5 motivi per recuperare Halt and Catch Fire

0
16
Questo post è stato pubblicato da this site
Gli albori di pc e internet
Dal garage texano alla Silicon Valley
Il fuoco della creazione
Informatica al femminile
Gli anni Ottanta o oggi?

L’11 marzo 2019 ha fatto il suo debutto su Rai4 (ma si può seguire anche in streaming su RaiPlay) una nuova serie, anche se più esattamente dovremmo dire che si tratta di una vecchia serie: Halt and Catch Fire, infatti, aveva fatto il suo debutto nel giugno 2014 sul canale americano Amc (lo stesso di Mad Men, Breaking Bad e The Walking Dead) per terminare dopo quattro stagioni nel 2017. Creata da Christopher Cantwell e Christopher C Rogers, al loro primo ingaggio in un progetto televisivo, la serie non ha mai sfondato in termini di ascolti ma si è guadagnata nel tempo non solo ottime recensioni da parte della critica ma anche un seguito di culto, anche grazie alla sua presa brillante sui temi trattati. Ecco alcuni dei motivi per cui il suo arrivo anche da noi è un’ottima notizia:

Gli albori di internet e dei pc

Il titolo viene da Halt and Catch Fire (abbreviato in Hcf), ovvero l’istruzione in codice di programmazione assembly che, secondo diverse leggende metropolitane, avrebbe causato il blocco della Cpu dei primi personal computer (in particolare dell’Ibm System 360), costringendo al reset come unica soluzione. Non è un dettaglio da poco visto che questa serie, le cui prime storie sono ambientate proprio nel 1983, ruota attorno all’accesa rivalità fra i primi produttori di Pc, seguendo negli anni successivi gli altri aspetti del boom tecnologico americano.

Nella prima stagione l’imprenditore Joe MacMillan (Lee Pace, visto poi come Ronan l’Accusatore nei film Marvel) e la sua azienda Cardiff Electric tentano di conquistare il mercato copiando uno dei pc più rappresentativi della Ibm, grazie all’aiuto dell’ingegnere informatico Gordon Clark (Scoot McNairy) e della geniale programmatrice Cameron Howe (Mackenzie Davis). Nella seconda e terza stagione il focus si sposta sulla community di gaming online Mutiny, fondata da Cameron e da Donna (Kerry Bishé), la moglie di Gordon. Infine la quarta tratta la competizione fra i vari motori di ricerca, mercato in cui i nostri protagonisti si gettano con la solita determinazione.

2. Dal garage texano alla Silicon Valley

9856704623e37332840a993b81021326

La serie è utile per comprendere i lati meno raccontati della rivoluzione tecnologica degli Stati Uniti negli anni Ottanta. Tutto nasce dall’esperienza personale di uno dei due autori, Cantwell, cresciuto nella città di Plano, Texas, dove si trasferì dopo che il padre aveva trovato lavoro nell’azienda informatica Uccel Corp. Con gli anni Cantwell scoprì l’importanza strategica del luogo in cui era nato: la cosiddetta Silicon Prairie di Dallas-Fort Worth è stata infatti una location seconda solo alla Silicon Valley di San Francisco in quanto a concentrazione di start-up, professionisti e brevetti che diedero impulso al boom dei pc.

Uno dei motivi per cui il network Amc si decise a finanziare la serie fu proprio l’idea di raccontare un luogo prima inesplorato nella mitologia dell’innovazione americana, Dallas appunto, e la convinzione che non si dovessero per forza nominare le grandi icone (forse abusate) come Bill Gates e Steve Jobs. Le stagioni di Halt and Catch Fire seguono dunque, con vari salti temporali, l’evoluzioni delle aziende e dei progetti legati prima ai computer e poi agli albori del web, inevitabilmente attraendo i suoi personaggi, però, verso la forza centripeta della Silicon Valley, dove finiranno negli ultimi episodi.

