Cari adulti non giudicate il fenomeno After, cercate di capirlo

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È il 2013, Anna Todd ha 23 anni ed è spesso presa di mira dei suoi coetanei. La motivazione? La sua passione sconvolgente per gli One Direction, boy band inglese costruita a tavolino dagli autori di X-Factor UK per far impazzire le ragazzine di tutto il mondo. Ma Anna ragazzina non lo è più – da qui le prese in giro – e forse non lo è mai stata. Ha parso il papà all’età di un anno, ucciso da un conoscente, e la mamma combatte da sempre con la droga. Nata e cresciuta in una piccola cittadina in provincia dell’Ohio, l’infanzia complicata e le ristrette possibilità le hanno portato due cose: la passione per la lettura, soprattutto i classici, e l’amore col compagno di banco, sposato un giorno dopo il diploma. Ora a salvarla ci sono anche gli One Direction, ed è seguendo tutto ciò che li riguarda che viene a scoprire Wattpad, una piattaforma di narrativa online dove si possono leggere e scrivere racconti, gratuitamente. Tra i post pubblicati alcuni sono delle fanfiction (storie di fantasia scritte dai fan) che riguardano proprio i suoi beniamini, e in poco tempo anche lei decide di fare lo stesso. Inizia così la storia di After, quello che conosciamo oggi come un successo di fama mondiale, lo stesso che sta vincendo il botteghino cinematografico di casa nostra.

Anna comincia a scrivere il suo protagonista, che ha volto, muscoli e tatuaggi di Harry Styles; se immagina ragazzo come tanti, alle prese col primo vero amore, Theresa detta Tessa, saggia e studiosa, lontana anni luce dal suo microcosmo fatto di sveltine, botte e fiumi d’alcool, che mai avrebbe pensato sarebbe stata capace di rapirgli il cuore.

I capitoli che Todd pubblica sulla piattaforma iniziano ad attirare l’attenzione e sono letti ogni giorno di più; tempo tre mesi e le storia si diffonde al punto da intercettare l’interesse di una casa editrice. Da lì i numeri diventano così importanti da fare spavento, 5 romanzi col protagonista che mantiene le iniziali di Styles ma diventa Hardin Scott, a causa dei diritti d’immagine – un romanzo prequel e 2 spin off, oltre 1 miliardo e mezzo (sì, miliardo!) di letture sulla piattaforma social e 11 milione di copie vendute in tutto il mondo, oltre alla proposta di trasformare la saga in un film.

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La scrittrice Anna Todd

Un successo sconvolgente che ha lasciato perplesso più di un addetto ai lavori ma che anche al cinema sta dimostrando tutta la sua forza. Ma qual è questa forza?
La versione più breve è che After è l’adattamento young adult, e cioè per ragazzine, di 50 Sfumature di Grigio. Non che ce ne fosse bisogno, direte voi, eppure a quanto pare, di giovani donne alle prese con il primo totalizzante amore e la prima volta (!) è pieno il mondo. L’intuizione è rivolgersi a loro.

Con buona pace della critica che ha bollato libri e film (After movie ha il 23% di gradimento su Rotten Tomatoes) la scrittrice prima e la regista Jenny Gale poi, hanno fatto convergere curiosità da buco della serratura e romanticismo, zuccherando le scoperte erotiche tipiche della giovinezza e rendendole complementi narrativi che servono ad aggiungere un certo senso di suspense, di rivelazione, all’intero racconto. Hanno reso semplicissima l’immedesimazione nella protagonista – casta, pura, studiosa –,  ed esaltato i caratteri tenebrosi del protagonista. Una strizzata d’occhio al topos dell’amore romantico per eccellenza, quello che spingeva il giovane Werther al suo dolore… e che porta la scrittrice a osare parallelismi tra i suoi personaggi e gli eroi romantici di Jane Austin e delle sorelle Bronte, mescolato con una spruzzata d’erotismo (i rapporti sessuali, almeno sulle pagine, sono descritti con dovizia di particolari) e il gioco è fatto.

Una scena del film After

Come era successo per le Sfumature, ma anche per Twilight che delle sfumature è il nucleo originale (sono nate come fan fiction della saga sui vampiri), assieme al successo sono arrivate le polemiche. Possibile che in mondo sempre più attento alle questioni di genere a vincere gli incassi sia ancora una volta la Damsel in distress? Che in cima alle classifiche arrivino prodotti che sarebbero colpevoli di rendere l’abuso glamour? Possibile, a quanto pare, ma la situazione è più complessa di così.

Etichettare Tessa come la solita Mary Sue che riluce solo quando vicino al ragazzo che fa di tutto per possederla, sarebbe sbagliato. Perché al netto del macho instabile e della ragazza sognatrice, After s’inserisce in quel vuoto che le istituzioni non hanno saputo colmare. Capace di insinuarsi tra le ridicole se non inesistenti lezioni di educazione sessuale e il club del libro capace di proporre sempre i soliti testi, la saga di Anna Todd arriva dove scuola e genitori hanno fallito, a romanzare sulle tappe salienti del coming of age più puro, fatto della scoperta di se stessi e del proprio corpo. Poco importa (per il momento) se Hardin sia un geloso cronico e Tessa spesso si pieghi al suo possesso, After ha saputo mettere assieme le paure romantiche e le curiosità sessuali di ogni adolescente. Ha cucito alla perfezione cuori spezzati e i preservativi rotti, stress da esami e ansia da prestazione.

Invece di etichettare e disprezzare si dovrebbe sospendere il giudizio, aprire un dialogo con chi questi libri l’ha divorati, cercare di comprenderne il punto di vista. E sarebbe poi da chiedersi: vivesse nel mondo reale Tessa avrebbe aderito alla campagna #MeToo? C’è chi pronto a scommetterci, chi invece giurerebbe il contrario. Ma forse l’unica questione importante è domandarsi se debba esistere, almeno in sala o tra le pagine del romanzo che leggiamo in metropolitana, uno spazio libero dalle battaglie moralizzatrici, dove mettere alla prova di un racconto di fantasia schemi sociali e convinzioni personali.

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