I 10 anni di Wired raccontati con i dati

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Wired1087 numeri in edicola, altrettante copertine, ognuna con una testata di un colore diverso (o quasi, come si vedrà). Quindi 136 protagonisti che con il loro volto sono finiti su queste copertine. Oltre a centinaia di parole che raccontano i temi affrontati in questo decennio. Sì, questa è la storia dei primi dieci anni di Wired raccontata con i dati.

Un racconto che inizia già con l’immagine che apre questo pezzo. Realizzata rappresentando i colori che, di volta in volta, ha assunto la testata. Ovviamente, è una proporzione: sull’immagine i punti sono quasi mille. Ma, insomma, da l’idea di quale siano i colori che la scritta Wired ha assunto in questi dieci anni. Per i geek della grafica, il più utilizzato è il bianco con codice esadecimale #FFFEFD. Che è stato scelto per ben 18 volte per finire sulla copertina della rivista.

Bene, ma di cosa si è parlato in questi 87 numeri? Principalmente di scienza, ma anche di economia.

L’infografica fa riferimento ai primi 74 numeri. Dal 75simo, infatti, Wired è cambiato per trattare in ogni numero un tema ad ampio spettro. E incasellare argomenti come il tempo o la semplicità in un’unica categoria è praticamente impossibile. Già, le categorie. Sono quelle nelle quali sono suddivisi i vari argomenti sul sito che state leggendo in questo momento.

Il risultato è che in 19 copertine l’argomento era la scienza. Niente di sorprendente per una rivista che sul primo numero ha ospitato il premio Nobel Rita Levi Montalcini. Ce ne sono poi 15 con un taglio più economico, come quella del numero 69 dedicata a come si trova lavoro. E poi l’attualità, con l’iniziativa Hack the Expo e l’intervista a Gianroberto Casaleggio. Quindi Play, con l’intervista a Reed Hastings che ha anticipato lo sbarco in Italia di Netflix.

Per entrare più nello specifico dei temi finiti in copertina, abbiamo raccolto tutti i sostantivi in una wordcloud. Il risultato è questo:

Wired10-2

La parola più utilizzata è Italia, comparsa per 23 volte. Del resto, stiamo parlando dei dieci anni dell’edizione italiana di Wired. Seguono anni, nel senso dei prossimi, con 19 occorrenze, futuro con 17, mondo e e rete con 15. Rete che, in altre 13 occasioni, è stata chiamata internet.

Ora, un poeta banale potrebbe definire questi dieci anni di storia come un viaggio. Per raccontarlo, però, invece degli endecasillabi si è scelto di ricorrere ad una mappa:

Ogni punto rappresenta una delle località citate sulle copertine della rivista. Passando su un punto, un pop-up mostra il richiamo in prima pagina del pezzo. Si nota subito come manchi l’Australia, un continente che non è mai finito sulla cover di Wired. La concentrazione maggiore la si ha ovviamente in Italia, anche in posti insospettabili. Come Vedelago, piccolo comune trevigiano finito in copertina per come gestisce la raccolta dei rifiuti.

La curiosità? Fuori dai confini nazionali il posto più citato non è la Silicon Valley. Ma il Massachusetts Institute of Technology. Citato sul numero 4 con il racconto delle protesi realizzate dal professor Hugh Herr. E sul numero 35, quando Wired ha inviato Oliviero Toscani a raccontare le celebrazioni per il 150simo anniversario della prestigiosa università americana.

Ultimo tema di questo racconto data driven del decennale di Wired sono i protagonisti delle copertine, rappresentati in questa infografica:

I principali protagonisti sono gli esseri umani: sono ben 75 quelli finiti sulle copertine. Nel computo rientrano anche due bambini, un astronauta e uno stormtooper di Star Wars, comparso insieme a Victoria Cabello sul numero di agosto del 2010. Ah, e anche Zerocalcare e Lord Wired disegnati dal fumettista romano sulla copertina del novembre 2014, in occasione di uno speciale sull’edizione di quell’anno del Lucca Comics & Games.

Abbiamo poi 41 animali. Ci sono scimmie, gorilla, gatti, libellule e ragni. Si è scelto di rappresentarli con una farfalla perché sul numero 78 dell’autunno 2016 ne sono apparse ben 34. Il robot invece indica gli oggetti costruiti dagli umani finiti in copertina. Fossero robot o televisori, automobili o motori, la scelta è stata quella di rappresentarli tutti e 16 con il simbolo di un robottino.

Tra di loro c’è anche la DeLorean di Ritorno al futuro, apparsa nel numero di ottobre del 2010. Quindi le grafiche: in 11 occasioni in copertina ci sono finite parole o disegni. È successo, ad esempio, sull’ultimo numero, dedicato alle parole del 2019.

Infine, ci sono tre draghi. Davvero dobbiamo spiegare perché sulle copertine di Wired siano comparsi tre draghi? Lo facciamo con due indizi: il numero di luglio del 2015 fu dedicato alle serie tv. E il futuro di questi draghi sarà noto a partire dal 14 aprile. Tutto il resto è spoiler.

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