DeepBlue, l’intelligenza artificiale in salsa cinese debutta in Italia

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(Foto: DeepBlue)
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A poche ore dall’arrivo in Italia del presidente cinese Xi Jinping – con annesse polemiche sul memorandum per la nuova Via della seta – sbarca nel Belpaese una delle più interessanti realtà cinesi nell’ambito dell’intelligenza artificiale. DeepBlue Technology, già presente in Europa e Australia (oltre a un piccolo centro in Silicon Valley) con una rete di vendita che copre 17 Paesi del mondo, è specializzata nei campi del futuro (e del presente): guida autonoma, robot intelligenti, microprocessori per l’Ai, vendita di soluzioni per smart city, sicurezza, istruzione e difesa. Fondata appena cinque anni fa da un gruppo di ricercatori, apre ora una sede italiana, a Roma, che arriverà a occupare una cinquantina di persone.

DeepBlue Technology ha alle spalle una serie di joint venture di livello. Per esempio con Aeon Group of Japan e Greenland Group, una delle società Fortune Global 500. Ha anche avviato collaborazioni congiunte di lavoro specializzate nell’intelligenza artificiale, internet delle cose, chip e altri campi con diverse altre imprese di livello mondiale di intelligenza artificiale, tra cui i giganti IntelHaier e Lenovo, costruendo una rete di ricerca scientifica globale nel settore.

IMG-20190321-WA0008Insomma, una fucina di brevetti, algoritmi originali e soluzioni tecnologiche incorporate in una serie di prodotti realizzati per terze parti o venduti direttamente, tanto che il team principale di ricerca e sviluppo è stato premiato in più competizioni internazionali.

Il gruppo cinese – occupa 1.100 persone in patria ma molte di meno in Europa, nell’ordine di qualche decina – ha inoltre fondato in giro per il mondo istituti scientifici universitari focalizzati sulla scienza, lo sviluppo e la ricerca nel campo dell’intelligenza artificiale.

All’attivo anche una serie di partnership di alto livello con l’università di Harvard o col laboratorio nazionale e l’università del Lussemburgo (con cui ha aperto il suo Centro europeo di ricerca scientifica, il quartier generale nel Vecchio Continente). In Europa sono stati creati per esempio altri tre laboratori per la ricerca ad ampio spettro su robot intelligenti, sicurezza dei dati finanziari, blockchain e manifattura di precisione.

(foto: DeepBlue)
(foto: DeepBlue)

In questi mesi sta iniziando un nuovo ciclo per l’Italia e la Cina, il significato di questo passo è molto profondo e apre la strada verso nuovi accordi futuri. L’Italia è un nostro punto di riferimento per le tecnologie e la cultura. Siamo qui per dimostrarvi le nostre qualità” ha spiegato l’amministratore delegato, Anderson Chen.

Il vicepresidente David Duan ha aggiunto: “Ci interessa anche valorizzare le startup locali, lanciandole sui mercati europeo, cinese e statunitense. E niente paura del futuro: i lavori creativi saranno ancora fatti dalle persone, l’intelligenza artificiale eliminerà la parte noiosa della faccenda. Fra l’altro, il sud Europa correrà di più in termini di intelligenza artificiale rispetto al resto del continente”.

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(Foto: DeepBlue)

Ma quali sono queste soluzioni? DeepBlue ha sviluppato tecnologie davvero a 360 gradi. Si va dalla guida autonoma e alla navigazione in particolare di veicoli per uso commerciale ai robot intelligenti in grado di pianificare il percorso in base alla tecnologia di ricostruzione dello spazio visivo (dal Panda Ai Bus agli aspirapolvere, dalle macchine per la logistica a quelle che sostituiscono i concierge in hotel) fino alla biometria (dai sensori per entrare in auto a quelli per imbarcarsi in aereo col palmo della mano o per acquistare snack alle macchine automatiche, chiamati TakeGo).

Il gruppo cinese progetta e sviluppa su misura anche microchip dedicati ai diversi settori industriali, ha inventato un sistema di riconoscimento della grafia (fiore all’occhiello) che trasferisce gli appunti dell’insegnante in documenti digitali direttamente sui dispositivi degli studenti, e una piattaforma che gestisce i big data per coordinare i semafori e i parcheggi cittadini nelle grandi città. Largo anche alla sicurezza con i robot-poliziotto battezzati Wall-E.

Stati Uniti e Cina hanno l’uno bisogno dell’altro – ha spiegato Chen, che fa parte del nucleo originario di ingegneri che nel 2014 ha lanciato DeepBlue, a Wired -. Non sono affatto spaventato delle tensioni politiche di questi mesi. Il mondo ha necessità di uno sviluppo forte come quello che ha vissuto la Cina negli ultimi vent’anni, con un Pil spesso cresciuto a doppia cifra, e della sua capacità produttiva. D’altra parte continua anche ad avere bisogno dell’esperienza statunitense”.

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