5 motivi per leggere Spawn

0
134
Questo post è stato pubblicato da this site

Spawn è uno dei fumetti di supereroi non mainstream che ha goduto di maggior successo di pubblico negli ultimi 25 anni, pur essendo spesso stato ignorato o snobbato dalla critica. Tra poco la collana giungerà a un importante appuntamento, quello con il numero 300. Per l’occasione l’autore, creatore, sceneggiatore e principale artista, Todd McFarlane, ha recentemente annunciato un evento a sorpresa: un contributo del peso massimo Jim Lee, disegnatore di Batman, X-Men e tanti altri fumetti. Non si sa molto altro: potrebbe essere solo una cover, un numero intero o (poco probabile) l’avvio di una nuova saga. L’annuncio però ha causato scalpore nell’ambiente, perché Jim Lee è stato tra i fondatori della Image Comics, casa editrice indipendente che pubblica Spawn e altre testate, ma l’ha abbandonata nel 1998, più di 20 anni fa, per tornare a Marvel e Dc Comics.

Tra l’imminente uscita del numero 300, la comparsata di Jim Lee e una serie di storie di buon successo, Spawn sta tornando lentamente sulla bocca di tutti, dopo anni in cui era di fatto caduto nel dimenticatoio (senza però perdere i lettori più fedeli). Ecco 5 buone ragioni per cui potrebbe valere la pena tornare a leggerlo (in Italia, le avventure di Spawn sono pubblicate da Panini Comics).

1. Perché è lo spirito dei comics anni Novanta

Spawn è un personaggio essenziale, figlio prediletto dei cupi anni Novanta, quando imperversavano eroi ipertrofici, oscuri, edgy. Giustizieri di ferro, dotati di fucili giganti e morali manichee, che affollarono le pagine dei fumetti dell’epoca sino a diventare inflazionati e banali. Solo i migliori sono sopravvissuti sino a oggi, e Spawn è tra questi. Rileggere oggi i primi numeri della collana significa fare un tuffo nel passato, e non tutte le storie sono invecchiate bene: d’altronde, in una collana con ormai quasi 300 numeri e più di 25 anni di pubblicazioni alle spalle, gli alti e bassi sono inevitabili. Nel 2019 possiamo però permetterci di rileggere i comics degli anni Novanta con un certo distacco, riscoprendone le caratteristiche positive (il dinamismo, la voglia di innovare) e sorridendo senza troppo penare dinanzi a quelle più ingenue. In fondo, allora, leggere o rileggere Spawn significa riscoprire un pezzo di storia del fumetto, spesso sdegnato dalla critica, ma certo non da nascondere sotto un tappeto.

2. Per scoprire perché Todd McFarlane è una superstar dei fumetti Usa

Todd McFarlane è stato ed è una superstar dei fumetti made in Usa. Dopo la gavetta, ha rilanciato con successo le storie de L’incredibile Hulk e rivoluzionato, letteralmente, lo stile grafico dei fumetti d’azione e di supereroi sulle pagine di Amazing Spider-Man. Seguendo l’esempio di Frank Miller e del suo ciclo su DareDevil, McFarlane si è poi affermato come autore completo firmando una testata parallela dedicata all’Uomo Ragno, contrassegnata da atmosfere horror e avversari mostruosi (indimenticabile la prima saga, Torment). Basta vedere le sue tavole di allora, o magari guardare uno dei suoi video di disegno dal vivo, per comprendere perché il dinamismo e lo stile dirompente di McFarlane ne abbiano fatto istantaneamente una superstar del fumetto. Frustrato dai limiti imposti dalla Marvel e dall’allora in vigore Comics Code Authority, l’artista ha abbandonato infine la grande casa editrice per fondare il publisher indie Image Comics insieme all’amico e collega Rob Liefeld, e ideando Spawn. Il resto, come si suol dire, è storia.

3. Perché ha dei cattivi ripugnanti

Ah, il fascino di un villain complesso. Sfaccettato. Tormentato. Non in bianco e nero, ma con 50 sfumature di grigio. Di cui il lettore può comprendere le motivazioni e quasi giustificarle. Scordatevelo. In Spawn, i cattivi sono esseri ributtanti, malvagi: demoni, letteralmente, che rapiscono e mangiano i bambini, possiedono gli innocenti, torturano anime e vogliono invadere la terra. Insomma, i bei cattivi cattivi di una volta. Prendiamo Violator, un essere giunto dall’inferno: la prima volta che lo incontriamo ha l’aspetto di un ometto basso, grasso, brutto e con la faccia dipinta. Un clown, in stile Joker. Il suo scopo è istruire Spawn a comportarsi da demone, e nel frattempo ha il brutto vizio di strappare il cuore alle persone. O Billy Kincaid, il gelataio serial killer apparso sin dal memorabile numero 5, raffigurato nell’atto di creare composizioni artistiche con le dita mozzate di bambini rapiti.

4. Perché è cambiato, rimanendo fedele a sé stesso

Se c’è un pregio che non si può negare al buon vecchio McFarlane, è di non avere mai accettato compromessi sulla propria visione del personaggio che ha creato – nel bene, come nel male. L’artista si è sempre rifiutato di ricorrere a una tattica di marketing ben nota nel mondo dei comics, volta a catturare nuovi lettori, e che sembrerebbe quasi d’obbligo per un albo nato negli anni Novanta e invecchiato rapidamente: azzerare la numerazione, fare un soft reboot, ripartire dal numero uno. Sì, è vero, Spawn è diventato un cattivo, è tornato umano, ha recuperato la faccia e perso l’amore, andato all’inferno e poi di nuovo sulla Terra. I team creativi sono cambiati, ma i nuovi sceneggiatori sono durati poco (Paul Jenkins ha lasciato dopo 5 numeri, l’altra superstar della Image, Erik Larsen, dopo soli 9 albi), e la ragione è semplice: Spawn è sempre stato il demone di McFarlane, suo soltanto, e nessun altro avrebbe potuto deciderne il corso.

5. Perché è in arrivo un nuovo film

In verità, il film girato nel 1997 aveva un grande merito: quello di avere trasposto fedelmente l’estetica di Spawn sul grande schermo. Il costume fumettoso, il mantello animato, persino il Clown folle, sembravano tratti di peso da una vignetta e incollati sullo schermo. Peccato che tutto il resto lasciasse a desiderare. Tra poco, Spawn potrebbe avere un’altra occasione per sfondare al cinema, nell’epoca d’oro dei cinemovie e sulla scia del successo riscosso da Venom  (antieroe che, guarda caso, è stato disegnato per la prima volta proprio da McFarlane). Nel 2019 dovrebbe infatti uscire un reboot con Jamie Foxx nei panni del nostro demoniaco protagonista, e lo stesso Todd McFarlane, nei panni di sceneggiatore e regista, ha promesso che non ci saranno battutine lievi, ma “2 cupe ore di sofferenza”. Che, detta così…

The post 5 motivi per leggere Spawn appeared first on Wired.