Cosa serve per essere un buon presidente della Consob

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Il Consiglio dei ministri ha avviato la procedura per nominare Paolo Savona a presidente della Consob, la Commissione nazionale per le società e la Borsa. Savona nell’esecutivo Conte ricopre attualmente il ruolo di ministro per gli Affari europei. Nella scorsa primavera, durante le tormentate fasi di nascita dell’attuale governo, la nomina di Savona al dicastero dell’Economia non si concretizzò ma di certo contribuì a una paralisi sulla formazione del governo molto discussa, in cui a un certo punto il Movimento 5 stelle chiese anche l’impeachment del presidente della Repubblica Mattarella.

La decisione del governo di nominare Savona alla presidenza della Consob sta sollevando diversi malumori nell’opposizione, che parla di incompatibilità di Savona alla carica. La Consob è l’organo di controllo del mercato finanziario italiano. Tra i suoi compiti, come si legge sul sito dell’organismo, la verifica della trasparenza e della correttezza dei comportamenti degli operatori. In ballo c’è, appunto, la tutela degli investitori, l’osservanza delle norme e più in generale il benessere del sistema finanziario. Inoltre, Consob controlla e può sanzionare comportamenti scorretti, opera per garantire la massima efficienza delle contrattazioni. Il presidente della Consob fa parte, con altri quattro commissari, di un organo collegiale noto come commissione, quello che assume le decisioni. L’incarico del presidente e dei commissari dura 7 anni e non è rinnovabile; tutti i componenti sono nominati su proposta del presidente del Consiglio dei ministri. Lo scorso 13 settembre si era dimesso Mario Nava; Anna Genovese, componente della Commissione, era subentrata come presidente vicario.

La legge istitutiva di questo organo che ha personalità giuridica di diritto pubblico e piena autonomia prevede il presidente e i quattro membri siano “scelti tra persone di specifica e comprovata esperienza e di indiscussa moralità e indipendenza”. Il presidente e i membri della Commissione hanno varie limitazioni; ad esempio non possono esercitare alcuna attività professionale, neanche a livello di consulenza, né essere amministratori, o soci a responsabilità limitata, di società commerciali, sindaci, revisori o dipendenti di imprese commerciali e di enti pubblici e privati. Non è possibile nemmeno essere imprenditori commerciali o ricoprire uffici pubblici di qualsiasi natura.

Chi contesta la nomina di Savona, sostiene che ci sia incompatibilità tanto a fronte di alcune norme, quanto per la mancanza di autonomia e imparzialità.

Il curriculum dell’economista e accademico è importante: è stato, tra le altre (molte) cose, direttore del servizio studi della Banca d’Italia, docente e fondatore della Luiss, presidente del Fondo interbancario di tutela dei depositi dal 1990 al ’99, consigliere di amministrazione di Rcs e Tim Italia tra il 2000 e il 2005, ministro dell’Industria, del commercio e dell’artigianato nel governo Ciampi; membro del Comitato Ocse per la standardizzazione delle statistiche finanziarie. Savona è stato presidente, fino alle dimissioni, del cda di Euklid, società britannica di tecnofinanza che si occupa di gestire risparmi e investimenti attraverso metodi di trading algoritmico, come si può leggere nella biografia del ministro.

Ecco una rassegna veloce, via tweet, delle principali e trasverali contestazioni a Savona: anche il pentastellato Nicola Morra parla di “ipotesi di dubbia percorribilità giuridica”.

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