Recensione Asus VivoWatch BP, lo smartwatch dedicato alla salute

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Il futuro degli smartwatch e più in generale del wearable è la specializzazione. Il VivoWatch BP (199,99 euro) di Asus è un classico esempio di questa tendenza: si tratta di un dispositivo da polso dedicato al mondo della salute e del benessere in grado d’analizzare – più a fondo dei tradizionali smartwatch e tracker – una serie di parametri relativi allo stato di salute di chi lo indossa come per esempio la pressione sanguigna. È una direzione in cui strizzava l’occhio anche il Watch Serie 4 di Apple e siamo convinti che a seguire i due brand su questo terreno saranno nei prossimi mesi anche tante aziende già di questo mercato e qualche nome inedito.

A caratterizzare VivoWatch BP oltre all’originale forma ovaleggiante e piatta, per un peso contenuto di 35 grammi, sono i due sensori: l’ECG medicale posto sul retro destinato a misurare il battito cardiaco e l’ottico PPG sull’anteriore che consente la rilevazione della pressione in un tempo dichiarato di 15 secondi, il tutto senza ulteriori accessori o i classici strumenti del medico. Un volta posizionato il dito sul sensore, inizialmente l’ECG determina la frequenza cardiaca, poi il dispositivo PPG misura il flusso di sangue nel dito, quindi un algoritmo calcola la pressione arteriosa in base alle informazioni ottenute. Come detto, si tratta di un calcolo estrapolato in base a diversi parametri e non una misurazione reale (e quindi più veritiera) come potrebbe essere quella effettuata con strumenti medicali.

Noi lo abbiamo paragonato i valori ottenuti con i recenti risultati di una visita medico-sportiva agonistica e possiamo affermare che sono attendibili. Si tratta però di una nostra prova sul breve termine, un test di parecchie settimane con l’ausilio di un team medico sarebbe più fedele, ma al momento complicato da realizzare. La pressione (sistolica e diastolica) e il battito cardiaco sono elaborati dall’app HealthConnect assieme ad altri dati relativi al movimento e al sonno rilevati dal dispositivo, mentre la tecnologia HealthAI suggerisce come migliorare il proprio stile di vita.

L’azienda taiwanese sul terreno dell’heath care anticipa tutti con un modello che si distingue grazie ad un buon rapporto qualità prezzo e un hardware di tutto rispetto, in particolare considerato il target a cui è destinato. VivoWatch BP non sostituisce il medico, ma può semplificare una serie d’operazioni e ottimizzare la misurazione di parametri relativi alla salute, il tutto con una spesa abbordabile. Più che sul singolo dato lo strumento Asus è efficace in particolare se si desidera esaminare un andamento giornaliero o settimanale. L’interfaccia dell’app HealthConnect è frendly user, ma non si può dire lo stesso per la configurazione e, più in generale, per l’esperienza utente collegata al prodotto. Un aspetto su cui Asus ha ancora tanto da migliorare e da cui deve forse imparare dai concorrenti.

Il design è funzionale ed ergonomico, a parte il tipo di silicone usato per il braccialetto ancora carente in termini di morbidezza e feeling. L’appeal estetico è quasi inesistente, difetto non da poco considerato che i device da polso tech diventano sempre più parte dello stile di vita di una persona, ma forse il VivoWatch BP potrà continuare a farne a meno se si posiziona solamente come “device tecnico” o medicale.

L’interfaccia touch è poco reattiva e a questa s’aggiunge un menu non troppo comprensibile in quanto a meccanismi. Paragonate a quelle degli altri smatwatch le funzioni dedicate allo sport sono minimaliste, si tratta del conteggio dei passi, il monitoraggio della corsa e poco altro. La durata della batteria, dichiarata di 28 giorni, con uso intenso è arrivata a una ventina.

Wired: originalità, innovazione, batteria.
Tired: interfaccia, look.

Voto: 8

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