L’uomo che potrebbe diventare il presidente degli Stati Uniti più giovane della storia

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Pete Buttigieg (foto:Elijah Nouvelage/Bloomberg via Getty Images)

Nel weekend, si è aggiunto un altro nome alla lista – già di per sé molto lunga – dei democratici candidati alle presidenziali del 2020 degli Stati Uniti. Si tratta di Peter Paul Montgomery Buttigieg detto Pete, sindaco 37enne di South Bend, la quarta città più popolosa dello stato dell’Indiana.

Buttigieg ha ufficializzato la sua candidatura durante un comizio domenica pomeriggio. “So che bisogna essere audaci per fare una scelta del genere quando si è un sindaco Millennial di uno stato del Midwest, ma viviamo in un momento storico che ci obbliga a intervenire”, ha detto annunciando le sue priorità: sanità, politiche ambientali sostenibili, diritti civili, abbassamento delle tasse universitarie e la concessione della cittadinanza ai Dreamers, ovvero i figli di persone straniere arrivate nel paese clandestinamente.

Buttigieg, che è omosessuale, aveva annunciato la sua intenzione di scendere in campo nelle scorse settimane. Se riuscisse a vincere le primarie del partito democratico e a battere lo sfidante repubblicano, diventerebbe il presidente più giovane degli Stati Uniti e il primo dichiaratamente gay.

Chi è Pete Buttigieg

Classe 1982, Buttigieg è nato a South Bend, ha una laurea con lode in storia e letteratura ad Harvard, parla sette lingue (tra cui l’italiano), ha prestato servizio militare in Afghanistan per sette mesi e, come detto, è  diventato il primo cittadino della città in cui è nato e cresciuto.

Questo è il suo secondo mandato: era stato eletto una prima volta nel 2011, col 74% dei voti, quando aveva solo 29 anni. In quell’anno aveva già ottenuto un record importante, diventando il sindaco più giovane di una città americana con almeno 100mila abitanti. Nel 2015 i suoi concittadini gli hanno rinnovato la fiducia, e Buttigieg è stato riconfermato con l’80% delle preferenze.

In quello stesso anno ha fatto coming out e nel 2018 si è sposato col suo compagno, Chasten. Il candidato alle presidenziali ha raccontato la sua esperienza da omosessuale come costellata da difficoltà. “Sono abituato a essere preso di mira”, ha detto Buttigieg in un’intervista a Tmz, uscita il giorno prima del comizio dell’annuncio. “All’inizio devi farci i conti, poi impari a conviverci”. Tra i suoi obiettivi dichiarati, ha specificato quello di rendere la candidature Lgbt più normali e all’ordine del giorno.

Che speranze ha di arrivare alla Casa Bianca

Buttigieg ha la fama di essere un cittadino per bene, molto colto e preparato. In poco tempo, il suo comitato elettorale è riuscito a raccogliere 7 milioni di dollari, poco meno di quanto fatto da Kamala Harris, che si è candidata mesi fa, e circa la metà dei soldi messi insieme da Bernie Sanders, che però ha già corso per le primarie del partito democratico nel 2016, perdendo contro Hillary Clinton.

Il suo nome, però, è ancora sconosciuto al grande pubblico. La sua esperienza politica è limitata a livello locale e Buttigieg parla soprattutto a giovani e immigrati: per quanto si tratti dell’epoca degli outsider della politica (gli stessi Trump e Pence non avevano certo una carriera politica di lungo corso alle spalle), è difficile capire quali sono le reali chance del giovane candidato dell’Indiana. Come sottolinea il Guardian, molto dipenderà dalla sua capacità di ottenere finanziamenti, di mantenere la sua immagine di persona onesta e di “parlare al cuore delle persone”.

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