Il Signore degli anelli, 5 cose che vorremmo dalla serie tv

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Un po’ di storie fondative
La giovinezza di Aragorn
Attori del cast originale
Il Signore degli anelli, 5 cose che vorremmo dalla serie tv
Più draghi e nani

Avvolta nella più totale segretezza, la serie che Amazon Prime Video vuole trarre dall’universo narrativo de Il Signore degli anelli sta tenendo sulle spine milioni di fan in tutto il mondo, mentre online circolano diverse ipotesi su cosa potrà succedere. Il regista Peter Jackson, fautore della doppia trilogia cinematografica che ha riportato in auge i capolavori di JRR Tolkien, pare che non sarà direttamente coinvolto nel progetto ma ha dato il suo beneplacito. Si parla dunque di una serie prequel e, alcuni piccoli indizi, farebbero pensare di un’ambientazione dalla Seconda era in poi: cosa accadrà dunque in questo ambizioso adattamento a episodi? È ancora presto per saperlo ma non tanto per esprimere qualche desiderio.

1. Un po’ di storie fondative

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L’unica certezza che si ha riguardo a questo adattamento seriale è che si tratterà di una storia prequel. Come detto, si parla di una collocazione temporale nella Seconda era, quindi è presumibile che saranno raccontate le origini di molti personaggi o di vicende che poi sono sfociate nelle storie dei film che abbiamo visto al cinema. Ci sono molti aspetti che vorremmo rappresentati sul piccolo schermo, a partire dalla creazione degli anelli: fu proprio Sauron sotto mentite spoglie a insegnare all’elfo Celebrimbor l’arte orafa secondo la quale vennero forgiati gli Anelli del potere.

Da questo fatto derivano un po’ tutte le vicende raccontate poi, dalla creazione dell’Unico anello alla battaglia dell’Ultima alleanza (in cui uomini ed elfi sconfiggono per la prima volta Sauron) fino a quelle rese più note dai titoli cinematografici. Altre origini suggestive da indagare sarebbero quelle degli Istari, ovvero gli stregoni come Gandalf, Saruman o Radagast, che derivano dagli spiriti semidivini chiamati Maiar; fra loro ci sono anche i misteriosi stregoni blu, inviati a un certo punto nell’estremo Est e mai più tornati.

2. La giovinezza di Aragorn

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Una delle ipotesi più insistenti degli ultimi mesi, ma che sembra ora tramontare, era quella di vedere rappresentate le vicende del giovane Aragorn. Ultimo discendente di Elendil e Isildur e legittimo erede di Gondor, è figlio di Arathorn II e sua moglie Gilraen: dopo la morte del padre viene cresciuto a Gran Burrone, con la sua vera identità che gli viene celata. Solo a vent’anni Aragorn viene a conoscenza della sua vera natura e inizia un viaggio che lo porterà a diverse peregrinazioni.

Quando lo vediamo ne Il Signore degli anelli, infatti, pur mantenendo un aspetto ancora giovane, Aragorn (essendo discendente dei Dúnedain, umani che vivono il triplo del consueto) ha già quasi 90 anni. In precedenza, aveva conosciuto Gandalf e per lui vegliava sulla Contea, aveva prestato servizio col nome di Thorongil presso i re Thengel e Ecthelion II e si era messo all’inseguimento forsennato di Gollum: tutte avventure che potrebbero essere sia inedite sia familiari per gli spettatori.

3. Attori dal cast originale

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Essendo una storia prequel, è normale che la serie vedrà un cast di attori per la maggior parte nuovo, sia che si tratti di personaggi mai visti prima sia di versioni più giovani di figure più familiari. Eppure sarebbe bello ritrovare anche in questa versione a episodi dei volti familiari che diano una specie di continuità. In questo senso verrebbero in soccorso gli elfi immortali come Elrond, Thranduil e Galadriel; l’unico problema a questo punto sarebbe l’alta levatura degli attori coinvolti (rispettivamente Hugo Weaving, Lee Pace e Cate Blanchett) che difficilmente si presterebbero a impegni seriali troppo consistenti (e poco remunerativi).

Ci si potrebbe accontentare di alcuni prestigiosi cameo. E, ammesso che le vicende narrate si possano spostare anche verso la Terza era, si potrebbe considerare anche un’incursione di Ian McKellen alias Gandalf, ovvero il personaggio che aveva fatto da trait-d’union anche fra i film de Il Signore degli anelli e quelli de Lo Hobbit.

4. Personaggi mai visti prima

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Le cinque stagioni della serie de Il Signore degli anelli potrebbero essere un’occasione anche per rappresentare sullo schermo alcuni personaggi inventati da Tolkien e amati dai lettori che però nelle versioni di Jackson, per svariate ragioni, non furono inseriti. Un esempio è la figura di Tom Bombadil, essere indefinibile, un personaggio buffo ed enigmatico che compare ne La compagnia dell’anello e in alcune poesie a lui dedicate. Allegro e canterino, vive nella Vecchia Foresta con la moglie e, visitato da Frodo e compagni, non subisce l’influenza dell’Unico anello né diventa invisibile quando lo indossa: alcune ipotesi lo vogliono come uno degli Ainur, figure angeliche dell’universo tolkeniano.

Altri personaggi che per ora si sono visti solo nei libri sono anche Ghân-buri-Ghân e la sua stirpe di Drúedain, esseri pelosi e tarchiati che vivono nella Foresta druadana e si oppongono a Sauron; Glorfindel, elfo dalla vita lunghissima e dalle imprese mirabili, entrato nella leggenda (molte delle sue azioni sono stati attribuite nei film ad Arwen); o ancora il pavido Grassotto Bolgeri, amico di Frodo che lo accompagna nell’avventura fino a prima della Vecchia Foresta ma che fugge a casa spaventato all’arrivo dei Cavalieri neri.

5. Più draghi e nani

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Rispetto alla trilogia iniziale, i film de Lo Hobbit (pur coi loro difetti) hanno avuto il pregio di aver dato centralità alle tante creature che popolano l’immaginario di Tolkien, in particolare nani e draghi. Visto il grande appeal che le storie fantasy e in particolare quelle legate ai mostri sputafuoco (non serve neanche citare Game of Thrones), sarebbe interessante o plausibile nella serie andare a scovare nella ricca cronologia di eventi nella Terra di Mezzo attinenti a questi temi.

Un esempio? Gli avvenimenti accaduti attorno al 2570, quando fanno la loro ricomparsa di draghi del Nord e iniziano a perseguitare i nani, questo già 200 anni prima che Smaug si installasse nella montagna custodendo gelosamente il tesoro dei nani. Ma Tolkien nomina anche altri draghi leggendari, come il primigenio Glaurung, oppure il primo drago alato Ancalagon o ancora Scatha, detto il Verme perché sprovvisto d’ali.

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