Il 2019 ha già registrato 33 record di caldo, ma nessuno per il freddo

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Temperature che stanno raggiungendo anche i -40 gradi. È questa l’emergenza che in questi giorni sta vivendo l’America del Nord, dal Dakota all’Ohio, dove milioni di americani sono paralizzati nella morsa di un vortice polare, le cui gelide temperature hanno causato la cancellazione di circa mille voli e la chiusura di scuole e aziende pubbliche e private. Un’emergenza che ovviamente non poteva passare inosservata agli occhi dei negazionisti del cambiamento climatico, che, prevedibilmente, non hanno tardato a commentare questa ondata di gelo eccezionale. Tanto per fare un esempio, infatti, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha potuto fare a meno di dire la sua. In un tweet, infatti, ha ironicamente commentato: “Cosa diavolo sta succedendo con il riscaldamento globale? Per favore torna presto, abbiamo bisogno di te!”.

Ma anche in questa occasione, la scienza racconta una storia del tutto diversa: finora, infatti, nessuna stazione meteorologica ha registrato un record di freddo nel 2019. Un dato che, stando a quanto riporta sul New Scientist il climatologo Maximiliano Herrera, non ha precedenti in questa fase dell’anno.

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(Foto: Climate Reanalyzer )

Al contrario, 33 stazioni nell’emisfero meridionale hanno registrato massimi storici: tra queste c’è Noona nel Nuovo Galles del sud australiano, dove lo scorso 17 gennaio la temperatura notturna è rimasta sopra i 35,9 ° C, segnando così la notte più calda della storia dell’Australia. Le prime 29 stazioni, che hanno riportato temperature tra i 38 e i 49 gradi, sono tutte in Australia, in zone come l’isola di Natale e l’Isola La Riunione (dipartimento francese) che hanno, appunto, sperimentato le temperature più calde di tutti i tempi. Le altre stazioni, che hanno registrato temperature non tanto più basse (tra i 41 e il 31 gradi) sono in Cile e Namibia.

I record di temperature fredde finora registrati? Nessuno.

Secondo i modelli matematici, per definire che un clima sia stabile il numero di record di temperature calde e fredde dovrebbe essere uguale. Ma stando alle ultime analisi, nel 2018 ben 430 stazioni in tutto il mondo hanno registrato temperature massime e solamente 40 hanno riportato i minimi storici. Un confronto che è il chiaro ed ennesimo segno del fatto che il nostro pianeta stia diventando più caldo.

Per quanto riguarda l’Italia, come vi avevamo raccontato all’inizio di quest’anno, il 2018 è stato l’anno più caldo degli ultimi due secoli. Infatti, secondo i dati dell’Istituto di Scienze dell’atmosfera e del clima (Isac) del Cnr di Bologna, diffusi in una nota del climatologo Michele Brunetti: “Il 2018 è stato l’anno più caldo dal 1800 ad oggi per l’Italia. Con una anomalia di 1,58°C sopra la media del periodo di riferimento dal 1971 al 2000, ha superato il precedente record del 2015 (1,44°C sopra la media)”. Una ulteriore conferma, quindi, delle conseguenze del riscaldamento globale e della tendenza all’aumento delle temperature medie del pianeta.

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