Detective Monk: su Amazon un classico delle serie procedurali

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Dal 15 marzo è disponibile su Amazon Prime Video con tutte le sue otto stagioni il procedurale incentrato sull’investigatore che soffre di manie ossessivo-compulsive. Adrian Monk, omino di mezz’età sempre vestito con un orrido completo marrone e con la camicia chiusa fino all’ultimo bottone, è il protagonista assoluto di questa curiosa serie poliziesca via cavo che prima di The Walking Dead è stata la più popolare tra gli show delle pay tv. Il suo debutto risale al 2002 e nel corso di quasi un decennio di vita raccolse svariati premi, compresi Golden Globe ed Emmy come migliore attore al protagonista Tony Shalhoub, ora nel cast di La fantastica Signora Maisel, ai tempi noto ai seguaci della fantascienza per la partecipazione a cult anni ’80 e ’90 come Men in Black e X-Files (era l’uomo che risucchiava malcapitati nella sua ombra).

MONK -- "Mr. Monk and the Captain's Wife" Episode 14-- Pictured: (l-r) Tony Shalhoub as Adrian Monk, Ted Levine as Captain Leland Stottlemeyer, Jason Gray-Stanford as Lt. Randall Disher -- (Photo by: USA Network/NBCU Photo Bank via Getty Images)

In Detective Monk (in originale, Monk), Shalhoub è un brillante ex poliziotto di San Francisco vittima di un tracollo psicologico all’indomani della morte misteriosa dell’adorata moglie. Prostrato dal dolore e da una lunga lista di fobie esplose di conseguenza, torna a lavorare come consulente esterno del Dipartimento Omicidi sotto l’egida del rude – ma tutto sommato compassionevole – Capitano di Polizia Leland Stottlemeyer (Ted Levine, il famigerato serial killer Buffalo Bill di Il silenzio degli innocenti). Monk non sopporta lo sporco, gli spazi aperti e l’interazione con l’umanità in generale; ansioso, nevrotico e insicuro, è perseguitato dal senso di colpa per non aver mai risolto il caso della moglie e… dai germi. Fin dalla prima stagione la sua funzionalità dipende dal sostegno di un’infermiera specializzata – poco fine ma estremamente pratica – di nome Sharona (Bitty Schram), che lo tiene pazientemente in riga e porta a compimento, a livello pratico, tutto quello che lui non riesce a fare (principalmente toccare cose sulle scene del crimine e fuori). Insieme sono una strana coppia, e il metodo di lavoro che hanno brevettato funziona anche quando questa se ne va e viene sostituita da una nuova assistente, Natalie.

MONK –– "Mr. Monk and the Genius" –– Pictured: Tony Shalhoub as Adrian Monk –– USA Network Photo: Isabella Vosmikova
Monk è uno dei migliori detective della serialità americana che risponde alla formula, consolidata nel genere, del genio investigativo bislacco: prima di lui c’era Colombo, dopo, tanti altri poliziotti o consulenti di cui le forze dell’ordine, frequentemente inadeguate, hanno bisogno per risolvere omicidi complicati (basti pensare a The Mentalist, Psych, Wire in the Blood, Luther, Endgame, Bones e la squinternata versione dell’Holmes letterario di Sherlock). Nel corso di 124 episodi, l’intuito freddo e analitico eppur quasi soprannaturale dell’investigatore è il fulcro dello show. Tuttavia, la fonte del fascino della serie è Monk con la sua statura tragica ma senza l’aura eroica (o antieroica) di alcuni suoi eredi. È un ometto qualsiasi che lotta quotidianamente con fobie terrificanti e un lutto che lo divora. La serie alterna momenti in cui Adrian si lascia letteralmente fagocitare dalla prostrazione, specialmente quando lo spettro dell’omicidio della moglie torna a perseguitarlo, a frangenti comici deliziosi, con il protagonista che sfoga tutta la sua insofferenza per il mondo che lo circonda e si produce in siparietti assurdi scaturiti dall’incapacità di gestire le proprie fissazioni.

MONK -- "Mr. Monk Goes to Back to School" Episode 1 -- Pictured: Tony Shalhoub as Adrian Monk -- (Photo by: USA Network/NBCU Photo Bank via Getty Images)

Sharona prima e Natalie (in misura minore poi) sono partner eccellenti: l’infermiera che assiste Monk nella sua lotta con il mondo esteriore genera con quest’ultimo una sintonia amena e inedita, come strana e accattivante la relazione che i due, tra affetto e fastidio, coltivano nonostante carattere, estrazione sociale, stile di vita e obiettivi diametralmente opposti. La bravura di Shalhoub nel non esagerare con i toni da commedia – così da sconfinare nella parodia – e con quelli tragici – tanto da risultare melodrammatico – non smette mai di stupire. Anche i personaggi di contorno, sviluppati in funzione del protagonista, sono ben costruiti, a partire del Capitano, spesso costernato dalle manie di Monk. Da citare pure lo psicoteraupeta, con cui il vedovo ha una relazione di dipendenza e per la cui attenzione – che Adrian vorrebbe esclusiva – si scontra frequentemente con un altro paziente, generando situazioni comiche. Le indagini degli omicidi che puntualmente Adrian risolve seguono un formato abbastanza classico che ancora oggi funziona, tuttavia, il vero motivo per riguardare questa serie o scoprirla resta lui, il nevrotico e mite investigatore che soffre di disturbi ossessivo compulsivi.

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