3. Il fuoco della creazione

tenor

Uno degli aspetti più affascinanti di Halt and Catch Fire è proprio l’andare a indagare storie laterali e minori di una rivoluzione che ebbe, e ha, diverse luci e ombre ma che qui è esplorata senza la retorica innovatrice delle grandi compagnie o delle start-up più famose. Quella che però rimane è la brama di produrre qualcosa di nuovo e, in fondo, di cambiare il mondo, ma soprattutto il proprio mondo: “I computer non sono la cosa importante, sono la cosa che ti porta alla cosa più importante”, si sente dire a un certo punto della serie. I protagonisti dunque si trovano a dover affrontare un’innovazione dietro l’altra, cercando di aggrapparsi al cambiamento non solo per un ideale astratto, ma anche per mettere alla prova le proprie capacità e le proprie passioni.

Creando nuove versioni di computer, nuove community o nuovi motori di ricerca, fallendo e tentando di nuovo, i protagonisti cercano di creare anche migliori versioni di sé stessi. Spesso però al fuoco della creazione consegue anche la distruzione, soprattutto a livello personale, dove si mostra come sia difficile calare nella realtà la determinazione la convivenza: il matrimonio di Gordon e Donna, ad esempio, naufraga sotto il peso degli attriti professionali; Cameron, impegnata in una relazione a corrente alternata con Joe, fatica a fidarsi di lui proprio per la sua sfrenata ambizione; un altro personaggio, Rya, farà una brutta fine avvertendo però dei pericoli che sarebbero potuti derivare dal connettere i computer del mondo. Qui la tecnologia più di cambiare il mondo cambia le persone, ed è questo il risvolto intrigante.

4. Informatica al femminile

tumblr_oldhw6kMxY1saziaho1_500

Il mondo dell’informatica è sempre stato raccontato come un universo prevalentemente maschile, anche se non c’è da dubitare che siano state molte donne ad aver dato il loro contributo pur essendo relegate nell’ombra. Rinfrancante è dunque vedere come Halt and Catch Fire faccia della sua componente femminile un cuore pulsante di tutta la narrazione: la seconda stagione, in effetti, sembra quasi un piccolo reboot, spostando l’attenzione sulle due protagoniste femminili, Cameron e Donna, che prendono in mano il proprio destino e sfruttano le proprie brillanti capacità per fondare un loro progetto, ovvero Mutiny, una community online di videogiocatori.

Fin dall’inizio, Donna ad esempio non è la classica donna brillante relegata a un ruolo subalterno, ma è una degli ingegneri informatici dell’azienda in cui lavora, la Texas Instruments, non dimenticandosi però di sostenere il marito nel suo progetto alla Cardiff Electric e di crescere due figlie al contempo. Cameron è una giovane ribelle, capace di mirabolanti processi di reverse engineering così come di hackerare banche nazionali, dando filo da torcere a qualsiasi collega maschio in circolazione. Fra alti e bassi i loro personaggi crescono (e si scontrano) per tutte le quattro stagioni.

5. Gli anni Ottanta oppure oggi?

ad18867396b4d0248b601c892f9768df

Immersi in grigi uffici pieni di cubicoli e tappezzerie, oppure circondati da computer e pezzi di robotica che agli occhi di oggi sembrano lontani anni luce, i personaggi di Halt and Catch Fire si muovono in una collocazione storica che non può che essere quella degli anni Ottanta e successivamente dei primi Novanta. A sottolineare questo fatto, oltre ai chiari indizi ambientali, è anche un uso sapiente della colonna sonora, che passa da pezzi dei Clash ad altri dei Creedence Clearwater Revival, da Bonono ai Pixies, fino all’immancabile David Bowie (con Absolute Beginners, non a caso).

Ma un altro elemento di forza di una serie come questa è che proietta già all’epoca alcuni dei dubbi e ambiguità che caratterizzano il nostro rapporto attuale con i mezzi informatici. Il personaggio di Pace, Joe MacMillan, è ad esempio sicuramente un imprenditore visionario e coraggioso, ma molto spesso appare inesorabilmente anche come un conclamato ciarlatano. Il fatto che tutti loro si ostinino a cercare nei computer il loro destino e la loro fortuna getta poi lunghe ombre su quella che è la società delle start-up di oggi, spesso effimera e inconcludente. Il successo che questi personaggi vivono è sempre oscurato da un sogno più grande o da un obiettivo più ambizioso. La serie stessa si conclude con un nuovo progetto, come se anche nel passato l’unica cosa che conta è sempre e solo il futuro.

The post 5 motivi per recuperare Halt and Catch Fire appeared first on Wired.