Di Maio-Saba e Salvini-Verdini, due coppie da Terza Repubblica

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Che i tempi sono cambiati ce lo dice l’esposizione mediatica della vita di coppia dei nostri politici. Se ieri ci si scandalizzava per una fellatio negli Stati Uniti e da noi si puntava su politici dalla solida vita matrimoniale, dando tuttavia per scontato che avessero amanti, oggi è difficile per gli stessi politici scegliere una versione del proprio vivere in coppia che possa piacere agli elettori. Lo è perché sono saltati i riferimenti. Prendiamo il centro-destra, area rappresentata da partiti politici come la Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. I loro leader hanno alle spalle matrimoni saltati oppure stanno vivendo storie al di fuori dell’istituzione.

Berlusconi, sposato e divorziato due volte, vuole convincerci di essere felicemente innamorato della sua Francesca Pascale, nonostante i bunga bunga e la differenza d’età; Giorgia Meloni, che nella puntata di Otto e mezzo aveva difeso il Congresso della Famiglia di Verona, non è sposata, ma ha un compagno da cui ha avuto una bambina; Matteo Salvini si è sposato e ha divorziato dalla giornalista Fabrizia Ieluzzi, da cui ha avuto un figlio, poi ha convissuto con l’avvocata Giulia Martinelli, da cui ha avuto una figlia, e il resto è gossip di cui i più sono al corrente: una storia finita grottescamente su Instagram con Elisa Isoardi e oggi le uscite paparazzate insieme alla figlia di Verdini, Francesca. Veniamo ai Cinque Stelle: Di Maio, negli ultimi giorni, è stato fotografato insieme a quella che dovrebbe essere la sua compagna, Virginia Saba. Usiamo il condizionale perché le foto della sua relazione, specie quelle pubblicate su Chi, sono così impostate che riesce difficile farci un pensiero, e poi sono state accompagnate da slogan da comunicato stampa, tipo “Siamo innamorati folli, voglio un figlio“.

Camera dei Deputati. Giulia Sarti, Presidente della Commissione Giustizia
(Foto: Fabio Cimaglia/LaPresse)

Le immagini di Luigi Di Maio sembrano un contraltare studiato per bilanciare l’imbarazzo del caso del revenge porn che ha colpito una sua collega di partito, Giulia Sarti. Da una parte abbiamo una coppia fresca, accompagnata da scatti che sembrano rubati dall’album di una famiglia reale, dall’altro abbiamo una politica esposta contro la propria volontà con immagini intime disseminate su internet, analizzate, discusse, e che nascondono una storia sordida di videocamere installate segretamente e ricatti. Paradossalmente è il centro-sinistra – l’area che meno usa termini come “famiglia tradizionale” e che, sotto il premier Renzi ha legittimato le unioni civili – ad avere i politici più noiosamente inseriti nella sfera matrimoniale: l’attuale segretario del Pd Nicola Zingaretti, sposato con la fidanzata della maturità, Cristina, da cui ha avuto due figlie; Matteo Renzi, sposato con Agnese da cui ha avuto tre figli; Maurizio Martina, sposato con Mara padre di due figli.

Ma evidentemente le biografie sentimentali dei politici interessano poco ai sovranisti cioè a quegli elettori cui stanno a cuore valori come la famiglia tradizionale, il padre e la madre anziché genitore 1 e 2. Questo cosa ci insegna? Che il matrimonio non è più una carta vincente su cui scommettere per sedurre l’elettorato. Non lo è perché la popolazione in Italia – e nel mondo? – si sposa sempre meno e convive sempre più o non convive affatto e rimane single. Ciò che ha ancora un peso è l’orientamento sessuale. Una coppia gay, nella politica attuale, è ancora qualcosa di raro e osteggiato. Del resto con un Ministro della Famiglia come Lorenzo Fontana (“Le famiglie gay? Non esistono. Ora più bambini e meno aborti“) – cosa aspettarsi?

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