Su Marte nel 2020: a che punto è la missione spaziale della Nasa?

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Mars 2020
(Foto: Nasa/Jpl-Caltech)

Nei laboratori del Jet Propulsion Laboratory della Nasa l’emozione cresce. Ingegneri, scienziati e tecnici sono indaffarati a mettere insieme le varie parti, componenti e apparecchiature in vista della ormai imminente missione Mars 2020, prevista per il lancio verso il pianeta rosso a luglio del 2020. Nel giro di tre settimane alcuni di questi componenti, come il sistema di atterraggio e il rover provvisorio (chiamato “surrogate-rover”), saranno stati sistemati nella capsula d’ingresso, come fossero già pronti al momento del lancio.

La procedura, spiegano i ricercatori della Nasa, è nota come impilaggio e prevede un programma super dettagliato. “Uno dei nostri compiti principali è quello di assicurarci che il rover e tutto l’hardware necessario per portare il rover dalla Terra sulla superficie di Marte si inserisca perfettamente all’interno della carenatura di un razzo Atlas V”, ha spiegato David Gruel, responsabile delle operazioni di assemblaggio, test e lancio per Mars 2020.

Come si organizza la missione

Il primo passo, raccontano i ricercatori, è quello di posizionare il modulo di discesa alimentato a razzo sopra il rover provvisorio. Poi, quando tutto viene correttamente collegato, controllato e ricontrollato più volte, la carena posteriore viene abbassata e posizionata al di sopra del modulo tramite una gru a cavalletto. “Quella gru ha sollevato quasi tutte le navicelle che arrivano al Jpl da quando abbiamo costruito Mariner 1 (la prima sonda spaziale lanciata da Cape Canaveral verso Venere nel 1962, ndr)”, ha commentato Gruel.

Una volta che la carena posteriore è stata posizionata correttamente, il team comincia ad allestire il cono del paracadute, ovvero la parte che protegge il paracadute durante l’ingresso in atmosfera, e successivamente il modulo di crociera, che alimenterà la navicella Mars 2020 nel suo viaggio di sette mesi verso Marte.

A questo punto, la “pila” dei componenti del veicolo viene girata su un lato in modo tale che i tecnici e gli ingegneri possano avere un miglior accesso per poter effettuare i collegamenti tra il modulo di crociera e quello di discesa. La “pila” viene, poi, riportata nella sua posizione originale (il modulo di crociera deve stare in alto) in modo che il sistema di protezione, lo scudo termico, possa essere sollevato e fissato.

“L’impilaggio è una procedura fondamentale nello sviluppo delle missioni spaziali, perché abbiamo bisogno di mettere insieme le varie componenti per mostrare che tutto si allinea e si adatta perfettamente”, ha commentato Gruel. “È davvero una grande emozione quando vediamo i vari componenti impilati in attesa di partire per la fase successiva del viaggio, ovvero quando il rover verrà portato alla rampa di lancio a Cape Canaveral nel luglio del prossimo anno”.

L’impilaggio è terminato il 3 aprile scorso e ora il veicolo sarà trasportato nell’Environmental Test Facility di Jpl per essere sottoposto ad alcuni test acustici. Questi esami, nei quali verrà bombardato da un muro di suono progettato per simulare le onde sonore generate durante il lancio, serviranno per assicurarsi che i bulloni non si allentino o che i punti di attacco non si scolleghino. Successivamente, il veicolo verrà trasportato in una camera del vuoto termico per essere sottoposto a un test della durata di una settimana che simula l’ambiente estremo dello spazio per valutare che i suoi strumenti funzionino alla perfezione.

“Dopo i test acustici e termici, il veicolo spaziale verrà restituito al centro di assemblaggio”, conclude il ricercatore. “Finché il nostro rover non sarà pronto per dirigersi su Marte a luglio del 2020, ci sarà quasi sempre qualcosa da assemblare, testare o modificare”. Mentre a noi non ci rimane che aspettare.

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