Abbiamo scoperto un nuovo orologio biologico

0
139
Questo post è stato pubblicato da this site

orologio biologico

Quanti anni abbiamo? A dirlo non è solo la nostra età anagrafica. Se lo chiediamo a un biologo, infatti, ci risponderà facendo riferimento al nostro orologio biologico interno, in grado di fornire indizi sull’invecchiamento, sulla salute e quindi sulla reale età del nostro organismo. Ma ora, sulle pagine di Genome Research, il team di ricercatori della Harvard TH Chan School of Public Health ha dimostrato di aver scoperto l’esistenza di un nuovo orologio biologico, chiamato orologio ribosomiale, che permetterebbe una valutazione dell’età biologica più dettagliata. Questo orologio, infatti, fa riferimento a un segmento essenziale e molto attivo del genoma, il dna ribosomiale (rDna), e in grado di rivelare ancora più nel dettaglio il modo in cui il nostro corpo sta invecchiando, tenendo conto di come l’esposizione a inquinanti o modificazioni dello stile di vita, come l’alimentazione e l’esercizio fisico, possano rallentarlo o accelerarlo.

Gli orologi biologici, ricordiamo, sono porzioni del genoma che aiutano a tenere traccia di ciò che gli scienziati chiamano età biologica, ovvero la vera età dell’organismo di un individuo, calcolata sui cambiamenti che si accumulano nel tempo nel dna. Per determinare quanto velocemente o lentamente operi questo orologio interno sui processi di invecchiamento dei tessuti e degli organi, la comunità scientifica si basa sulla metilazione, ovvero la modificazione epigenetica del dna.

Ma ora, secondo il nuovo studio, piuttosto che osservare segmenti di dna sparsi per tutto il genoma, bisognerebbe concentrarsi su un piccolo segmento del genoma, il dna ribosomiale (ovvero il tipo di dna che codifica per l’rna ribosomiale, il maggior costituente dei ribosomi) che riesce a stimare molto precisamente l’età biologica di un individuo. “Pensiamo che il dna ribosomiale sia una una prova incontrovertibile del controllo genomico dell’invecchiamento e potrebbe rappresentare quindi, un nuovo orologio interno, precedentemente non riconosciuto”, hanno raccontato i ricercatori a Inverse. “La valutazione dell’età, inoltre, è un po’ più semplice, perché dobbiamo cercare in una determinata posizione. Infatti, invece di cercare tra i cromosomi e altri siti del genoma, possiamo concentrarci solo sul dna ribosomiale”.

Durante le sperimentazioni, quando i ricercatori hanno analizzato il nuovo orologio ribosomiale in specie diverse, tra cui cani, mosche ed esseri umani, hanno scoperto che la quantità di metilazione in quelle precise posizioni poteva prevedere con precisione sia l’età cronologica che l’età biologica.

Per esempio, quando il team di ricercatori ha osservato i nuovi orologi in un gruppo di topi messi a digiuno (fattore già noto per promuovere la longevità), ha scoperto che questi mostravano meno segni di invecchiamento biologico, anche se gli animali avevano un’età anagrafica più grande.

L’orologio biologico appena scoperto, precisano i ricercatori, è particolarmente utile in quanto potrebbe essere uno strumento potente quando si tratta di identificare in che modo possiamo intervenire nel processo dell’invecchiamento biologico. “Speriamo ora che l’orologio fornisca nuove informazioni sull’impatto dell’ambiente e sulle scelte personali sulla salute a lungo termine”, ha concluso l’autore della ricerca Bernardo Lemos. “Determinare l’età biologica è un passo fondamentale per comprendere gli aspetti fondamentali dell’invecchiamento e sviluppare strumenti per informare le scelte di salute pubblica e personale”.

The post Abbiamo scoperto un nuovo orologio biologico appeared first on Wired.