Recensione Xiaomi Mi 9, tanta potenza a un prezzo imbattibile (ma look “meh”)

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Xiaomi Mi 9
Xiaomi Mi 9
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Xiaomi Mi 9
Xiaomi Mi 9
Xiaomi Mi 9
Xiaomi Mi 9
Xiaomi Mi 9
Xiaomi Mi 9
Xiaomi Mi 9
Xiaomi Mi 9
Xiaomi Mi 9
Xiaomi Mi 9
Xiaomi Mi 9
Xiaomi Mi 9
Xiaomi Mi 9
Xiaomi Mi Mix 3 5G
Xiaomi Mi Mix 3 5G
Xiaomi Mi Mix 3 5G
Xiaomi Mi Mix 3 5G
Xiaomi Mi Mix 3 5G

Con l’annuncio dell’arrivo in tutto il mondo di Xiaomi Mi 9, il gruppo cinese ha lanciato un guanto di sfida nei confronti di almeno una mezza dozzina di avversari di alto profilo. Mai come quest’anno lo smartphone di punta di Xiaomi si pone l’obbiettivo battere ogni record in termini di rapporto qualità-prezzo, e le premesse sono ottime: l’aggeggio racchiude tutto ciò che gli utenti smartphone chiedono a gran voce dai dispositivi degli ultimi mesi — dalla tripla fotocamera alla ricarica wireless, passando per il più veloce processore in circolazione — proponendosi a un prezzo decisamente concorrenziale.

Il look, va detto, non è il più originale in circolazione. Le linee di Mi 9 ricordano molto quelle di iPhone, anche se Xiaomi ha fatto di tutto per dare al dispositivo una sua personalità: il profilo incurvato della cover posteriore in vetro, i gradienti di colore impiegati, il notch a goccia del display e l’anello multicolore attorno alla fotocamera zoom sono tocchi che infondono carattere al dispositivo differenziandolo dagli altri. La qualità costruttiva inoltre è ottima e l’ergonomia buona, nonostante le dimensioni generose del gadget; da segnalare da questo punto di vista c’è soltanto la sporgenza della tripla fotocamera, che senza una cover aggiuntiva (Xiaomi ne fornisce una trasparente nella confezione) si nota veramente molto.

Una volta acceso, il gadget inizia veramente a sorprendere. Il display è infatti un’ottima unità oled da 6,4 pollici full hd che nessun utente comune saprebbe distinguere da quella presente su un dispositivo più costoso. Preciso nella riproduzione dei colori e ben visibile anche sotto la luce del sole, il pannello del dispositivo è racchiuso in cornici di larghezza decisamente ridotta, e il notch a goccia che ospita la fotocamera frontale quasi non si nota neppure.

Xiaomi Mi 9 inoltre si lascia utilizzare con piacere. Chi è abituato alle versioni più pure di Android dovrà abituarsi all’interfaccia grafica Miui sviluppata dal gruppo cinese, che però dopo un po’ di abitudine si rivela comoda da usare. Graficamente curato, il software porta in dote diverse chicche, tra le quali uno spazio privato dedicato ai contenuti più sensibili, la possibiltà di utilizzare più istanze della stessa piattaforma social o app di messaggistica e un sistema di navigazione tramite gesture tra i migliori in circolazione, che permette di mandare in pensione i tasti di Android senza troppi rimpianti.

Tutto è mosso da un comparto hardware che non scende a compromessi. Grazie al processore Snapdragon 855 a bordo, Xiaomi Mi 9 è riuscito infatti a posizionarsi primo nelle ultime classifiche AnTuTu, davanti anche a Galaxy S10 Plus. Qui è dotato di 6 gb di ram e si dimostra si dimostra all’altezza delle aspettative e fulmineo nel gestire ogni compito affidatogli, mentre la batteria da 3300 mAh arriva tranquillamente a fine giornata e supporta sia la ricarica rapida che una veloce ricarica wireless da 20 W (entrambe disponibili con caricatore e base di ricarica acquistabili a parte).

Lato connettività non mancano lte gigabit, bluetooth 5.0 e wifi ac. A bordo sono presenti anche antenna gps a doppia frequenza, led frontale per le notifiche e un tasto fisico laterale che può richiamare l’Assistente Google in ogni momento. A mancare sono audio stereo, slot per jack cuffie da 3,5 millimetri ed espansione di memoria tramite schede microsd, mentre il lettore di impronte digitali infine è posizionato sotto il display ed è una unità di tipo ottico che riconosce il proprietario in modo accurato e più veloce della media (relativa a questa tipologia di lettori, comunque più lenti di quelli classici).

Il sistema di fotocamere infine fa leva su una tripla unità posteriore composta da un sensore primario da ben 48 Mpixel con obbiettivo f/1.8, un sensore da 12 Mpixel con obbiettivo zoom 2x e uno da 16 Mpixel con grandangolo da 120 gradi. La combinazione resta inferiore a quella dei migliori smartphone sulla piazza, ma è comunque in grado di regalare risultati degni di nota. Il sensore principale da 48 Mpixel è meglio lasciarlo agire nella modalità automatica, che produce scatti da 12 impossibli da ingrandire ma dai dettagli più accurati; la modalità notturna soffre per l’assenza di una stabilizzazione ottica ma restituisce comunque scatti impossibili da ottenere su qualunque telefono di pari prezzo; lo zoom e il grandangolo infine, pur non producendo scatti di qualità comparabile a quelli del sensore principale, permettono comunque di divertirsi con un’ampia varietà di punti di vista. Bene anche i video, ben stabilizzati e disponibili sia in 4K che in slow motion a 960 fotogrammi al secondo (in risoluzione hd), mentre delude leggermente invece la fotocamera frontale.

Xiaomi Mi 9 non è un dispositivo per chi cerca la perfezione assoluta: di difetti ne ha, e a ben cercare si notano. Da un design che non è un inno all’originalità a un’interfaccia grafica piacevolmente diversa dalle altre ma non priva di imprecisioni, passando per l’assenza di alcuni extra dalla scheda tecnica. Allo stesso tempo però si tratta di un gadget che centra il bersaglio sotto un buon numero di aspetti importanti per il pubblico cui fa riferimento: la piattaforma hardware è la più veloce in circolazione, le tre fotocamere sono versatili come poche sul mercato, la ricarica wireless rende più semplice tenere la batteria del dispositivo sempre sopra la soglia di sicurezza, la memoria a disposizione è abbondante e il display è sorprendente.

Il tutto a un prezzo mai visto: 449 euro per la variante da 64 gb di memoria interna e 529 per quella da 128. Senza chiamare in causa Samsung, Apple, Huawei e le altre — che vendono i propri prodotti di punta a più del doppio ma che si rivolgono a un’altra tipologia di pubblico — si tratta di un’offerta competitiva anche rispetto a quella di aziende come OnePlus e Honor, che hanno fatto sfiorare ai loro ultimi gadget di punta la soglia dei 560 e addirittura dei 700 euro.

Wired
Rapporto qualità-prezzo difficile da trascurare. Il primo in Italia con processore Snapdragon 855.

Tired
Si poteva azzardare qualcosa in più nel design. Manca di una caratteristica veramente di spicco.

Voto
8

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