita per il compleanno della nonna. All’uscita vengono persino offerti macaron in gran quantità come nemmeno nelle migliori esperienze nei parchi di divertimento (se volete potete guardare il video dell’intera giostra alla fine di questo articolo).

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La notizia è che Google arriva qui con alcune nuove partnership per prodotti pensati appositamente per funzionare con la voce, come la sveglia di Lenovo, uno smart display per la cucina di KitchenAid e un accendisigari smart di JBL che di fatto permette di collegarsi via Bluetooth al telefono e portare Google anche nelle auto più vecchie. Non solo, oltre a introdurre una nuova funzione di traduttore, l’assistente vocale entra anche in Google Maps, permettendo un’interazione con i percorsi stradali, come per esempio la possibilità di chiedere di riportarci in quel ristorante dove abbiamo mangiato una settimana fa perché non ricordiamo il nome e l’indirizzo.

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Tutte le nostre abitudini infatti vengono registrate nella memoria dei server dell’azienda di Menlo Park, pronte a risaltar fuori al nostro bisogno. Finita la giostra si entra in una casa in cui ogni spazio è adibito alla dimostrazione dei prodotti, tra la cucina, il salotto e così via. Non c’è nessun dubbio che l’assistente vocale di Google (o di altre aziende) in accordo con l’intelligenza artificiale, in futuro di semplificherà la vita, ma certo dovremmo farci delle domande su quello a cui siamo disposti a rinunciare (la privacy) per avere un maggiordomo vocale che ci ricorda appuntamenti, spegne le luci, accende la macchina del caffè o ci suggerisce il momento migliore per uscire di casa ed evitare il traffico.

La dimostrazione che il problema non sembri molto sentito è data dall’entusiasmo con cui le persone sono state in fila anche ore per entrare nella giostra (geniale, a dire il vero) o per accedere alla mega-macchina giocattolo delle caramelle in cui, tirando una leva, si possono vincere proprio quei prodotti con cui portare in casa propria il Google Home Hub e altri accessori dotati di assistente vocale. Quando durante la dimostrazione della sveglia smart di Lenovo è stato rimarcato che non ha una telecamera per questioni di privacy, e nessuno del pubblico ha osato fiatare, è risultato chiaro che Google ha già vinto la sua partita.

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