Fuorisalone, Audi mostra la stazione di ricarica del futuro sulle note di Einaudi

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L’Arco della Pace, le voci della città, le note vibrate di un pianoforte, sono gli elementi di supporto scelti da Audi per trasformare in materia la propria vision: e_Domesticity. Inserita all’interno di Audi City Lab, la grande installazione progettata da Hani Rashid e Lise Anne Couture dello studio Asymptote Architecture di New York simboleggia infatti una rivoluzionaria stazione di ricarica. Un suggerimento, quello di Audi, verso una nuova forma d’interazione fra uomo, ambiente e architettura.

Lise Anne Couture e Hani Rashid dello studio Asymptote Architecture di New York
Lise Anne Couture e Hani Rashid dello studio Asymptote Architecture di New York

L’opera collocata di fronte all’Arco della Pace è composta da grandi anelli di acciaio uniti tra loro da elementi cilindrici a diametro variabile, anch’essi in acciaio. Secondo il progettista Hani Rashid «la ricarica elettrica permette la scoperta di un “tempo ritrovato”. Un cambio di paradigma in cui la tecnologia è a servizio dell’uomo senza soluzione di continuità».

L’Installazione è un prototipo di architettura che gioca con l’intelligenza artificiale. Nei tubi che compongono la struttura (24 metri di larghezza, 22 metri di profondità e per 7,5 metri di altezza) si potranno inserire alghe che producono elettricità o macchinari capaci di assorbire l’inquinamento. Il prototipo sul futuro della mobilità è parte integrante della mostra Interni, di cui Audi è coproducer, e il cui tema quest’anno è Human Spaces: un invito a riportare al centro l’essere umano e le sue esigenze di vita.

da dx: Fabrizio Longo (Direttore Audi Italia), Marco Gualtieri (TicketOne); Lodo Guenzi (Cantante Lo Stato Sociale), Valeria Cagnina (OFpassioON), Enrico Mentana (direttore TG LA7)
da dx: Fabrizio Longo (Direttore Audi Italia), Marco Gualtieri (TicketOne); Lodo Guenzi (Cantante Lo Stato Sociale), Valeria Cagnina (OFpassioON), Enrico Mentana (direttore TG LA7)

Su questi temi, la casa dei quattro anelli ha intavolato Charging The Future, un talk cross-generazionale proprio perché, come sottolineato dal mattatore della serata Enrico Mentana, «nessuna generazione vive da sola». A introdurre i quattro rappresentanti delle generazioni contemporanee lo storyteller di Sky Federico Buffa con un video sull’evoluzione del mondo in ambito sociale e tecnologico dal 1960 ad oggi.

Rappresentante della generazione dei Baby Boomers, i nati tra il 1946 e il 1964, è stato Fabrizio Longo. Il Direttore di Audi Italia ha raccontato il passaggio dal vissuto ostentato della vettura a quello più funzionale e ambientale di oggi. Lodo Guenzi ha delineato invece la Generazione Y, quella dei Millennials, nati fra il 1983 e il 2001. Il leader del gruppo Lo Stato Sociale ha parlato del navigare a vista della sua generazione. Persone coscienti che devono sapersi inventare ogni giorno per andare avanti.

il pianista e compositore Ludovico Einaudi
il pianista e compositore Ludovico Einaudi

A tratteggiare la Generazione Z, quella più giovane che comprende i nati tra il 1995 e il 2012, è stata la diciottenne Valeria Cagnina, co-founder dell’Azienda di robotica educativa “OFpassiON” e Senior Tester al MIT di Boston. Ha costruito il suo primo robot a 11 anni. Una vera iniezione di energia verso tutti coloro che non si sono ancora lasciati trascinare dalla propria passione. Infine la Generazione X, cioè i nati tra il 1960 e il 1980. Rappresentante è stato Marco Gualtieri, fondatore di TicketOne, prima piattaforma e-commerce per la vendita di biglietti. Nella sua battuta finale, la sintesi dell’interazione delle quattro generazioni: «Oggi la velocità é esponenziale. Le generazioni dei giovani spingeranno le aziende a un cambiamento molto più veloce.» Anticlimax della serata, le note dal vivo del pianista e compositore italiano Ludovico Einaudi accerchiato dal silenzio religioso di migliaia di persone.

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