Ricordi? non racconta l’amore ma la memoria che lo rielabora

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Ci era mancato Valerio Mieli. Aveva esordito nel 2009 con Dieci inverni ed era apparso subito come un raggio di sole nel panorama del cinema italiano con quel film sentimentale dotato di grande senso della storia e della rarissima capacità di fare del romanticismo sfacciato senza mai passare per tutti i consueti luoghi comuni del cinema, senza passare dentro impronte lasciate da altri, senza le corse a perdifiato e le frasi fatte. Dieci inverni era insomma un film sentimentale e lo era in una maniera unica e personale. Ricordi? adesso è il suo secondo film, 10 anni dopo (!) il primo, e con un ritardo incredibile conferma tutto quel che di buono si poteva ipotizzare allora.

Siamo di nuovo dalle parti di una storia romantica e non mancano alcuni elementi in comune con Dieci inverni, a partire dallo scorrere del tempo come condizione determinante per lo studio del sentimento, per finire nella storia che è tale anche quando i due coinvolti sono separati e la lontananza come impedimento (e se vogliamo anche il ricorrere e l’uso di elementi come la neve). Per il resto tuttavia siamo davvero da altre parti, Ricordi? è un film che cerca di coniugare la natura commerciale di una grande storia d’amore con Luca Marinelli nel ruolo principale, al cinema sperimentale, un tentativo che non vuole cacciare il pubblico ma mostrargli qualcosa di diverso dal solito.

Film Ricordi con Luca Marinelli

Lui e Lei (non hanno nomi) si incontrano, si amano, poi arrivano i problemi e le difficoltà ma noi viviamo tutto ciò attraverso i loro ricordi. Non vediamo la storia in maniera canonica e ordinata ma come i due la ricordano, quindi spesso vediamo lo stesso momento due volte, ricordato dall’uno e poi dall’altro e quindi non sarà esattamente identico, perché ognuno ha memorizzato dettagli diversi o magari pone un’enfasi maggiore su certi elementi oppure ha in testa contesti e abiti completamente diversi. Vediamo attimi cruciali con la grandezza che solo un ricordo sa dargli e viviamo l’estasi con il piacere dei ricordi positivi.

La storia tra i due è di incredibile semplicità e ordinarietà, un rapporto importante nella vita di due persone che si svolge più o meno seguendo le direzioni e le svolte che capitano a tutti, eppure la maniera disordinata con cui lo vediamo (memore di Se mi lasci ti cancello al pari di (500) giorni insieme, L’anno scorso a Marienbad e tutto il cinema che racconta disordinatamente qualcosa di semplice) gli conferisce l’epica che per ognuno hanno i propri ricordi. Non importa che forse non c’era davvero la neve in quel momento così tenero, che forse non erano così soli quando si conobbero o che non era un giorno di sole quello in cui furono così felici, una volta tanto un film ammette la falsità del suo racconto e anzi parte da questa, da scene piegate e modificate dai sentimenti.

Ricordi-2017-Valerio-Mieli-007

Anche per questa ragione non è difficile passare sopra a qualche eccesso di zuccherosità a qualche momento non proprio riuscito. Ricordi? è un film che rischia tantissimo, non vuole mai giocare una partita facile, né intende fare la scelta più sicura, ma anzi cerca di essere unico. Lo si può amare alla follia come farsene respingere, è quello che capita con tutte le opere che prendono posizioni molto nette. La parte strana è un’altra, cioè il fatto che in questo buon film sia Luca Marinelli a funzionare meno di tutti. Questo attore che fino ad ora non era mai riuscito a sbagliare un film o un’interpretazione qui sembra l’imitazione di se stesso, eccessivamente ombroso e introverso, poco funzionale alla storia e coinvolto negli eventi, mentre la sua controparte, Linda Caridi, lavora per due e crea da sé il mood dei ricordi, i diversi momenti della storia d’amore e la fatica del cercare di rimanere insieme nonostante tutto.

Ed è davvero rinfrescante vedere un film in cui la storia è guidata dalle sensazioni più che dalla trama (molto semplice), in cui sono le immagini a fare la differenza e guidare la comprensione dello spettatore, in cui alla fotografia è dedicata l’attenzione che solitamente va alla sola recitazione, in cui il montaggio è l’arma determinante per la riuscita della produzione (non solo il ritmo che conferisce alle scene ma anche il complicato incastro di storie, momenti e svolgimenti, il puzzle da assemblare e disassemblare continuamente per arrivare a questo mosaico solo apparentemente caotico). Finalmente un film che afferma di essere diverso dagli altri e si prende la responsabilità delle proprie ambizioni!

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